{"id":8136,"date":"2022-10-10T14:32:29","date_gmt":"2022-10-10T12:32:29","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8136"},"modified":"2023-10-25T22:31:11","modified_gmt":"2023-10-25T20:31:11","slug":"il-multilateralismo-strumento-chiave-della-politica-estera-dellimperialismo-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/il-multilateralismo-strumento-chiave-della-politica-estera-dellimperialismo-cinese\/","title":{"rendered":"Il \u201cmultilateralismo\u201d, strumento chiave  della politica estera  dell\u2019imperialismo cinese"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<ol>\n<li>LA CONVERSIONE CINESE AL MULTILATERALISMO<\/li>\n<\/ol>\n<p>I revisionisti cinesi, fin dal 1986 hanno indicato la \u201cdiplomazia multilaterale\u201d come parte integrante della loro politica estera.<\/p>\n<p>Il tema del multilateralismo fece il suo ingresso ufficiale nel discorso politico cinese con il rapporto sul lavoro del governo presentato da Zhao Ziyang in occasione del lancio del VII piano quinquennale (1986-90).<\/p>\n<p>Durante gli anni \u201980 dello scorso secolo furono le \u201criforme\u201d capitalistiche e l\u2019apertura al mercato le forze motrici dello spostamento della Cina verso le istituzioni multilaterali e del suo crescente attivismo diplomatico.<\/p>\n<p>Negli anni \u201990 la \u201cconversione\u201d cinese al multilateralismo si svilupp\u00f2 con una progressiva partecipazione a organismi e forum internazionali, specialmente di tipo economico. La nuova strategia cinese infatti richiedeva una partecipazione pi\u00f9 estesa e diversificata a diversi consessi multilaterali, per evitare l\u2019isolamento e la condanna internazionale. In questo modo la Cina, sempre pi\u00f9 legata nel mercato capitalistico internazionale, fu attirata nella tela di ragno dell\u2019imperialismo, come sua parte integrante.<\/p>\n<p>Questa strategia si \u00e8 sviluppata specialmente dopo i fatti di piazza Tienanmen (1989), anche per promuovere un\u2019immagine di \u201cpotenza responsabile\u201d e cominciare a ridisegnare un ordine globale pi\u00f9 favorevole alla superpotenza cinese in ascesa.<\/p>\n<p>Di qui la rivalutazione del multilateralismo, tradizionalmente visto come veicolo di pressioni e ingerenze esterne, e l\u2019avvio di un processo di graduale di sviluppo di questa politica.<\/p>\n<p>Negli anni successivi il crescente potere economico del dragone cinese ha messo Pechino nelle condizioni di perseguire un maggiore attivismo diplomatico e di politica estera.<\/p>\n<p>A partire dal 15\u00b0 congresso del PCC (1997), i capi revisionisti del PCC in nome del pragmatismo hanno formalmente adottato il \u201cmultilateralismo\u201d come principio-guida e strumento operativo nell\u2019ambito delle loro relazioni e iniziative sul piano degli affari internazionali.<\/p>\n<p>Le nuove tesi sul multilateralismo sono state elaborate ulteriormente durante il 16\u00b0 Congresso del PCC (2002) al fine di espandere l\u2019attivismo negli affari internazionali e far accettare la Cina come la sfidante del potere globale USA.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il multilateralismo \u00e8 divenuto un requisito essenziale per assicurare lo sviluppo economico, la stabilit\u00e0 politica e la pace sociale nel lungo periodo, sia all\u2019interno della Cina che ai suoi confini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>LO SVILUPPO DEL MULTILATERALISMO CINESE<\/li>\n<\/ol>\n<p>Negli ultimi decenni lo sviluppo della lotta per l\u2019egemonia mondiale fra l\u2019imperialismo nordamericano in declino economico e culturale e quello cinese in rapida ascesa (economicamente potrebbe raggiungere e superare gli USA in pochi anni, militarmente si sta rafforzando continuamente), ha rimodellato l\u2019utilizzo pragmatico del multilateralismo da parte della dirigenza revisionista di Pechino. Di conseguenza il multilateralismo cinese si \u00e8 costantemente evoluto, con proprie caratteristiche, sotto la spinta dei suoi monopoli e dei gruppi dominanti che vogliono trasformare la forza economica in forza politico-militare per conquistare posizioni pi\u00f9 favorevoli nella lotta per la ripartizione del mondo.<\/p>\n<p>La politica multilaterale cinese \u00e8 cos\u00ec passata da una concezione focalizzata soprattutto nella cruciale regione asiatica (l\u2019Apec, la Shanghai Cooperation Organization, la creazione dell\u2019area di libero scambio con i paesi Asean, il Boao Forum, il dialogo delle Sei Nazioni sulla Corea del Nord, la creazione della Banca Asiatica per gli investimenti di supporto a progetti enormi come la \u201cBelt and Road Initiative\u201d (BRI), la cooperazione fra i BRICS, i numerosi accordi bilaterali molto vantaggiosi data la potenza economica cinese) a espressioni con una base pi\u00f9 ampia, caratterizzate dall\u2019ingresso della Cina in forum e istituzioni globali tradizionali ritrovi dei caporioni imperialisti (es. WTO, G-20 come paese membro, G-8 come osservatore) Anche in ambito ONU, la Cina ha sviluppato la sua partecipazione nelle \u201cmissioni di pace\u201d in decine di paesi (Afghanistan, Haiti, Kosovo, Libano, Liberia, Sudan, etc.).<\/p>\n<p>Il multilateralismo \u00e8 divenuto cos\u00ec un elemento centrale delle ambizioni cinesi per continuare un rapido sviluppo e costruire in alcuni decenni un nuovo ordine internazionale in cui la Cina non sia pi\u00f9 dentro una \u201ccamicia di forza\u201d ma rivesta una posizione decisiva e predominante.<\/p>\n<p>Lo sviluppo dell\u2019isolazionismo di Trump e la crisi del multilateralismo americano hanno offerto alla Cina imperialista nuove opportunit\u00e0 strategiche per accreditarsi come sostenitrice della globalizzazione economica \u201cinclusiva\u201d, dell\u2019ordine internazionale e dell\u2019architettura multilaterale, in opposizione al protezionismo.<\/p>\n<p>In effetti la Cina ha sviluppato la rivalit\u00e0 con gli USA usando gli stessi organismi internazionali finora gestiti dagli yankees, ma allo stesso tempo ha lavorato per cambiare i rapporti di forza dentro di essi, minando norme e accordi che favoriscono la superpotenza attualmente diretta da Biden.<\/p>\n<p>Il concetto e la pratica del multilateralismo cinese si sono sviluppati dentro il contrasto di interessi e di valori fra le potenze occidentali guidate dagli USA e le medie e grandi potenze in ascesa (BRICS e altri stati capitalisti) che vogliono sottrarsi al dominio nordamericano e conquistare nella gerarchia internazionale uno status adeguato al loro crescente peso economico, politico e militare.<\/p>\n<p>Il multilateralismo perseguito dalla Cina cerca dunque di farsi largo nelle tensioni che scuotono il sistema di relazioni internazionali vigenti; la sua retorica nasconde la lotta per l\u2019egemonia fra potenze imperialiste, e dietro la sua maschera diplomatica c\u2019\u00e8 la vecchia strategia delle alleanze e<\/p>\n<p>dei blocchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>LA FASE ATTUALE DEL MULTILATERALISMO CINESE<\/li>\n<\/ol>\n<p>Con l\u2019ascesa al potere di Xi Jinping nel 2013, la Cina \u00e8 passata ad una maggiore iniziativa sul piano estero, di cui la BRI \u00e8 la manifestazione pi\u00f9 evidente. La fase attuale del multilateralismo cinese, pi\u00f9 attivo e assertivo del passato, \u00e8 stata espressa da Xi Jinping durante il World Economic Forum nel gennaio 2021, il quale criticando l\u2019egemonismo e l\u2019unilateralismo ha enfatizzato un sistema di governance mondiale consensuale, basato su consultazione e regole universali. Un mondo imperialista utopico, in cui le differenze \u201cnon siano pretesto per l\u2019antagonismo e lo scontro, ma piuttosto un incentivo per la cooperazione\u201d.<\/p>\n<p>La propaganda cinese si basa sulla retorica revisionista secondo cui il vecchio ordine internazionale del secondo dopoguerra guidato dagli USA \u00e8 divenuto sempre pi\u00f9 insostenibile, mentre la tendenza \u00e8 al mondo multipolare e alla globalizzazione. Di qui la spinta allo \u201csviluppo di una comunit\u00e0 con un futuro condiviso per l\u2019umanit\u00e0\u201d (Xi Jinping, rapporto al XIX Congresso del PCC) da conseguire riformando le istituzioni liberal-democratiche per creare un ambiente pi\u00f9 favorevole agli interessi e alle ambizioni dell\u2019imperialismo cinese.<\/p>\n<p>Nonostante la narrativa ufficiale, il \u201cvero multilateralismo\u201d con caratteristiche cinesi \u00e8 al tempo stesso strategico e opportunista, parte di un disegno contro-egemonico.<\/p>\n<p>USA e Cina lottano costantemente per estendere la propria influenza in campo internazionale, la tensione nel Mar del sud della Cina e su Taiwan si accresce, anche se per ora le due superpotenze non vogliono entrare in una guerra diretta (la Cina ha bisogno di tempo per rafforzarsi, ha interesse che in questo periodo i conflitti armati si svolgano in altre regioni del mondo). Questa lotta si sviluppa anche dentro gli organismi multilaterali in cui la Cina difende risolutamente i propri interessi decisivi.<\/p>\n<p>Il multilateralismo cinese che \u00e8 emerso negli ultimi venti anni va compreso in combinazione con il discorso sul \u201cmultipolarismo\u201d. Entrambi fanno parte della strategia per estendere l\u2019influenza e il dominio cinese soprattutto fra i paesi \u201cin via di sviluppo\u201d, creando un\u2019immagine della Cina come potenza mondiale benigna in ascesa.<\/p>\n<p>Attraverso il multilateralismo la Cina acquisisce gradualmente potere a livello regionale e globale, persegue la penetrazione dei suoi capitali attraverso accordi bilaterali nei paesi dipendenti dell\u2019Africa, dell\u2019Asia e del Sud America (in cui Pechino ottiene la \u201cparte del dragone\u201d) mentre si sforza di formare la struttura politica mondiale che corrisponde alle sue mire strategiche.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019ingannevole propaganda sulle relazioni diplomatiche eque, trasparenti, democratiche, sul \u201creciproco vantaggio\u201d, la \u201ccooperazione win-win\u201d, etc., nei fatti si va affermando un modello \u201cbipolare\u201d esclusivo e competitivo, basato su istituzioni regionali o internazionali imperniate su due grandi potenze imperialiste, USA e Cina, che si sfidano: la prima per mantenere l\u2019egemonia, la seconda per conquistarla. Si tratta di una lotta interimperialista per la supremazia all\u2019interno del moribondo sistema imperialista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>VISIONE DI CLASSE DEL MULTILATERALISMO<\/li>\n<\/ol>\n<p>Da un punto di vista rivoluzionario di classe cosa \u00e8 il \u201cmultilateralismo\u201d sostenuto dai revisionisti cinesi e i loro seguaci?<\/p>\n<p>Alla radice del multilateralismo e del multipolarismo c\u2019\u00e8 la teoria reazionaria del superimperialismo di Kaustky, che inganna le masse con la speranza della possibilit\u00e0 di una pace permanente nel regime del capitalismo (ovvero della spartizione pacifica delle sfere di influenza e delle colonie), che nasconde le profonde contraddizioni insite nell\u2019imperialismo, in nome del perfezionamento borghese dell\u2019imperialismo, della piena integrazione con esso.<\/p>\n<p>Il multilateralismo cinese \u00e8 l\u2019ulteriore sviluppo dei \u201cCinque principi\u201d della coesistenza pacifica promossi da Zhou Enlai fin dal 1954, che hanno completamente sostituito i principi dell\u2019internazionalismo proletario comprendendo la coesistenza fra sfruttati e sfruttatori, fra oppressi e oppressori, l\u2019abbandono delle lotte rivoluzionarie, i rapporti con regimi fascisti e reazionari (nel corso degli anni, il Cile di Pinochet, la Spagna di Franco, l\u2019Angola razzista, l\u2019Afghanistan dei talebani, etc.), l\u2019incoraggiamento al libero mercato mondiale.<\/p>\n<p>Il multilateralismo cinese, inoltre, prosegue e approfondisce la teoria antimarxista e reazionaria dei \u201ctre mondi\u201d, che era volta ad attenuare le contraddizioni fra proletariato e borghesia, ad eliminare il ruolo guida del proletariato nella rivoluzione, a soffocare la lotta di classe e le lotte di liberazione nazionale dei popoli contro il giogo imperialista per realizzare gli obiettivi di cooperare con gli USA nella lotta contro l\u2019URSS revisionista e di mettere la Cina alla testa degli stati del \u201cterzo mondo\u201d facendola passare come loro principale difensore.<\/p>\n<p>Il multilateralismo si basa su concetti e pratiche tipicamente borghesi che riflettono la filosofia politica e giuridica di un progetto di ordine internazionale liberale. Esso \u00e8 completamente estraneo e opposto alla concezione marxista-leninista del mondo e della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Le fondamenta del moderno multilateralismo a direzione nordamericana furono poste a Bretton<\/p>\n<p>Wood nel 1944, dando origine alle principali organizzazioni internazionali, tra queste le Nazioni Unite (ONU), la Banca Mondiale (BM) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), organismi che hanno rafforzato lo sfruttamento e l\u2019oppressione dei popoli e dei paesi dipendenti, semicoloniali e coloniali.<\/p>\n<p>Dal momento in cui la Cina di Mao orient\u00f2 il suo corso verso gli Stati Uniti d\u2019America, definendo l\u2019Unione Sovietica come suo nemico principale, essa cominci\u00f2 anche ad entrare o sostenere apertamente molti ingranaggi del gioco politico imperialista.<\/p>\n<p>Alla base del multilateralismo c\u2019\u00e8 la conciliazione di classe, il tentativo di attenuare la lotta di classe, di ingannare la classe operaia e i popoli oppressi con formule accattivante. Dietro la demagogia sulla \u201cricerca di soluzioni adatte\u201d in una fase di mutamenti internazionali, il multilateralismo predica la collaborazione e la pace sociale fra classi sfruttatrici e classi sfruttate, fra paesi oppressi e paesi oppressori, fra nazioni oppresse e nazioni che opprimono.<\/p>\n<p>La concezione marxista-leninista delle differenziazione sociale poggia sulla teoria delle classi e<\/p>\n<p>della lotta di classe, sino al riconoscimento della dittatura del proletariato.<\/p>\n<p>Il multilateralismo invece si basa sulla relazione fra Stati, ovvero apparati della dittatura delle classi dominanti, la cui esistenza dimostra che gli antagonismi di classe sono inconciliabili.<\/p>\n<p>I revisionisti cinesi sostenendo il multilateralismo negano il carattere oggettivo dell\u2019esistenza delle contraddizioni di classe (a partire da quelli esistenti in Cina), tentano di conciliare classi antagoniste, accreditano l\u2019idea che l\u2019imperialismo e il capitalismo siano fattori di progresso e di pace nel mondo.<\/p>\n<p>Per i revisionisti di Pechino \u2013 che da decenni hanno sostituito l\u2019essenza della teoria rivoluzionaria delle classi e della lotta di classe con concetti e pratiche borghesi &#8211; non sono le masse popolari, le classi, ad essere il soggetto del processo e dell\u2019azione storica; la lotta di classe non \u00e8 pi\u00f9 la forza motrice dello sviluppo della societ\u00e0 antagonistica.<\/p>\n<p>La loro posizione non \u00e8 casuale: devono cercare con ogni mezzo di convincere il proletariato e i popoli che le contraddizioni di classe e quelle fra potenze imperialiste e capitaliste sono compatibili nel quadro del regime borghese, che la soluzione dei drammatici problemi esistenti va trovata nella maggiore comprensione reciproca e una migliore cooperazione fra le classi dominanti, nella coalizione con la borghesia imperialista.<\/p>\n<p>Il multilateralismo non mette in discussione i rapporti sociali di produzione capitalistici, oggi predominanti in Cina, ma li difende. Esso riflette pertanto gli interessi delle classi sfruttatrici che sono inevitabilmente in contrasto con le esigenze del progresso sociale; si tratta di una metodologia liberale che ha il proposito evidente di convincere il proletariato a rassegnarsi alla sua condizione di classe oppressa, a diventare un docile strumento della politica borghese.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il multilateralismo \u00e8 la negazione pi\u00f9 flagrante del principio e della pratica dell\u2019internazionalismo proletario, che viene sostituito con il nazionalismo cinese e la solidariet\u00e0 con gli oppressori dei popoli. In particolare la funzione del multilateralismo \u00e8 di promuovere e sostenere il processo di integrazione dei paesi dipendenti negli organismi e nei meccanismi dominati dai paesi imperialisti.<\/p>\n<p>Dietro queste concezioni tipiche della politica estera e dell\u2019azione cinese vi \u00e8 l\u2019oligarchia finanziaria del gigante asiatico che \u00e8 alla ricerca affannosa di sbocchi all\u2019estero per i capitali, che si sforza di conquistare mercati e sfere di influenza, che cerca di instaurare ovunque la sua egemonia. Una politica che non pu\u00f2 andare avanti senza l\u2019intensificazione dello sfruttamento della classe operaie e delle masse lavoratrici cinesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>LA MASCHERA DELLE AMBIZIONI IMPERIALISTE E DEI PREPARATIVI DI GUERRA<\/li>\n<\/ol>\n<p>Da decenni la Cina ha abbandonato la sua fraseologia da \u201cpotenza rivoluzionaria\u201d e adottato una posizione da potenza che difende il sistema capitalista-imperialista. La sua politica internazionale, cos\u00ec come quella interna, \u00e8 un mezzo per consolidare il potere delle classi sfruttatrici.<\/p>\n<p>Se il revisionismo kruscioviano dichiar\u00f2 la fine della lotta all\u2019imperialismo e l \u2019\u201dintegrazione mondiale\u201d, il multilateralismo cinese \u00e8 la maschera dell\u2019ambizione sfrenata degli imperialisti cinesi che vogliono sostituirsi agli Stati Uniti nel dominio politico ed economico del mondo.<\/p>\n<p>Esso illude pericolosamente i popoli sugli obiettivi dell\u2019imperialismo cinese e cerca di attrarre sotto questa bandiera le cricche al potere dei paesi dipendenti.<\/p>\n<p>Sotto l\u2019aspetto ideologico cos\u00ec come sotto l\u2019aspetto pratico il multilateralismo \u00e8 in contrasto flagrante con gli interessi del proletariato e con i principi scientifici che esprimono la tendenze oggettive dell\u2019evoluzione storica. Tende a mantenere l\u2019imperialismo, non ad abbatterlo per sopprimere ogni sfruttamento dell\u2019essere umano sull\u2019essere umano, ogni oppressione dei popoli.<\/p>\n<p>I punti di vista e le posizioni dei revisionisti cinesi sono controrivoluzionari e si allineano con quelli della borghesia degli stati imperialisti e capitalisti occidentali, con cui collaborano e competono.<\/p>\n<p>Ma nonostante gli sforzi dei revisionisti, il multilateralismo non elimina le contraddizioni di classe, n\u00e9 quelle fra potenze imperialiste e tanto meno quelle fra imperialismo e popoli oppressi.<\/p>\n<p>Il mondo capitalista-imperialista odierno \u00e8 obiettivamente sempre pi\u00f9 frammentato, diviso, conflittuale. Il fatto che vi siano paesi emergenti e altri declinanti, data l\u2019ineguaglianza di sviluppo economico e politico (e non per via della lotta per l\u2019autodeterminazione e la sovranit\u00e0, come sostengono i revisionisti) non significa che il mondo sia pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p>Al contrario, questa stessa ineguaglianza di sviluppo rende inevitabili il riarmo, i conflitti e le guerre imperialiste per nuove ripartizioni del mondo e delle sfere di influenza, dei mercati, delle fonti di materie prime, delle rotte di trasporto, etc. I discorsi sul multilateralismo sono solo un paravento dietro cui le grandi potenze nascondono i preparativi di nuove guerre, ingannando i popoli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>CONCLUSIONI E PROSPETTIVE<\/li>\n<\/ol>\n<p>La concezione e la pratica del multilateralismo non hanno nulla di comunista, ma mirano a distogliere il proletariato e i popoli dalla lotta per la rivoluzione e il socialismo.<\/p>\n<p>La battaglia ideologica e politica contro tutti coloro che promuovono e difendono le concezioni del multilateralismo, del &#8220;multipolarismo&#8221;, delle &#8220;regole del diritto internazionale&#8221; borghese, dell\u2019interclassismo nel campo delle relazioni internazionali, \u00e8 un aspetto importante della lotta contro il revisionismo e l\u2019opportunismo in tutte le sue varianti che seri danni continuano a recare al Movimento Comunista Internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019incomprensione del multilateralismo e della sua funzione ideologica e politica mette in luce l\u2019incomprensione dell\u2019imperialismo e delle sue attivit\u00e0 in campo internazionale.<\/p>\n<p>Vi sono forze e correnti che limitano l\u2019analisi e la comprensione dell\u2019imperialismo solo (o principalmente) alla sua politica estera aggressiva, militarista o apertamente egemonica, come quella degli USA.<\/p>\n<p>Ve ne sono altre che sostengono che la Cina e la Russia hanno un ruolo antimperialista perch\u00e9 si scontrano con gli Stati Uniti d\u2019America, e pertanto considerano queste potenze come alleati dei popoli e punti di appoggio per lo sviluppo dei paesi dipendenti.<\/p>\n<p>Questi gravi errori di comprensione dell\u2019imperialismo &#8211; fase suprema e ultima del capitalismo &#8211; che solitamente si accompagnano al sostegno delle tesi del mondo multipolare e della politica del multilateralismo, portano inevitabilmente a sottovalutare la capacit\u00e0 e il pericolo che costituiscono per i popoli potenze imperialiste come Cina e Russia; in altri casi portano a nascondere o giustificare le cause della guerra interimperialista, a giustificare il riarmo per mettersi al servizio delle potenze imperialiste avversarie degli USA con argomenti di carattere social-sciovinista per dividere i proletari e gettarli gli uni contro gli altri.<\/p>\n<p>I partiti e le organizzazioni che si definiscono comunisti, ma che ritengono auspicabile e possibile una nuova &#8220;coesistenza pacifica&#8221; in un contesto di acutizzazione delle contraddizioni fra potenze imperialiste; che sognano un imperialismo &#8220;non aggressivo&#8221;, o la cui aggressivit\u00e0 possa essere incanalata attraverso il multilateralismo; che predicano la teoria del \u201cbilanciamento\u201d fra potenze imperialiste e le relative &#8220;architetture di sicurezza&#8221; nel cosiddetto &#8220;mondo multipolare&#8221;; che si appoggiano su una potenza imperialista per combatterne un\u2019altra, tradiscono la causa della rivoluzione proletaria e si trasformano in forze subordinate alla borghesia.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza storica del movimento comunista dimostra che non ci pu\u00f2 essere una linea o un terreno \u201cintermedio\u201d fra coloro che sostengono il marxismo leninismo e coloro che sostengono teorie, strategie e pratiche opportuniste e revisioniste; fra coloro che lottano per la rivoluzione e la dittatura del proletariato e coloro che sostengono il multilateralismo, la pace sociale e la falsa democrazia borghese.<\/p>\n<p>Qualsiasi tentativo centrista di tenere insieme posizioni e tendenze diametralmente opposte, di stabilire una linea \u201cintermedia\u201d su questioni di principio non solo \u00e8 inutile, ma porta anche alla degenerazione ideologica e a risultati reazionari in campo politico. Nei confronti dei socialimperialisti e dei social-sciovinisti non \u00e8 possibile nessun altro atteggiamento che una lotta implacabile.<\/p>\n<p>Il nuovo ordine internazionale per cui lottano i comunisti \u00e8 fondato sull\u2019alleanza rivoluzionaria fra la classe operaia e i popoli oppressi e ha come scopo il socialismo e il comunismo, la societ\u00e0 senza classi.<\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 per cui lottiamo \u00e8 un\u2019unit\u00e0 vera, leninista. E\u2019 del tutto illusorio, pericoloso e fuorviante pensare di ricostituire un poderoso Movimento operaio e comunista internazionale, una nuova Internazionale comunista, senza una completa e definitiva separazione ideologica e organizzativa dal moderno revisionismo e dall\u2019opportunismo che mirano a distogliere il proletariato dalla lotta rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 combattere l\u2019imperialismo, non si possono adempiere ai compiti rivoluzionari del socialismo proletario, non si pu\u00f2 costruire l\u2019unit\u00e0 rivoluzionaria del Movimento operaio e comunista, senza liberarsi dalla pressione e dalle influenze imperialiste e scioviniste, senza riconoscere e denunciare il fallimento revisionista e opportunista, senza rompere apertamente e nettamente con queste correnti e le loro organizzazioni nazionali e internazionali.<\/p>\n<p>Tale doverosa separazione, favorita dall\u2019acutizzarsi delle principali contraddizioni della nostra epoca, \u00e8 storicamente inevitabile e necessaria per sviluppare la lotta rivoluzionaria del proletariato.<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario conservare la completa indipendenza teorica, politica e organizzativa, attenendosi saldamente ai principi del comunismo per stringere la pi\u00f9 salda unione internazionale dei proletari rivoluzionari di tutti i paesi.<\/p>\n<p>La difesa e lo sviluppo del marxismo-leninismo, lo smascheramento e la lotta senza quartiere ad ogni forma di revisionismo e opportunismo in seno al movimento comunista e operaio, la pratica vivente dell\u2019internazionalismo proletario, sono aspetti fondamentali della lotta per far avanzare la cooperazione e la congiunzione dei partiti rivoluzionari del proletariato.<\/p>\n<p>La CIPOML, che si basa su una chiara piattaforma marxista-leninista e da sempre si batte per l\u2019unit\u00e0 internazionale dei comunisti, svolge una funzione essenziale per creare un forte centro di attrazione delle forze rivoluzionarie del proletariato.<\/p>\n<p>Per questo invita i Partiti e le Organizzazioni di tutti i paesi che lottano per il socialismo e il comunismo ad unirsi con essa per la costituzione di un potente Movimento Comunista Internazionale, che si proietti nella ricostruzione dell\u2019Internazionale Comunista.<\/p>\n<p>Agosto 2022<\/p>\n<p><strong>Piattaforma Comunista \u2013 per il Partito Comunista del Proletariato d\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;[\/vc_column_text][vc_btn title=&#8221;Leggi l\u2019articolo&#8221; link=&#8221;url:http%3A%2F%2Fpiattaformacomunista.com%2FMULTILATERALISMO_UL_45.pdf|target:_blank&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] LA CONVERSIONE CINESE AL MULTILATERALISMO I revisionisti cinesi, fin dal 1986 hanno indicato la \u201cdiplomazia multilaterale\u201d come parte integrante [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7913,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104,116],"tags":[108],"class_list":["post-8136","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-questioni-teoriche","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8136"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8136\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8693,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8136\/revisions\/8693"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7913"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}