{"id":8689,"date":"2022-03-27T23:06:30","date_gmt":"2022-03-27T21:06:30","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8689"},"modified":"2022-11-27T23:12:32","modified_gmt":"2022-11-27T22:12:32","slug":"linganno-del-capitalismo-verde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/linganno-del-capitalismo-verde\/","title":{"rendered":"L&#8217;inganno del \u201ccapitalismo verde\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Partito del Lavoro (EMEP) &#8211; Turchia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;inganno del &#8220;capitalismo verde&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>I movimenti ambientalisti emersi negli anni Sessanta del Novecento con il motto \u201c<em>vento e sole ci bastano<\/em>\u201d con la richiesta di energia rinnovabile contro i combustibili fossili e l&#8217;energia nucleare, si diversificarono nel corso del tempo e quando si trovarono di fronte a una quantit\u00e0 di problemi, l&#8217;obiettivo delle loro rivendicazioni e \u201cproposte\u201d cominci\u00f2 a evolversi.<\/p>\n<p>Nel quadro delle politiche economiche neoliberiste, il saccheggio degli assetti urbani, l&#8217;aumento dei rifiuti e della polluzione industriale, l&#8217;emissione di carbonio e di altri gas tossici, l\u2019impoverimento dello strato dell&#8217;ozono e l&#8217;aumento della temperatura del pianeta, etc., sono tutti fattori che attirarono l&#8217;attenzione dei movimenti ambientalisti-ecologisti. Questi sviluppi, che condussero a una crisi che minacciava la vita umana e il suo ambiente naturale, non solo resero il problema interessante e provocarono un diluvio di proteste, ma costrinsero altres\u00ec la borghesia monopolistica e le istituzioni statali a mettere il problema all&#8217;ordine del giorno.<\/p>\n<p>Soprattutto nei paesi capitalistici avanzati, nessun governo borghese pot\u00e9 permettersi di ignorare la crisi ecologica. A parte le ragioni economiche, due fattori ebbero un ruolo importante nell&#8217;accettazione della crisi ecologica: in primo luogo, i sintomi e le devastanti conseguenze della crisi climatica sono aumentati con i disastri ambientali, e, in secondo luogo, la crescente consapevolezza ambientale e il movimento delle masse che reagiscono contro il corso dello sviluppo della crisi.<\/p>\n<p>Attualmente, quasi tutti i paesi capitalistici avanzati hanno annunciato, l&#8217;uno dietro l&#8217;altro, numerosi pacchetti finanziari \u201cecologicamente\u201d definiti, misure legali e decisioni politiche nel nome della \u201cprotezione della natura\u201d e della \u201csoluzione della crisi climatica\u201d. Nei summit di Tokio, di Parigi e, pi\u00f9 recentemente, di Glasgow, sono state approvate \u201crisoluzioni storiche\u201d.<\/p>\n<p>Per esempio, nell&#8217;Accordo di Parigi sul clima, le emissioni globali di carbonio dovranno essere ridotte del 55% nel 2030 e ridotte a zero nel 2050 per limitare l&#8217;aumento della temperatura mondiale di 1,5\u00b0.<\/p>\n<p>La \u201c<em>soluzione<\/em>\u201d elaborata dalla borghesia monopolistica e dagli Stati capitalistici contro la distruzione dell&#8217;ambiente \u00e8 stata il \u201ccapitalismo verde\u201d con fattori produttivi a ridotte emissioni di carbonio. Con un&#8217;intensa propaganda, sono stati dipinti radiosi quadri con il \u201ccapitalismo verde\u201d (cio\u00e8 \u201ctrasformazione globale di energia\u201d, \u201ccitt\u00e0 verdi\u201d, \u201ceconomia di riciclo\u201d, \u201cgrande rivoluzione industriale\u201d, ecc.).<\/p>\n<p>Anche se le condizioni oggettive del capitalismo stanno trascinando il mondo verso la distruzione e non sono adeguate per quel ruolo, le attuali condizioni soggettive caratterizzate da un basso livello di organizzazione e di coscienza della classe operaia, cos\u00ec come il principale ambiente ideologico, consentono a questa \u201csoluzione\u201d proposta dai monopoli di trovare un pubblico sostanziale, almeno per il momento.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Sebbene fosse generalmente accettato che le condizioni naturali e climatiche stavano gradualmente deteriorandosi, le idee proposte per una soluzione erano principalmente in un ambito riformista liberale borghese e anarchico piccolo-borghese. Del cosiddetto \u201cmovimento ambientalista\u201d facevano parte settori della media e piccola borghesia, e un settore di operai rurali e urbani. Nei primi momenti la sua principale richiesta fu la regolazione della produzione in modo che fosse impedita la distruzione della natura e degli spazi di vita. Nel corso del suo sviluppo, nel movimento si produssero delle scissioni: vi furono coloro che formarono una barriera contro il movimento operaio nella difesa del \u201ccapitalismo verde\u201d, e coloro che presero posizione contro il saccheggio della natura da parte del capitale monopolistico. Il movimento \u201cverde\u201d generalmente tenne posizioni di critica al capitalismo a un livello accettabile per la borghesia e condann\u00f2 gli \u201cesseri umani\u201d, non i capitalisti e i monopoli per la distruzione della natura, argomentando che \u201ci singoli hanno responsabilit\u00e0\u201d e che lo stato avrebbe dovuto seguire una \u201cpolitica bio-economica\u201d.<\/p>\n<p>Le crescenti gravi conseguenze dei problemi climatici e ambientali generarono l&#8217;idea di porre dei limiti al capitalismo come soluzione. Questo punto di vista borghese liberale prendeva in considerazione alcuni accorgimenti tecnici ed economici, come il non superare la capacit\u00e0 naturale di rigenerazione delle risorse, l&#8217;evitare l&#8217;eccessiva produzione di rifiuti liquidi e solidi, l&#8217;evitare la polluzione atmosferica, il mantenere un&#8217;adeguata qualit\u00e0 dell&#8217;aria, dell&#8217;acqua e del suolo, e proteggere la biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>Quest\u2019approccio incolpa gli <em>\u201cumani<\/em>\u201d per il deterioramento della natura e del clima e occulta la modifica capitalistica della natura, mettendo <em>l&#8217;effetto<\/em> <em>distruttivo<\/em> prodotto dagli operai e dai lavoratori come esseri umani per l&#8217;uso del riscaldamento, dell&#8217;illuminazione e dei veicoli da trasporto allo stesso livello dei danni inferti alla natura dai monopoli petrolchimici e dell&#8217;autotrasporto.<\/p>\n<p>L&#8217;ambientalismo liberal-borghese nasconde le differenze di classe nella societ\u00e0 e le sue conseguenze; oscura il fatto che gli individui si trovano in posizioni diverse in quanto appartengono a classi diverse secondo i loro rapporti con i mezzi di produzione. Pur non potendo riverniciare completamente il capitalismo, questo punto di vista liberista uguaglia un borghese monopolista a un operaio nei loro rapporti con la natura. Sostiene che il nostro mondo \u00e8 giunto a uno stadio nel quale non pu\u00f2 permettersi le azioni della sua popolazione &#8211; che ben presto raggiunger\u00e0 i dieci miliardi &#8211; sull&#8217;ambiente, e la responsabilit\u00e0 di ci\u00f2 appartiene a tutta la popolazione che lo consuma ininterrottamente e usa a tal fine i progressi della tecnologia! Ci\u00f2 che questo \u201cambientalismo del libero mercato\u201d, basato su uno \u201csviluppo sostenibile\u201d, propone come alternativa \u00e8 la riduzione pianificata della rapida crescita della popolazione, la persuasione dei monopoli internazionali e degli Stati borghesi a \u201cprogetti alternativi\u201d.<\/p>\n<p>Vi sono anche quelle concezioni secondo le quali la \u201ccrisi ecologica\u201d \u00e8 dovuta al rapido cambiamento dei rapporti fra gli esseri umani, la societ\u00e0 e la natura come risultato della produzione e industrializzazione capitalistiche per mezzo dei progressi tecnologici, concezioni che darebbero \u201cuna risposta marxista alla crisi ecologica\u201d. Affermando che il deterioramento ecologico ha raggiunto un \u201clivello globale e irreparabile\u201d che pone \u201cuna minaccia per tutti gli esseri viventi\u201d e attirando l&#8217;attenzione sul fondamento capitalistico del problema, gli approcci e le soluzioni del socialismo (e dell&#8217;anarchismo) ecologici differiscono fra loro quando si tratta delle sfumature. Tuttavia, essi hanno degli approcci comuni nell&#8217;affermazione che l&#8217;emancipazione umana \u00e8 possibile solo \u201ccon la fine del dominio dell&#8217;uomo sulla natura\u201d, nella loro opposizione all&#8217;industria, in particolare a quelle automobilistiche e chimiche, e nella loro difesa di una produzione limitata e destinata al consumo, basata sull&#8217;idea che \u201cle risorse ambientali sono limitate\u201d. Ci\u00f2 che, in realt\u00e0, essi hanno in comune \u00e8 la loro cecit\u00e0 sul capitalismo e il plusvalore, che giunge all&#8217;estremo nelle concezioni di Murray Bookchin &#8211; difensore dell&#8217;eco-anarchismo, con proposizioni che fanno del capitalismo qualcosa di de-capitalizzato &#8211; il quale sostiene che la contraddizione fondamentale di fronte alla quale si trova l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 quella fra la continua crescita del capitalismo e le risorse limitate possedute dalla \u201cnatura che esiste mantenendo un equilibrio\u201d.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Divent\u00f2 possibile far propaganda per il \u201ccapitalismo verde\u201d che costituiva un&#8217;aperta difesa del capitalismo, in un&#8217;atmosfera ideologica nella quale la classe operaia e il suo movimento non hanno un sufficiente livello di organizzazione e di consapevolezza e nella quale punti di vista liberal-borghesi e riformisti che si presentavano in opposizione all&#8217;ordinamento esistente avevano una certa accettazione soprattutto riguardo al rapporto fra natura ed esseri umani staccato dal loro contenuto sociale e di classe.<\/p>\n<p>Per esempio, un gioco di destrezza fu probabilmente necessario per i capitalisti al fine&nbsp; di popolarizzare nella societ\u00e0 il \u201c<em>capitalismo verde<\/em>\u201d nelle condizioni in cui la produzione di gas e di petrolio, con i loro leggendari monopoli, era ben nota da molti decenni come la forza trainante del capitalismo internazionale, e una certa connessione, anche&nbsp; se offuscata, era stabilita fra il capitalismo e la distruzione della natura. I punti di vista liberal-riformisti sull&#8217;ambiente ne prepararono&nbsp; il terreno, elaborando concezioni sul rapporto fra la natura e gli esseri umani disconnesse dal loro contenuto sociale e di classe. Alla borghesia monopolistica e ai suoi ideologi fu lasciata la naturalizzazione dei rapporti sociali: essi cercarono di considerare gli esistenti rapporti sociali non come quelli di una specifica societ\u00e0 in un particolare stadio storico, ma come i pi\u00f9 naturali e consueti rapporti dell&#8217;umanit\u00e0.&nbsp; Cominciarono con il considerare il modo di produzione capitalistico come inviolabile, non come uno specifico, storico modo di produzione, ma come il modo naturale di produzione dell&#8217;umanit\u00e0. Non c&#8217;era un altro modo di produrre: solo con un capitalismo puramente naturale il progresso sarebbe stato possibile!<\/p>\n<p>Con questo approccio la crisi ecologica era stata condotta in una forma compatibile con il suo carattere universale in quanto fenomeno. Il disastro ecologico era un problema universale di tutta l&#8217;umanit\u00e0, e perci\u00f2 tutta la popolazione, tutte le societ\u00e0 e tutti i paesi dovevano assumersene la responsabilit\u00e0! Cos\u00ec l&#8217;innegabile rapporto causale fra il modo di produzione capitalistico e la catastrofe ecologica era stato trasformato in un&#8217;ordinaria manifestazione del rapporto della natura umana con la natura <em>naturalizzando<\/em> i rapporti capitalistici. In questo, modo il problema del disastro ecologico, un problema che interessa tutta l&#8217;umanit\u00e0 e gli esseri viventi come un insieme appariva di fronte a noi come un&#8217;inevitabile conseguenza del problema della \u201cnatura umana\u201d, ovvero della produzione e del consumo! La conclusione che se ne pu\u00f2 trarre \u00e8 molto semplice: \u201cNoi esseri umani, con la nostra produzione e il nostro consumo, siamo responsabili della crisi ecologica!\u201d Cos\u00ec, il problema fu isolato dalla dimensione sistemica del modo di produzione e ridotto a uno stile di vita e di consumo, o a un problema tecnologico.<\/p>\n<p>La faccia del capitalismo \u00e8 stata cos\u00ec ripulita ed \u00e8 stato raggiunto un punto accettabile dai monopoli: non \u00e8 il capitalismo a essere responsabile della crisi ecologica, ma questo o quel settore, compagnia, partito o uomo politico!<\/p>\n<p>Perci\u00f2, al fine di muoversi su un solido terreno nella lotta per superare la crisi ecologica, il punto fondamentale che bisogna rendere evidente \u00e8 che il modo di produzione capitalismo non \u00e8 n\u00e9 il pi\u00f9 naturale n\u00e9 il solo modo di produzione senza alternative. E&#8217; il capitalismo che deve essere eliminato per sopravvivere alla distruzione ecologica.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Vi sono molte caratteristiche che distinguono il modo di produzione capitalistico dalle formazioni sociali che l\u2019hanno preceduto, ma l&#8217;aspetto che dobbiamo rendere evidente riguardo al nostro argomento \u00e8 che nella produzione di plusvalore esso realizza in modo scientifico e sistematico la produzione su larga scala di plusvalore relativo, oltre alla produzione di plusvalore assoluto. La produzione di plusvalore relativo si basa fondamentalmente sull&#8217;aumento della produttivit\u00e0 del lavoro in un determinato periodo di tempo. Vi sono numerosi aspetti e necessit\u00e0 di quest\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro, ma il suo risultato \u00e8 chiaro: il capitalismo ha l&#8217;opportunit\u00e0 di organizzare una produzione molto pi\u00f9 diffusa, pi\u00f9 rapida e su pi\u00f9 ampia scala dei modi di produzione che l\u2019hanno preceduto. Mettere la scienza e la tecnologia a disposizione del capitale, accrescere la produttivit\u00e0 e quindi la capacit\u00e0 produttiva su enorme scala, significa che tutte le risorse naturali sotterranee e di superficie vengono saccheggiate su scala ignota alle precedenti formazioni pre-capitalistiche, trasformandole in mezzi per ottenere plusvalore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l&#8217;incessante distruzione della natura e dell&#8217;equilibrio ecologico diventa una necessit\u00e0 naturale per il capitalismo. Inoltre, a causa della concorrenza fra capitali, e in particolar modo fra i monopoli, quanto pi\u00f9 rapido e intenso \u00e8 il saccheggio della natura, tanto pi\u00f9 \u00e8 attribuita al popolo la responsabilit\u00e0 di questa distruzione. In breve, l&#8217;incessante saccheggio e distruzione della natura \u00e8 inerente al modo di produzione capitalistico, il cui unico fine \u00e8 la produzione di plusvalore, che ne costituisce un aspetto indispensabile.<\/p>\n<p>La crisi ecologica significa che il grado di acutezza della contraddizione fra l&#8217;illimitata tendenza dell&#8217;accumulazione capitalistica e le condizioni naturali degli esseri viventi ha raggiunto un punto in cui essa non pu\u00f2 pi\u00f9 operare nella forma in cui fino ad ora era stata in grado di tenere insieme i due aspetti che si escludono reciprocamente. E quando questa tendenza non pu\u00f2 pi\u00f9 essere arrestata, ci\u00f2 significa che una soglia sar\u00e0 attraversata, nella quale una distruzione irreversibile avverr\u00e0 nelle condizioni naturali degli esseri viventi.<\/p>\n<p>L&#8217;approccio del capitale alla natura ha luogo sulla base di una misura che non esiste in natura, cio\u00e8 la produzione di valore e di plusvalore, Poich\u00e9 l&#8217;accresciuta produttivit\u00e0 del&nbsp; lavoro e il saccheggio della natura procedono tenendosi per mano, la natura, come ogni altra cosa, \u00e8 subordinata alla legge del valore e alla produzione capitalistica di merci.<\/p>\n<p>Tuttavia, mentre questo \u00e8 il carattere del rapporto fra il capitalismo e la natura, il mercato e le sue leggi sono i criteri fondamentali di tutte le misure prese sotto il nome di lotta contro la crisi ecologica nei summit ecologici in cui si incontrano gli Stati capitalistici e i loro rappresentanti. E&#8217; il culmine dell&#8217;ipocrisia!<\/p>\n<p>Non \u00e8 soltanto il fatto che miniere, acque, minerali, suoli, ecc., siano stati mercificati, ma la natura stessa \u00e8 stata trasformata in un enorme mare di merci con le nuove possibilit\u00e0 offerte dalla scienza e dalla tecnologia. Oggi la tecnologia biologica e genetica \u00e8 applicata alla produzione agricola di merci; l&#8217;informazione genetica contenuta in alcuni semi e certe piante endemiche \u00e8 brevettata; e il sole e il vento sono convertiti in energia e venduti. Stiamo assistendo al fatto, davvero singolare, che dietro l&#8217;affermazione che stiamo combattendo la crisi climatica, l&#8217;emissione del biossido di carbonio, considerata la causa principale della crisi climatica, \u00e8 a sua volta considerata una merce che pu\u00f2 essere comprata e venduta!<\/p>\n<p>In concreto, il Sistema di Commercio delle Emissioni \u00e8 un esempio che rivela in qual modo e con quale tipo di logica la crisi climatica \u00e8 combattuta sotto il capitalismo.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 noto, in linea con \u201c<em>l&#8217;obiettivo della prevenzione<\/em> <em>del cambiamento climatico<\/em>\u201d, il Protocollo di Kyoto introdusse un regolamento sulla quantit\u00e0 di emissione del biossido di carbonio a livello mondiale: un commercio di emissioni. Ci\u00f2 avvenne secondo il principio del \u201c<em>cap and trade<\/em>\u201d. Fu stabilito un tetto sulla quantit\u00e0 di emissioni di ossido di carbonio a livello mondiale, e questa quantit\u00e0 fu divisa fra gli Stati nella forma di un diritto di emissione di carbonio (certificato). Ogni paese che aveva firmato il Protocollo di Kyoto (191 attualmente) ha il diritto di emettere carbonio nella quantit\u00e0 determinata dal protocollo. Ne deriva che il diritto di emettere carbonio \u00e8 il diritto di inquinare l&#8217;atmosfera. Quando alcuni paesi riducono le loro emissioni di carbonio, essi accumulano i loro inutilizzati diritti di inquinamento nella forma di certificati di emissione, che sono allora messi in vendita sul mercato internazionale e acquistati da quegli Stati che hanno emesso pi\u00f9 carbonio di quello che era loro consentito. E, come i governi, le societ\u00e0 possono comprare e vendere i loro diritti di emissione di carbonio (certificati di emissione).<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che la quantit\u00e0 di carbonio emessa nell&#8217;atmosfera \u00e8 lasciata alle leggi del mercato. D&#8217;altra parte, il mercato agisce secondo la legge del valore, non secondo le leggi della natura!<\/p>\n<p>Due nuovi articoli di Bloomberg rivelano un altro fatto. Il primo, intitolato \u201c<em>La pressione del prezzo delle materie prime sulla grande<\/em> <em>transizione\u201d<\/em>, afferma quanto segue:<\/p>\n<p><em>\u201cGrandi aumenti di prezzo sono all&#8217;orizzonte per materie prime fondamentali come il cobalto, il rame, il litio e il nickel. Secondo uno studio pubblicato dall&#8217;Istituto Tedesco di Ricerche Economiche, la domanda di queste materie prime aumenter\u00e0 rapidamente nei prossimi anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Naturalmente, ci\u00f2 potrebbe diventare uno degli ostacoli che complicheranno la transizione all&#8217;energia verde, perch\u00e9 queste materie prime sono normalmente indispensabili per la produzione di automobili elettriche, pannelli solari e turbine a vento. Grandi quantit\u00e0 di rame sono necessarie per la costruzione di impianti a energia solare ed eolica; il cobalto, il litio e il nickel sono necessari per le batterie delle automobili elettriche. Secondo l&#8217;International Energy Agency (IEA), ci si attende un consumo di rame doppio, un consumo di nickel triplo e per quanto riguarda il consumo di cobalto, ci si attende che esso aumenti di sei volte nei prossimi vent&#8217;anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Il pi\u00f9 ampio aumento della domanda \u00e8 atteso per il litio. Si prevede che l&#8217;aumento della domanda di litio nel 2040 sar\u00e0 esattamente venti volte superiore a quella odierna. Sembra difficile per l&#8217;offerta corrispondere a un simile livello di domanda, perch\u00e9 larghi investimenti sono necessari per l&#8217;estrazione di questi metalli. Secondo lo scenario annunciato dall&#8217;Istituto Tedesco di Ricerca Economica, i prezzi del rame potranno essere del 70 per cento e quelli del litio del 180 per cento superiori nel 2030 a quelli del 2020\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il secondo pezzo \u00e8 relativo al calcolo di Bloomberg New Energy Finance. Secondo questo calcolo, la \u201ctransizione energetica globale\u201d caratterizzata dal passaggio dal petrolio e dal gas all&#8217;energia del vento e del sole \u201c<em>richieder\u00e0 investimenti di 173 trilioni in fornitura di energia e infrastrutture nei<\/em><em> prossimi 30 anni<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>E&#8217; innegabile che i dati contenuti nei due rapporti mostrano le ragioni che stanno dietro la \u201cgrande passione\u201d del capitale finanziario: il profitto e i nuovi investimenti per ottenerlo.<\/p>\n<p>Mentre la tendenza verso il \u201ccapitalismo verde\u201dfa s\u00ec che i monopoli che hanno investito in petrolio e gas naturale, che sono stati a lungo al vertice dell&#8217;elenco delle \u201c<em>pi\u00f9 grandi<\/em> <em>societ\u00e0<\/em>\u201d, perdano potere insieme ai loro screditati settori, \u00e8 chiaro che l&#8217;aumento dei prezzi delle materie prime andr\u00e0 a favore dei capitalisti che hanno investito in queste materie prime e contro quelli che le hanno usate in produzione. E sembra inevitabile che questa situazione intensificher\u00e0 la concorrenza fra capitalisti e dar\u00e0 luogo a nuovi investimenti comprendenti innovazioni settoriali cos\u00ec come innovazioni nella tecnologia usata. Considerando che le risorse di petrolio e di gas saranno esaurite in pochi decenni, la \u201ctrasformazione energetica globale\u201d come aspetto fondamentale del \u201ccapitalismo verde\u201d era adesso necessaria, e sembra inevitabile che i monopoli che hanno investito pesantemente in questo settore non possano evitare il loro \u201c<em>destino\u201d, <\/em>salvo che non diversifichino i loro investimenti e prendano delle precauzioni. Tuttavia, l&#8217;aumento di prezzo di certe materie prime mostra che le fluttuazioni strutturali sono normali e che lo sviluppo ineguale del capitalismo \u00e8 evidente in tutte le aree, e che ci\u00f2 intensificher\u00e0 la concorrenza specialmente fra i monopoli.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Il<em> \u201ccapitalismo verde\u201d \u00e8 <\/em>la formula propagandistica secondo la quale la crisi ecologica pu\u00f2 essere superata entro l&#8217;attuale modo di produzione. Di conseguenza, la lotta contro la crisi ecologica deve essere condotta secondo le leggi dell&#8217;economia capitalistica e del mercato. Quindi se il capitalismo non cesser\u00e0 di essere capitalismo col \u201c<em>capitalismo verde<\/em>\u201d, cosa che nessuno pretende, va data una risposta alla seguente questione: le leggi dell&#8217;economia&nbsp; capitalistica e del mercato sono compatibili con le misure richieste per superare la crisi ecologica? A parte ogni altra questione, gli esempi del commercio delle emissioni di carbonio, il possibile incremento dei prezzi delle materie prime e gli enormi investimenti richiesti dalla transizione energetica, indicano che esse non sono compatibili. Come non \u00e8 sorprendente che il capitalista persegua un profitto, cos\u00ec non vi \u00e8 ragione di restarne sorpresi di ci\u00f2! Un capitalista \u00e8 un capitalista perch\u00e9 il suo solo scopo \u00e8 il profitto, e l&#8217;economia capitalistica e il mercato hanno le loro leggi che differiscono dalle leggi della natura.<\/p>\n<p>La ragione principale per cui il capitale si volge verso la \u201c<em>trasformazione verde<\/em>\u201d oggi, e non, per esempio, vent&#8217;anni fa, non ha certamente a che fare con l&#8217;aumento del riscaldamento globale, ma con il mutamento dei saggi del profitto.<\/p>\n<p>La prova \u00e8 semplice, data la trasformazione avvenuta nel settore dell&#8217;energia. La tecnologia usata oggi nel campo dell&#8217;energia rinnovabile non \u00e8 nuova ed \u00e8 stata usata per decenni. Tuttavia, fino a un&#8217;epoca recente, fattori come il costo di produzione per l&#8217;uso di questa tecnologia, la produttivit\u00e0 del lavoro, il volume del mercato, prevenendo o ritardando la svalutazione del capitale investito nei combustibili fossili, hanno tenuto i monopoli lontani dall&#8217;investimento in questo settore, perch\u00e9 non era abbastanza profittevole. Nondimeno, la crisi ecologica non \u00e8 stata un problema di solo pochi anni fa e ha reso necessario l&#8217;uso di queste tecnologie da molti anni.&nbsp; Per\u00f2, dal momento che non erano profittevoli, queste tecnologie, che sono ora promosse ad alto livello &#8211; non erano oggetto di investimenti allora. Oggi la situazione \u00e8 cambiata. oltre alle limitate riserve di petrolio e di gas, per esempio, il \u201cmercato dell&#8217;idrogeno\u201d da solo ha raggiunto adesso i 150 miliardi di dollari. Entro il 2050 \u00e8 previsto che raggiunga almeno i 600 milioni di dollari. Investire in questo campo \u00e8 adesso degno di competizione. E adesso gli stati capitalistici con i loro \u201cfondi ecologici\u201d hanno cominciato a fare i conti con il costo e le sfide competitive per le loro classi di capitalisti.<\/p>\n<p>I marxisti non hanno mai trovato strano che il capitale persegua un profitto. Al contrario, i marxisti hanno denunciato il capitale e il capitalismo che non si basano e non possono basarsi sugli esseri umani, sulla loro salute o sulla natura in generale, poich\u00e9 il profitto \u00e8 la loro stessa ragione di esistenza. E\u2019 interessante il fatto che coloro che dipingono come \u201csognatori\u201d i marxisti, in quanto sostengono il superamento del sistema capitalistico, si attendono che il capitale non si comporti pi\u00f9 come capitale mediante il \u201c<em>capitalismo verd<\/em>e\u201d.<\/p>\n<p>Una domanda pu\u00f2 sorgere: non sarebbe preferibile passare alle \u201c<em>energie rinnovabili<\/em>\u201d, alla \u201c<em>trasformazione verde<\/em>\u201d, all\u2019\u201c<em>industria pulita<\/em>\u201d adesso, anche se allo scopo dell&#8217;accumulazione capitalistica? Non \u00e8 vero che ogni diminuzione della distruzione della natura \u00e8 una conquista?<\/p>\n<p>Indubbiamente, ma il punto raggiunto dalla distruzione dell&#8217;equilibrio ecologico ha gi\u00e0 reso privi di senso i tentativi di conseguire il male minore. L&#8217;attuale dimensione della crisi ecologica e la dinamica della sua tendenza allo sviluppo implicano che certe \u201cconquiste\u201d non siano in realt\u00e0 delle conquiste, e ogni giorno perduto, cio\u00e8 il lasciare il compito storico del superamento di questa crisi ai futili ed egoistici interessi e impulsi del capitale, significa che ci avviciniamo sempre di pi\u00f9 a quel punto in cui l&#8217;<em>\u201cirreparabile frattura<\/em>\u201d (Marx) che il capitale sta infliggendo alla natura non potr\u00e0 pi\u00f9 essere sanata.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>D&#8217;altro lato, l\u2019emergere nell\u2019agenda del \u201ccapitalismo verde\u201d come risultato della crisi ecologica implica anche che lo stesso modo di produzione capitalistico \u00e8 oggetto di discussione sulla base di un criterio che il capitale non \u00e8 in grado di controllare direttamente. E&#8217; il criterio della questione dell&#8217;esistenza o non esistenza della natura che crea le condizioni per l&#8217;esistenza dell&#8217;umanit\u00e0 e di tutti gli esseri viventi. Questa discussione assume oggi due forme: 1) L&#8217;approccio comune e dominante \u00e8 il seguente: se la natura \u00e8 messa in questione, questo \u00e8 un problema universale e al di sopra delle classi, che dunque interessa ugualmente tutta l&#8217;umanit\u00e0 e perci\u00f2 ognuno dovrebbe assumersene la responsabilit\u00e0. 2) Si tratta di un problema che \u00e8 universale e ha perci\u00f2 una dimensione che interessa tutto il pianeta e l&#8217;umanit\u00e0, ma \u00e8 specifico di un determinato modo di produzione (il capitalismo) nel quale una determinata classe (il capitale) \u00e8 predominante in termini di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ovviamente, \u00e8 la dimensione soggettiva del problema quella che rende prevalente il primo approccio. La ragione principale della prevalenza dell&#8217;approccio borghese \u00e8 che la \u201c<em>crisi ecologica<\/em>\u201d \u00e8 emersa in uno stadio nel quale la multiforme devastazione determinata dalla storica sconfitta della classe operaia non \u00e8 ancora stata superata, nel quale la classe operaia non pu\u00f2 mettere il proprio marchio sulle lotte politiche con il suo movimento indipendente.<\/p>\n<p>In sostanza, la realt\u00e0 odierna ci dice che coloro i quali credono che la fine del mondo possa essere dovuta alle emissioni di carbonio, ai cambiamenti climatici e al rapido aumento della temperatura, non credono che vi sia un&#8217;alternativa al capitalismo, e purtroppo questo modo di pensare ha influenza sulla maggioranza.<\/p>\n<p>Tuttavia, la realt\u00e0 storica \u00e8 che ci troviamo in presenza di un capitalismo oggettivamente stramaturo, che \u00e8 in ritardo per essere sostituito da un ordinamento sociale che \u00e8 il suo opposto. Il capitalismo \u00e8 oggettivamente obsoleto, non solo in termini di gravi contraddizioni economiche, sociali e culturali nella vita sociale dei popoli del mondo, ma anche per il fatto di porre a rischio le naturali condizioni di vita della specie umana sul pianeta.<\/p>\n<p>La crisi ecologica in cui viviamo si manifesta nell&#8217;erosione della forma in cui la contraddizione fra le condizioni di esistenza del capitalismo e le condizioni naturali di esistenza degli esseri viventi \u00e8 perdurata fino ad ora. Al punto in cui siamo, essa esige la fine dello sfruttamento capitalistico e del saccheggio della natura, quanto meno nei termini della reazione della natura. Tuttavia, la situazione attuale del fattore soggettivo determinata dal livello di coscienza e di organizzazione della classe operaia, che \u00e8 la forza principale che metter\u00e0 fine al dominio del capitale, non \u00e8 ancora pronta a compiere questo passo urgente, almeno nei termini di garantire la sopravvivenza della vita a rischio.<\/p>\n<p>Il cosiddetto \u201ccapitalismo verde\u201d \u00e8 un tentativo di rimodellare la contraddizione che ha raggiunto il culmine nel rapporto del capitalismo con la natura a favore del capitale, ma contro l&#8217;ecologia, e continuare cos\u00ec la distruzione della natura saccheggiandola. Questa iniziativa avr\u00e0 un prezzo ecologico, economico e sociale che gli operai e i lavoratori del mondo dovranno pagare, soprattutto i giovani e i popoli oppressi.<\/p>\n<p><em>Marzo 2022<\/em><\/p>\n<p><strong>Articolo pubblicato su \u201cUnit\u00e0 e Lotta\u201d, n. 44 \u2013 organo della CIPOML<\/strong><\/p>\n<p>(traduzione a cura della redazione di \u201cScintilla\u201d)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Partito del Lavoro (EMEP) &#8211; Turchia L&#8217;inganno del &#8220;capitalismo verde&#8221; I movimenti ambientalisti emersi negli anni Sessanta del Novecento con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8690,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[105],"tags":[],"class_list":["post-8689","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8689","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8689"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8689\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8692,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8689\/revisions\/8692"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8690"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}