{"id":14113,"date":"2026-09-18T20:40:26","date_gmt":"2026-09-18T18:40:26","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=14113"},"modified":"2026-09-18T20:42:18","modified_gmt":"2026-09-18T18:42:18","slug":"ex-ilva-no-ai-licenziamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/ex-ilva-no-ai-licenziamenti\/","title":{"rendered":"Ex-ILVA: NO ai licenziamenti!"},"content":{"rendered":"<p>L\u201911 settembre la Corte d\u2019Appello di Milano ha decretato la chiusura dell\u2019area \u201ca caldo\u201d dell\u2019ex-Ilva di Taranto, con la motivazione del \u201cbilanciamento dei contrapposti interessi\u201d fra tutela della salute e ragioni aziendali.<\/p>\n<p>Rimane perci\u00f2 confermata la tempistica di chiusura entro il 28\u00a0 ottobre, delle attivit\u00e0 dell\u2019area \u201ca caldo\u201d.<\/p>\n<p>La sentenza, un episodio della lotta interna alla borghesia sull\u2019industria siderurgica, non dice che gli operai devono essere licenziati, ma non \u00e8 difficile prevedere che arriver\u00e0 una valanga di CIG, esuberi e licenziamenti.<\/p>\n<p>La chiusura mette in luce il fallimento dei gruppi dirigenti dello Stato borghese i quali da 14 anni a questa parte, coprendosi le spalle con una ventina di decreti \u201csalva-azienda\u201d, non hanno voluto dar vita a un piano di investimenti per assicurare la continuit\u00e0 del ciclo produttivo in uno dei pi\u00f9 grandi complessi siderurgici europei, garantire l\u2019occupazione, ridurre l\u2019inquinamento e bonificare l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>In tal modo hanno trasformato una crisi settoriale in una crisi industriale pi\u00f9 vasta, oltre che di legittimit\u00e0 del sistema che difendono.<\/p>\n<p>Ma ci sono responsabilit\u00e0 anche della parte sindacale, che non ha voluto mettere in campo una mobilitazione adeguata dopo lo sciopero dello scorso novembre.<\/p>\n<p>Quello che si \u00e8 tenuto dopo la prima sentenza \u00e8 rimasto uno sciopero isolato, malgrado i lavoratori avessero dato segnali di volont\u00e0 di lotta. Cosa molto grave, senza attenuanti climatiche.<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa che i vertici sindacali sono riusciti a fare \u00e8 una patetica supplica a Mattarella, salvo risvegliarsi alla vigilia delle scadenze, ma senza agire. Neanche uno sciopero di facciata. La tiritera di \u201ctavoli ed incontri\u201d ormai sa di pompieraggio.<\/p>\n<p>Siamo di fronte a una chiusura definitiva? Di certo, visto il disinteresse della gestione commissariale di Acciaierie d\u2019Italia, e soprattutto la manfrina di chiacchiere del governo Meloni, le conseguenze saranno gravi.<\/p>\n<p>La cokeria, gli altiforni 1, 2 e 4, l\u2019acciaieria 2 e gli impianti collegati saranno chiusi, con pesanti ricadute anche a valle dell\u2019area a caldo, negli stabilimenti del nord, e nell\u2019indotto.<\/p>\n<p>Le ipotesi di acquisizione di privati delle due aree a questo punto rimangono solo sulla carta e nello scenario prorompono CIG, esuberi e licenziamenti.<\/p>\n<p>Se passasse la valanga di esuberi che si verranno a creare (con l\u2019indotto e gli attuali cassintegrati circa 17.000), bene che vada si salverebbe solo un pezzo di area a freddo (laminatoi) per 1600 addetti, che ora funziona parzialmente e a intermittenza. Necessita per\u00f2 di rifornimento delle bramme di acciaio e di energia.<\/p>\n<p>All\u2019arrivo della sentenza definitiva le aziende dell\u2019indotto hanno fatto subito ripartire 2500 licenziamenti (per ora sospesi). Ne seguiranno molti altri, interni ed esterni.<\/p>\n<p>Un numero tale da rendere concreta la prospettiva, tra un anno o due, di licenziamenti di massa.<\/p>\n<p>Una macelleria sociale che va immediatamente scongiurata, mettendo in atto la mobilitazione e la lotta pi\u00f9 larga e dura possibile, fino all\u2019occupazione della fabbrica.<\/p>\n<p>Basta chiacchiere, incontri, tavoli a perdere!<\/p>\n<p>La situazione va affrontata\u00a0 all\u2019altezza della posta in gioco. Non certo per scongiurare la\u00a0 \u201cbomba sociale\u201d. Questo \u00e8 un problema di Meloni, Urso e vertici sindacali, non degli operai!<\/p>\n<p>Per gli operai ci\u00f2 che conta \u00e8 la salvaguardia dell\u2019occupazione, del salario e del futuro per tutti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora il tempo per\u00a0 combattere la rassegnazione, attivizzare tutti gli operai alla lotta, unirli compattandoli e impedire la loro divisione e all\u2019interno del polo tarantino e tra di diversi siti produttivi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che \u201clor signori\u201d provano a chiudere. La classe operaia dell\u2019ex-Ilva ha gi\u00e0 dato nel recente passato di adeguate risposte, con esempi di grandi e decise lotte che hanno ridotto le controparti padronali e governative a pi\u00f9 miti consigli.<\/p>\n<p>Ora, sotto la mannaia del licenziamenti, \u00e8 esplosa la protesa degli operai dell\u2019indotto che sono scesi in sciopero unitario, con blocchi stradali.\u2008Rabbia e disperazione vanno trasformate in una lotta dura e ben organizzata per impedire i licenziamenti.<\/p>\n<p>Ma la questione dell\u2019ex Ilva, non si limita a Taranto, a Cornigliano, ecc. \u00c8 una questione che investe l\u2019intera classe operaia e perci\u00f2 la risposta non pu\u00f2 che essere generale e solidale!<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da risanare? C\u2019\u00e8 da riconvertire? Ebbene lo si faccia, tassando profitti, rendite e grandi patrimoni, utilizzando i fondi del Ponte di Messina e del riarmo!<\/p>\n<p>Una spinta importante alla mobilitazione deve arrivare dalla costituzione immediata da parte di operai (attivi ed inattivi) e delegati combattivi di comitati di lotta e di sciopero, organi di fronte unico dal basso, indipendentemente dalle tessere di appartenenza e dall\u2019iscrizione o meno ai sindacati. Senza preclusioni e settarismi di sorta, da proporre anche ai disoccupati, compresi quelli di lungo corso, con intenti unificanti.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 pure importante aprirsi al territorio, chiamando alla solidariet\u00e0 attiva i cittadini che comprendono che produrre senza inquinare si pu\u00f2 e si deve, che lavoro e salute devono andare di pari passo.<\/p>\n<p>La posta in gioco \u00e8 alta. Il disastro ex-Ilva \u00e8 un disastro di \u201clor signori\u201d. E a costoro spetta procacciarsi risorse, trovare rimedi urgenti per fronteggiare la crisi, senza scaricarla sulle spalle di chi ha gi\u00e0 pagato fin troppo.<\/p>\n<p>NO ai licenziamenti! Nessun posto di lavoro deve essere perso, in fabbrica e nell\u2019indotto! Garanzia dell\u2019occupazione, del salario e del futuro per tutti gli operai!<\/p>\n<p>Riduzione generalizzata dell\u2019orario di lavoro.<\/p>\n<p>CIG a salario pieno a spese dei padroni e dello Stato.<\/p>\n<p>Investimenti immediati per la tutela della salute operaia e popolare, con gli operai ex Ilva impiegati nella bonifica.<\/p>\n<p>No alla divisione tra operai delle diverse aree e reparti e tra siti produttivi.<\/p>\n<p>Unit\u00e0 di lotta della classe operaia!<\/p>\n<p>Non sono in grado di soddisfare le esigenze operaie? Allora occorre organizzarsi e lottare per cacciarli dal potere cos\u00ec da attuare un radicale rivolgimento economico,\u00a0 confiscando e socializzando i mezzi di produzione, con una direzione operaia dell\u2019industria!<\/p>\n<p>Avanti compagni operai nella mobilitazione, nella lotta e nell\u2019organizzazione di classe!<\/p>\n<h3>Da Scintilla n. 162, settembre 2026<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u201911 settembre la Corte d\u2019Appello di Milano ha decretato la chiusura dell\u2019area \u201ca caldo\u201d dell\u2019ex-Ilva di Taranto, con la motivazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14114,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[100,94],"tags":[108],"class_list":["post-14113","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-movimento-operaio","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14113"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14113\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14115,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14113\/revisions\/14115"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}