{"id":14117,"date":"2026-09-18T20:46:35","date_gmt":"2026-09-18T18:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=14117"},"modified":"2026-09-18T20:47:37","modified_gmt":"2026-09-18T18:47:37","slug":"electrolux-noi-non-molleremo-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/electrolux-noi-non-molleremo-mai\/","title":{"rendered":"Electrolux: \u201cNoi non molleremo mai!\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Sin dall\u2019inizio abbiamo seguito e sostenuto la vertenza Electrolux, lungi dall\u2019essere conclusa.<\/p>\n<p>La mobilitazione operaia, con scioperi a scadenza ravvicinata in tutti gli stabilimenti, favorita anche dall\u2019esistenza e dall\u2019azione di delegati combattivi e coordinati, non in linea con le direttive dei vertici delle maggiori confederazioni sindacali, sembrava, durante l\u2019estate, aver fatto prendere alla vertenza la via del tavolo ministeriale di concertazione.<\/p>\n<p>L\u2019azienda ha finto per poche settimane di ritirare il piano esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d\u2019Esi per tornare alla carica a fine agosto.<\/p>\n<p>La contabilit\u00e0 dei tagli \u00e8 un bollettino di guerra.<\/p>\n<p>Gli esuberi sono 1.450, a cui si devono aggiungere 135 contratti in scadenza che non saranno rinnovati (altri 91 sono gi\u00e0 scaduti senza rinnovo).<\/p>\n<p>Nel sito di Forl\u00ec gli esuberi sono 297; su Solaro ne pendono 217; centinaia di tagli anche a Susegana e Porcia, mentre si sposta la produzione in\u2008Cina e Thailandia.<\/p>\n<p>A fronte di ci\u00f2 la lotta operaia non si \u00e8 fermata, ma indurita, perch\u00e8 gli operai non accettano licenziamenti e chiusure.<\/p>\n<p>Nello stabilimento di Susegana si sono susseguiti gli scioperi, con gli operai che hanno raggiunto la statale. A Porcia il 7 settembre un&#8217;assemblea con un&#8217;ora e mezza di sciopero e un corteo che ha attraversato lo stabilimento.<\/p>\n<p>Il 15 settembre si \u00e8 svolto lo sciopero nazionale di 8 ore in tutti\u00a0 i siti del gruppo contro il piano della multinazionale con manifestazione a Cerreto d\u2019Esi, dove si prevede la chiusura dello stabilimento, con oltre mille partecipanti al grido \u201cNoi non molleremo mai!\u201d.<\/p>\n<p>Ma veniamo al \u201cparadosso\u201d di Electrolux.<\/p>\n<p>A fine agosto molti si erano stupiti di un fatto apparentemente strano: l\u2019assunzione a tempo determinato e i rinnovi contrattuali\u00a0 di operai in alcuni stabilimenti, tra cui quelli di Porcia e Forl\u00ec, tra i pi\u00f9 falcidiati dagli esuberi, per far fronte al picco di produzione solito in quel periodo.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 stato calcolato che a Susegana gli esuberi operai sono funzionali al funzionamento di un solo turno con un forte aumento dei ritmi (da un 20 a un 40% in pi\u00f9).<\/p>\n<p>A questo si deve aggiungere che l\u2019azienda, in Italia, anche prima dell\u2019annuncio del piano esuberi, continuava a fare profitti.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nulla da stupirsi, compagni. Nessun paradosso, nessun bluff, ma il normale funzionamento delle leggi del capitalismo contemporaneo, le quali fanno s\u00ec che il capitale monopolistico non si accontenta di ottenere un \u201cnormale\u201d, medio profitto, ma cerca di ottenere il massimo profitto nel minor tempo possibile.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che l\u2019avvento dei monopoli internazionali non abolisce affatto la concorrenza con monopoli rivali e tanto pi\u00f9 per il fatto che i profitti, distribuiti come dividendi, servono a sostenere, al pari dei piani esuberi, i corsi azionari, che in ultima analisi determinano l\u2019\u201cefficienza\u201d dell\u2019investimento e delle prestazioni manageriali.<\/p>\n<p>Una logica spietata e cinica che vediamo applicata in molte fabbriche.<\/p>\n<p>Per offrire un esempio eclatante, in Stellantis, dove si fa larghissimo uso della cassa integrazione, si continuano a chiudere linee, mentre in quelle rimanenti i ritmi spezzano la schiena.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, il capitale si avvale di due metodi per l\u2019aumento del plusvalore, alla base dell\u2019origine del profitto: il plusvalore assoluto e il plusvalore relativo.<\/p>\n<p>Con lo sviluppo delle forze produttive del lavoro, l\u2019introduzione dell\u2019automazione, delle catene e delle isole di montaggio, con l\u2019uso di macchinari sempre pi\u00f9 efficienti (robot) ed ultimamente anche \u201cintelligenti\u201d, con l\u2019aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro, per un lungo periodo il capitale ha prevalentemente usato quest\u2019ultimo metodo per aumentare lo sfruttamento della forza lavoro, quindi il plusvalore estratto dell\u2019operaio, riducendo il tempo di lavoro necessario a compensare il valore della sua forza-lavoro.<\/p>\n<p>Periodicamente il rinnovo del capitale fisso porta a questo metodo per aumentare la produzione.<\/p>\n<p>Ma rinnovare macchinari e metodologie lavorative, nonch\u00e9 acquisire nuove tecnologie costa sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ed ecco che i padroni, pi\u00f9 spesso di quanto si creda \u2013 gli operai lo sanno bene \u2013 ricorrono anche al metodo del plusvalore assoluto.<\/p>\n<p>Tradizionalmente ci\u00f2 avviene mediante l\u2019allungamento dell\u2019orario di lavoro, e con vari mezzi tra cui l\u2019impiego dello straordinario, dei sabati lavorativi.<\/p>\n<p>Gli operai pure sanno che entrambe le tecniche di aumento dello sfruttamento, che li logorano precocemente, si accompagnano ai licenziamenti perch\u00e9 in ultima analisi a determinare la quantit\u00e0 della produzione \u00e8 il mercato: quando si accumula un surplus di merci invendute, i capitalisti riducono la produzione e partono le lettere (o le email) di benservito.<\/p>\n<p>Nel regno del capitale l\u2019estorsione massiva del plusvalore e l\u2019ottenimento di enormi profitti non garantiscono per niente l\u2019occupazione operaia. L\u2019esistenza dell\u2019operaio \u00e8 sempre in bilico.<\/p>\n<p>Quando meno te lo aspetti ti capita un trasferimento (vedi in questi giorni i lavoratori della Valentino di Valdagno), oppure le delocalizzazioni e l\u2019esubero, col rischio concreto di finire sul lastrico.<\/p>\n<p>Per mettere fine definitivamente a questa precaria esistenza esiste un solo modo: l\u2019abolizione della schiavit\u00f9 salariata per mezzo della rivoluzione socialista in cui i mezzi di produzione sono socializzati e cessano di contrapporsi all\u2019operaio come capitale.<\/p>\n<p>La storia ha dimostrato che \u00e8 possibile realizzare ci\u00f2 e oggi come non mai questo passaggio per la liberazione definitiva non \u00e8 eludibile, ma attuale, necessario e urgente.<\/p>\n<p>Questo affermiamo mentre continuiamo a sostenere la mobilitazione degli operai e delle operaie Electrolux contro licenziamenti e chiusure.<\/p>\n<h3>Da Scintilla n. 162, settembre 2026<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin dall\u2019inizio abbiamo seguito e sostenuto la vertenza Electrolux, lungi dall\u2019essere conclusa. 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