{"id":8694,"date":"2021-11-27T23:18:00","date_gmt":"2021-11-27T22:18:00","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8694"},"modified":"2024-06-14T13:20:05","modified_gmt":"2024-06-14T11:20:05","slug":"lavoro-produttivo-e-improduttivo-sommario-storico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/lavoro-produttivo-e-improduttivo-sommario-storico\/","title":{"rendered":"Lavoro produttivo e improduttivo: sommario storico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Le fonti e l\u2019accrescimento della ricchezza sociale sono stati uno dei campi d\u2019indagine di maggiore rilevanza dalla nascita della moderna economia politica. Si \u00e8 dibattuto sulla fonte del valore, plusvalore, profitto o rendita; su che tipo di lavoro pu\u00f2 creare un nuovo valore; su quali classi sono economicamente produttive, ecc.<\/p>\n<p>Nella letteratura economica, questa discussione \u00e8 proseguita sulla base della distinzione tra\u00a0<em>lavoro produttivo e improduttivo<\/em>, almeno dopo che i mercantilisti avevano spiegato il plusvalore con l\u2019eccedenza del commercio estero. I fisiocratici consideravano produttivo il lavoro agricolo e definivano il resto come classi improduttive. Adam Smith, il fondatore dell\u2019economia politica classica, separava nettamente il lavoro produttivo dall\u2019improduttivo, esprimeva la sua simpatia per il lavoro manifatturiero che produceva profitti per il capitalista, e la sua antipatia per il lavoro dei servizi improduttivo, impiegato nelle dimore dell\u2019aristocrazia feudale.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento dell\u2019economia neoclassica, nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, il dibattito sul valore e il plusvalore fu sostituito dal dibattito sulla produttivit\u00e0. L\u2019economia neoclassica ha ricondotto il valore e il plusvalore al profitto creato da vari fattori coinvolti nel processo di produzione, ed ha considerato produttivi ogni specie di lavoro e attivit\u00e0 generatori di reddito nel mercato.<\/p>\n<p>Anche a distanza di quasi centocinquanta anni dalla sua comparsa e con l\u2019aggiunta di nuovi elementi, i presupposti della teoria neoclassica costituiscono la base della \u201ccorrente principale\u201d dell\u2019attuale economia ortodossa. Non solo la corrente principale, ma anche diverse scuole di economia critica eterodossa suggeriscono che la distinzione tra lavoro produttivo e improduttivo \u00e8 impropria. Secondo questi approcci, alcuni nuovi fenomeni che si manifestano nel capitalismo moderno, come l\u2019espansione relativa del settore finanziario e la diffusione delle tecnologie digitali, hanno reso questa distinzione non pi\u00f9 valida o meno importante.<\/p>\n<p>La concezione del lavoro produttivo di Karl Marx \u00e8 basata sul patrimonio di conoscenze accumulato e sull\u2019eredit\u00e0 dell\u2019economia politica classica. Esaminando i rapporti di produzione capitalistici nella loro storicit\u00e0, Marx si \u00e8 avvalso del patrimonio scientifico degli economisti politici classici, ma allo stesso tempo si \u00e8 allontanato da essi. La concezione di Marx in merito continua ad essere importante e pertinente per interpretare i nuovi fenomeni del capitalismo contemporaneo, come anche ci\u00f2 che ha ereditato dal passato. Tuttavia, per molti anni vi \u00e8 stata confusione a proposito della definizione di Marx di attivit\u00e0 produttiva e improduttiva. Dopo la seconda guerra mondiale, la rapida espansione dell\u2019occupazione nel settore pubblico e nei servizi e la crescente proporzione dei lavori d\u2019ufficio nell\u2019occupazione alimentarono il dibattito sulla questione se le attivit\u00e0 di queste imprese e professioni fossero produttive. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Tutta questa confusione fu causata dalle condizioni economiche, politiche e sociali dell\u2019epoca, cos\u00ec come contribu\u00ec la tardiva disponibilit\u00e0 delle traduzioni russe e inglesi di manoscritti che Marx aveva preparato e progettato come il quarto volume de\u00a0<em>Il Capitale<\/em>, poi intitolato\u00a0<em>Teorie del plusvalore<\/em>. L\u2019edizione russa completa fu terminata solo nel 1964 e quella inglese nel 1971. Comunque, spesso si esprimono diversi punti di vista erronei con riferimento a differenti brani di Marx nella sua opera\u00a0<em>Il Capitale<\/em>\u00a0e ad altri passi.<\/p>\n<p>In questo articolo si esaminer\u00e0 la nascita, lo sviluppo e i punti chiave della distinzione tra lavoro produttivo e improduttivo, soprattutto nell\u2019ambito del dibattito nel XVIII e all\u2019inizio del XIX secolo. Mentre si segnalano i progressi nello sviluppo dell\u2019economia politica, si evidenzieranno particolarmente il contributo, la differenza di metodo e l\u2019importanza di Marx.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I mercantilisti e il commercio estero<\/strong><\/p>\n<p>Il mercantilismo \u00e8 una concezione che include le politiche economiche che hanno permesso che il capitalismo si diffondesse in tutta Europa durante la seconda met\u00e0 del XVI secolo, ma che si affermarono con forza nel XVII secolo una volta manifestatosi il loro vero contenuto. Innanzitutto \u00e8 stata una fonte di misure che perseguivano chiaramente l\u2019obiettivo della ricchezza e del profitto e lo legittimavano con il potere statale. Come politica economica, il mercantilismo ha permesso di creare le condizioni necessarie per conservare i benefici commerciali e la ricchezza che derivavano dal colonialismo. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>La scoperta e la colonizzazione dei territori d\u2019oltremare caus\u00f2 un rapido ampliamento del volume commerciale a partire dal XVI secolo. Come risultato della propria attivit\u00e0 commerciale, i commercianti acquisirono il controllo della produzione agricola e della primordiale industria domestica e prosperarono rapidamente. Con la produzione di merci che si svilupp\u00f2 nello stesso periodo, aumentarono i problemi della struttura feudale classica, e le finanze dello Stato furono incapaci di sostenere il costo dei lussi aristocratici, le guerre e i disastri naturali. Pertanto, le monarchie, sempre pi\u00f9 centralizzate e pi\u00f9 vicine alla forma di stato-nazione, assicuravano i benefici e le attivit\u00e0 dei commercianti per sostenere le finanze pubbliche esauste. [<sup>3<\/sup>] La difesa degli interessi commerciali giocava un ruolo centrale nella concezione mercantilista. I suoi principali rappresentanti, come Thomas\u00a0Mun, erano anche direttori di societ\u00e0 commerciali coloniali come la British Company delle Indie Orientali. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn3\"><sup>[4]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Il problema principale su cui s\u2019incentr\u00f2 la politica economica nell\u2019era mercantilistica fu: come garantire la ricchezza dello Stato? Ovvero: \u00ab<em>Qual \u00e8 la fonte della ricchezza, cio\u00e8 il valore, e come si pu\u00f2 aumentare?\u00bb<\/em>. La risposta a questa domanda era \u00ab<em>aumentando le riserve d\u2019oro e d\u2019argento<\/em>\u00bb. Se il paese non possiede una miniera d\u2019oro, il commercio estero \u00e8 il modo migliore per garantirsela. [<sup>5<\/sup>]<\/p>\n<p>Nei testi mercantilisti si pu\u00f2 vedere che si considerano i guadagni del commercio estero come unica forma di plusvalore, per cui sono considerati l\u2019unica fonte di accumulazione e di entrate dello Stato. Davenant, ad esempio, dichiarava che il commercio interno non arricchisce le nazioni, semplicemente trasferisce la ricchezza da un individuo all\u2019altro, mentre solo dal commercio estero deriva nettamente la ricchezza nazionale. Quando affermava \u00ab<em>un\u2019aggiunta netta alla ricchezza del paese\u00bb<\/em>, Davenant si riferiva alla crescita del plusvalore; proprio come facevano i fisiocratici opponendo la produttivit\u00e0 dell\u2019agricoltura alla \u00ab<em>sterilit\u00e0\u00bb<\/em>\u00a0dell\u2019industria. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn4\"><sup>[6]<\/sup><\/a>] Nel mercantilismo il plusvalore \u00e8 solo relativo; l\u2019uno perde quello che guadagna l\u2019altro. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn5\"><sup>[7]<\/sup><\/a>] I guadagni derivanti dal trasferimento sono in realt\u00e0 la redistribuzione della ricchezza tra classi differenti; non viene creato alcun nuovo valore. Il fatto che il commercio nella sua forma pura non crea valore, e che il valore non pu\u00f2 essere una merce, \u00e8 stato confermato storicamente dalle esperienze degli Imperi di Spagna e Portogallo, che applicarono politiche mercantilistiche e si ritrovarono a mani vuote. La questione \u00e8 cosa d\u00e0 valore al metallo prezioso.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 il mercantilismo si basa sulla forma del plusvalore assoluto, i suoi critici, i fisiocratici, hanno cercato di spiegare il plusvalore assoluto, cio\u00e8 il \u00abprodotto netto\u00bb. E poich\u00e9 il prodotto netto \u00e8 tuttavia ancorato nella loro concezione al valore d\u2019uso, terra e lavoro agricolo sono l\u2019unico suo creatore. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn6\"><sup>[8]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I fisiocratici e il dono della natura<\/strong><\/p>\n<p>La teoria fisiocratica \u00e8 una delle espressioni teoriche della societ\u00e0 capitalista, che cominciava a predominare all\u2019interno della societ\u00e0 feudale. Ma l\u2019involucro feudale del sistema fisiocratico si \u00e8 conservato tenacemente.<\/p>\n<p>Per questo il sistema fisiocratico non \u00e8 nato in Inghilterra, paese prevalentemente industriale, commerciale e marittimo, ma in Francia, dove predominava l\u2019agricoltura. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn7\"><sup>[9]<\/sup><\/a>] Come i mercantilisti, i fisiocrati cercavano l\u2019origine della ricchezza (plusvalore), ma, a differenza dei mercantilisti, sostenevano che si origina nella produzione e non nello scambio [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn8\"><sup>[10]<\/sup><\/a>].<\/p>\n<p>Essi fissarono il giusto principio sostenendo che solo il lavoro produttivo crea plusvalore. Quando il valore delle materie prime e degli altri materiali \u00e8 dato e il valore della forza lavoro \u00e8 costante [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn9\"><sup>[11]<\/sup><\/a>], il plusvalore \u00e8 reso possibile producendo di pi\u00f9 di quanto il lavoratore consuma.<\/p>\n<p>Essi trasferirono la ricerca dalla sfera della circolazione alla sfera della produzione, ponendo cos\u00ec le basi per l\u2019analisi della produzione capitalistica. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn10\"><sup>[12]<\/sup><\/a>] I fisiocratici criticarono l\u2019illusione che lo scambio tra due merci crea plusvalore; tuttavia, il loro limite dipendeva dal livello di sviluppo capitalistico del tempo.<\/p>\n<p>La rendita fondiaria appariva come la sola forma naturale di plusvalore, in una societ\u00e0 alla cui base erano un\u2019industria appena ai suoi albori che impiegava lavoro salariato e la piccola produzione, nella quale i privilegi del sistema feudale si conservavano nonostante fosse in via di dissoluzione.<\/p>\n<p>La produttivit\u00e0 del lavoro era ancora molto bassa e il numero di lavoratori impiegati da un solo capitalista non era molto grande. Di conseguenza, era difficile pensare a profitti considerevoli investendo nell\u2019industria. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn11\"><sup>[13]<\/sup><\/a>] La differenza tra il valore della forza di lavoro e il valore che crea, cio\u00e8 il plusvalore, appare nell\u2019agricoltura nel modo pi\u00f9 tangibile e incontestabile tra tutte le branche della produzione. La quantit\u00e0 di valore d\u2019uso [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn12\"><sup>[14]<\/sup><\/a>] creato dall\u2019operaio agricolo \u00e8 maggiore del valore d\u2019uso che consuma. Pertanto, rimane un\u2019eccedenza di valore d\u2019uso. Se il lavoro, infatti, riproducesse solo i valori d\u2019uso di cui necessita, non rimarrebbe nessuna eccedenza. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn13\"><sup>[15]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>\u00c8 qui che i fisiocratici distinguono tra agricoltura e altre branche della produzione: la produttivit\u00e0 della terra consente al lavoratore di produrre pi\u00f9 di quanto consuma. In questa teoria, il plusvalore appare come un \u201cdono della natura\u201d. Il lavoro agricolo funge da mezzo che consente alla natura di realizzare il suo potenziale. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn14\"><sup>[16]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, la dottrina fisiocratica considerava decisamente il proprietario fondiario e il contadino rispettivamente come capitalista e lavoratore, ritenendo l\u2019eccedenza come un prodotto dei lavoratori. La forza produttiva della natura\/terra e la concezione di essa come eccedenza prodotta dal lavoratore convivevano in modo contraddittorio.<\/p>\n<p>Turgot, uno dei pensatori fisiocratici, svel\u00f2 questa contraddizione e cerc\u00f2 di superarla:<\/p>\n<p>\u201c<em>Non appena il lavoro dell\u2019agricoltore produce in misura superiore ai suoi bisogni, egli, con questo superfluo che la natura gli concede come puro dono, oltre il salario delle sue fatiche, pu\u00f2 comprare il lavoro di altri membri della societ\u00e0. Questi, vendendo lavoro a lui, guadagnano soltanto il necessario per vivere; l\u2019agricoltore invece, oltre alla sua sussistenza, riceve una ricchezza indipendente e disponibile che egli non ha affatto comprato, ma che vende. Egli \u00e8 dunque l\u2019unica sorgente delle ricchezze che, con la loro circolazione, animano tutti i lavori della societ\u00e0, poich\u00e9 egli \u00e8 il solo il cui lavoro produca un\u2019eccedenza sul salario del lavoro.<\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn15\"><sup>[17]<\/sup><\/a>]\u00a0 Turgot\u00a0indic\u00f2 che il lavoratore agricolo produce un\u2019eccedenza \u201c<em>oltre il suo<\/em>\u00a0<em>salario<\/em>\u201c. Poich\u00e9 questa eccedenza \u00e8 un prodotto tangibile, lo rappresenta come valore addizionale.<\/p>\n<p>Tuttavia, egli concepisce il valore del lavoro umano non come una forma determinata di esistenza sociale, ma come differenti specie di cose materiali (prodotti agricoli). Nella sua concezione, tra tutte le branche della produzione, il plusvalore \u00e8 indiscutibilmente prodotto solo nell\u2019agricoltura. Il lavoro agricolo \u00e8 l\u2019unica forma produttiva di lavoro. L\u2019operaio delle manifatture non pu\u00f2 produrre pi\u00f9 del valore dei propri mezzi di sussistenza; non pu\u00f2 aumentare la massa materiale, cambia semplicemente la sua forma. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn16\"><sup>[18]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>I fisiocratici identificavano il valore con il prodotto tangibile, non con il tempo di lavoro richiesto per la produzione della merce.<\/p>\n<p>Di conseguenza, la trasformazione del seme in un prodotto produce la crescita fisica, mentre la produzione industriale consiste nel cambiare la forma delle materie prime.<\/p>\n<p>Pertanto, per i fisiocratici, l\u2019unica classe produttiva della societ\u00e0 sono i lavoratori impiegati nell\u2019agricoltura. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn17\"><sup>[19]<\/sup><\/a>] Gli artigiani, i lavoratori industriali, i commercianti e i capitalisti sono definiti classi non produttive. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn18\"><sup>[20]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Si possono quindi indicare i due punti che distinguono le opinioni dei fisiocratici riguardo la fonte di valore e il lavoro produttivo da quelle dei mercantilisti e che ne sottolineano l\u2019originalit\u00e0: il primo \u00e8 che non hanno ricercato la fonte del valore nell\u2019ambito dello scambio ma nell\u2019ambito della produzione, sebbene solo nella produzione agricola e nel lavoro agricolo a causa dell\u2019influenza dei tempi.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 che assumevano il valore solo come un prodotto concreto e tangibile, o valore d\u2019uso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli economisti classici e il lavoro<\/strong><\/p>\n<p>A seguito dell\u2019impoverimento degli agricoltori e del rapido arricchimento dei fabbricanti, e dello sviluppo di officine e manifatture basate sul lavoro salariato, divenne pi\u00f9 chiaro che la fonte dell\u2019accumulazione di capitale e valore non si trova nel commercio ma nella produzione (e sempre pi\u00f9 nella produzione industriale). Nel suo\u00a0<em>Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni<\/em>, che fu pubblicato nel 1776 ed \u00e8 considerato come l\u2019opera che segn\u00f2 la nascita dell\u2019economia politica classica, Adam Smith defin\u00ec il plusvalore come un valore che il lavoratore aggiunge alla merce. Egli faceva riferimento al principio che il valore \u00e8 determinato dal tempo di lavoro speso nella produzione della merce. Ha chiarito che il profitto e la rendita, che sono forme concrete di plusvalore, sono il risultato del lavoro dell\u2019operaio. Smith, che considerava il plusvalore come il prodotto della materializzazione del lavoro, ha stabilito una distinzione critica in termini economia politica: lavoro produttivo e improduttivo. Tuttavia, nonostante la sua scoperta rivoluzionaria, Smith non si sbarazz\u00f2 del tutto dell\u2019influenza della teoria fisiocratica. Egli d\u00e0 due tipi di definizione di lavoro produttivo. La prima \u00e8 la seguente: \u201c<em>C\u2019\u00e8 un genere di lavoro che aggiunge valore all\u2019oggetto a cui viene applicato: ce n\u2019\u00e8 un altro che non produce questo effetto. Il primo genere, poich\u00e9 produce un valore, pu\u00f2 essere chiamato lavoro produttivo, il secondo lavoro improduttivo. Cos\u00ec il lavoro di un operaio manifatturiero aggiunge generalmente al valore della materia prima impiegata il valore del proprio sostentamento e del profitto del suo padrone. Il lavoro di un domestico, invece, non aggiunge valore a niente. [\u2026] Un uomo arricchisce impiegando un gran numero di operai manifatturieri; impoverisce mantenendo un gran numero di domestici<\/em>\u201d.[<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn19\"><sup>[21]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Nella sua prima definizione del lavoro produttivo, Smith sottoline\u00f2 una distinzione fondamentale: il lavoro che si scambia con il capitale (produttivo) e il lavoro che si scambia con il reddito (improduttivo). In conseguenza dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa che produce merci, ricevendo salari da un capitalista, il capitale del capitalista aumenta. Tuttavia, la manodopera che percepisce il salario dallo stesso capitalista e svolge un lavoro domestico non si scambia con capitale. Ancora una volta, riceve il suo salario dal capitalista, ma in questo caso non per produrre merci per costui ed accrescere il suo capitale, ma in cambio del servizio personale riceve denaro dal suo reddito. Cos\u00ec il primo tipo di lavoro accresce il capitale del capitalista e crea un nuovo valore; il secondo tipo di lavoro riceve una quota del reddito del capitalista come pagamento in cambio del servizio personale ma non crea nuovo valore. Mentre il capitalista che amplia la sua attivit\u00e0 e impiega pi\u00f9 operai espande la propria fortuna, la persona che cura la sua casa e svolge pi\u00f9 servizi riduce la sua ricchezza. Il nucleo fondamentale della definizione del lavoro produttivo di Smith \u00e8 che il lavoro produttivo consente l\u2019accumulazione diretta del capitale. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn20\"><sup>[22]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la prima definizione di Smith. La seconda definizione \u00e8 la seguente: \u201c<em>Ma il lavoro dell\u2019operaio manifatturiero si fissa e si realizza in qualche oggetto particolare o merce vendibile che dura almeno per un certo periodo di tempo dopo che quel lavoro \u00e8 terminato. \u00c8, in un certo senso, una determinata quantit\u00e0 di lavoro raccolta e accumulata per essere impiegata, se \u00e8 necessario, in qualche altra occasione. Quell\u2019oggetto, o, ci\u00f2 che \u00e8 lo stesso il prezzo di quell\u2019oggetto, in seguito, se \u00e8 necessario, pu\u00f2 mettere in movimento una quantit\u00e0 di lavoro uguale a quella che l\u2019aveva originariamente prodotto. Il lavoro del servitore domestico, al contrario, non si fissa o non si realizza in nessun oggetto particolare o merce vendibile. In genere i suoi servizi scompaiono nello stesso istante in cui vengono effettuati e raramente lasciano dietro di s\u00e9 qualche traccia o qualche valore con cui in seguito sia possibile procurarsi un\u2019uguale quantit\u00e0 di servizi.<\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn21\"><sup>[23]<\/sup><\/a>] Pertanto, Smith defin\u00ec il lavoro come produttivo quando si materializza in una merce concreta e tangibile, e quando ci\u00f2 non avviene, come improduttivo. Non \u00e8 errato il fatto che Smith include i domestici che scambiano il loro lavoro con il reddito nella categoria del lavoro improduttivo. Tuttavia, arrivando a una falsa generalizzazione partendo da un esempio corretto, isola ogni tipo di lavoro di servizio dalle relazioni capitaliste in cui si presenta e lo definisce come lavoro improduttivo per non essere materializzato in una merce tangibile. Smith critic\u00f2 i fisiocratici, argomentando che il concreto sovrappi\u00f9 che i fisiocratici vedevano come \u201c<em>il dono della natura<\/em>\u201d non esiste solo nell\u2019agricoltura, ma anche in altri settori. Tuttavia, la sua seconda definizione suggerisce che Smith non riusc\u00ec a liberarsi dall\u2019influenza della teoria fisiocratica, che identificava il plusvalore con un prodotto concreto (valore d\u2019uso). [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn22\"><sup>[24]<\/sup><\/a>] Uno dei motivi \u00e8 che al tempo di Smith quasi non esisteva la sfera dei servizi. Ci\u00f2 che distingue un violino dalla musica \u00e8 che esiste un mercato dei violini, ma non esiste ancora un mercato della musica. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn23\"><sup>[25]<\/sup><\/a>] Tuttavia, quando lavorano per accrescere il capitale di un padrone, sia un inserviente che un musicista sono lavoratori produttivi.<\/p>\n<p>Definito come l\u2019apice dell\u2019economia politica borghese, David Ricardo, abbracci\u00f2 la concezione del lavoro produttivo di Smith completamente, mentre rompeva con lui in altri punti. Come Smith, defin\u00ec il lavoro scambiato con il capitale come produttivo e il lavoro scambiato con reddito come improduttivo. [<sup>26<\/sup>]<\/p>\n<p>Thomas Robert Malthus difese con forza la distinzione operata da Smith. Era necessario capire l\u2019origine del plusvalore, separando cos\u00ec il lavoro che sostiene e sostituisce il capitale, dal lavoro che non ha quella qualit\u00e0. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn24\"><sup>[27]<\/sup><\/a>] Malthus, tuttavia, non ritenendo corretto per alcune professioni che fornivano importanti servizi usare il termine di \u201c<em>lavoro improduttivo<\/em>\u201d secondo la definizione di Smith, usava invece l\u2019espressione \u201c<em>servizi personali<\/em>\u201d. [<sup>28<\/sup>]<\/p>\n<p>John Stuart Mill divise il consumo in produttivo e improduttivo, proprio come il lavoro. Come Smith, defin\u00ec il lavoro che non si incorpora in un oggetto come lavoro improduttivo, e lo pose fuori dalla ricchezza sociale. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn25\"><sup>[29]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Si possono quindi identificare tre caratteristiche fondamentali della concezione del lavoro produttivo nell\u2019economia politica classica, che conservano la distinzione di Smith in generale. In primo luogo, essa considerava il plusvalore come risultato dell\u2019attivit\u00e0 nell\u2019ambito della produzione, come i fisiocratici, e non nell\u2019ambito della circolazione. Incluse il lavoro manifatturiero come parte del lavoro produttivo, superando la concezione dei fisiocratici che lo limitavano al lavoro agricolo. Rifiutava la definizione contraddittoria della teoria fisiocratica che considerava il plusvalore come un dono della natura e lo considerava il risultato del lavoro impiegato nella produzione della merce.<\/p>\n<p>In secondo luogo, definendo il lavoro produttivo come lavoro che si scambia con il capitale e lavoro improduttivo come lavoro che si scambia con il reddito, fece un passo molto importante nell\u2019analisi della politica dell\u2019economia capitalista.<\/p>\n<p>Terzo, nonostante questo successo, valutava il plusvalore nell\u2019ambito di alcune forme concrete di lavoro (agricolo e manifatturiero) e dei risultati del lavoro. Defin\u00ec il lavoro dei servizi, che non produce un bene concreto, come lavoro improduttivo senza prendere in considerazione le relazioni in cui esso partecipa o si scambia con il capitale, non superando pertanto completamente i limiti della concezione fisiocratica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019intervento di Marx<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accumulazione di capitale, cio\u00e8 la conversione del plusvalore appropriato (o investimento), \u00e8 una necessit\u00e0 imprescindibile per il modo di produzione capitalistico e per i singoli capitalisti. Il capitale deve essere scambiato continuamente con una certa categoria di lavoro in grado di produrre plusvalore per il capitale. Pertanto, determinare la categoria di lavoro \u00e8 particolarmente importante per comprendere il processo di accumulazione. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn26\"><sup>[30]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Marx ha definito il lavoro produttivo nel senso pi\u00f9 generale come segue: \u201c[\u2026] c<em>i\u00f2 che vuole produrre il capitale in quanto capitale (quindi il capitalista in quanto capitalista) non \u00e8 n\u00e9 valore d\u2019uso destinato immediatamente al consumo personale, n\u00e9 merce destinata ad essere prima trasformata in denaro e successivamente in valore d\u2019uso. Il suo scopo \u00e8 l\u2019<strong>arricchimento<\/strong>, la\u00a0<strong>valorizzazione<\/strong>\u00a0<strong>del valore<\/strong>, l\u2019<strong>accrescimento<\/strong>\u00a0di questo, dunque la conservazione del valore esistente e la creazione di plusvalore. E questo\u00a0<strong>prodotto specifico<\/strong>\u00a0del processo di produzione capitalistico il capitale lo ottiene solo nello scambio col lavoro, il quale si chiama per questo\u00a0<strong>lavoro produttivo.<\/strong><\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn27\"><sup>[31]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Il plusvalore, che rappresenta il \u201c<em>prodotto specifico del processo produttivo capitalistico<\/em>\u201d, nasce esclusivamente dallo \u201c<em>scambio del capitale con il\u00a0lavoro<\/em>\u201c, cio\u00e8 dall\u2019impiego della forza lavoro al servizio del capitale. Pertanto, questo\u00a0<em>prodotto originale<\/em>\u00a0\u00e8 anche il risultato di una relazione\u00a0<em>unica<\/em>, il rapporto di produzione tra il capitale e la forza lavoro.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 si tratti di una tipica forma di relazione economica nella produzione e in altri ambiti della vita sociale attuale, il dominio completo del rapporto tra capitale e il lavoro non si realizz\u00f2 che alla fine del secolo XVIII, con l\u2019invenzione delle macchine e la diffusione del sistema manifatturiero. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn28\"><sup>[32]<\/sup><\/a>] Per Marx, il capitalismo, a differenza dell\u2019economia politica borghese, non \u00e8 un ordine naturale ma una formazione storica, e questa formazione \u00e8 in un costante stato di cambiamento\/movimento. \u201c<em>Come tutti gli altri concetti dell\u2019economia marxista, il concetto di \u2018produttivit\u00e0\u2019 ha un carattere storico e sociale<\/em>\u201d [<sup>33<\/sup>] Anche il lavoro produttivo va inteso tra i prodotti \u201c<em>storici e transito<\/em>ri, cio\u00e8 relativi, non assoluti\u201d. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn29\"><sup>[34]<\/sup><\/a>] Pertanto, quando si discute della questione del lavoro produttivo secondo Marx, si deve tener conto che alla produttivit\u00e0 si fa riferimento solo nel contesto dei rapporti di produzione capitalistici e non in ogni altro tipo di produzione. Questo inquadramento storico \u00e8 uno dei punti di partenza di Marx nella distinzione tra il lavoro produttivo\u00a0<em>in generale<\/em>\u00a0ed il lavoro produttivo\u00a0<em>per il capitalista<\/em>.<\/p>\n<p>In generale, il lavoro produttivo \u00e8 esistito nel corso della storia. Ad esempio, la persona che confeziona maglioni in casa per la sua famiglia \u00e8\u00a0<em>generalmente produttiva<\/em>. La maglia che produce ha un valore d\u2019uso per i membri della famiglia. Ma questo maglione non ha nessuna funzione nell\u2019accrescimento dei profitti del capitalista. In una manifattura tessile, se gli operai lavorano pi\u00f9 a lungo e producono pi\u00f9 maglioni, il capitalista si appropria di pi\u00f9 plusvalore, ma pi\u00f9 vengono prodotti maglioni in casa, pi\u00f9 i figli li indossano, meno plusvalore viene prodotto. Perci\u00f2, sebbene il lavoro della persona che lavora a maglia in casa\u00a0<em>in generale \u00e8 un lavoro produttivo<\/em>\u00a0non \u00e8 produttivo\u00a0<em>dal punto di vista capitalistico<\/em>. C\u2019\u00e8 una miriade di attivit\u00e0 di questo genere nella vita sociale e ci imbattiamo in esse in ogni momento. Possiamo menzionare le attivit\u00e0 lavorative che sono utili e abbastanza numerose come cucinare a casa, insegnare a un amico, acquistare cibo per i vicini, pulire la casa, trasportare mobili, ma esse non sono produttive per il\u00a0<em>capitalista<\/em>. Poich\u00e9 l\u2019accumulazione del capitale nel capitalismo in generale non dipende dal lavoro produttivo ma dal\u00a0<em>lavoro produttivo per il capitalista<\/em>, gli economisti politici borghesi e Marx si occuparono di questo tipo di lavoro produttivo, e in esso cercarono la fonte e gli appropriatori della ricchezza. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn30\"><sup>[35]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Il lavoro produttivo\u00a0<em>\u00e8 quello che produce plusvalore<\/em>. Marx affront\u00f2 la questione di quale lavoro produce plusvalore in diversi passi, cos\u00ec come in alcune sezioni dei tre volumi de\u00a0<em>Il Capitale<\/em>, e in\u00a0<em>Teorie sul plusvalore<\/em>\u00a0(che Marx considerava il quarto volume de\u00a0<em>Il Capitale)<\/em>, soprattutto nella polemica con Adam Smith e i fisiocratici. Dopo aver evidenziato la sua concezione basata sulla storicit\u00e0 del capitalismo e, quindi, del lavoro produttivo, possiamo passare ai particolari dell\u2019analisi di Marx sul\u00a0<em>lavoro produttivo<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La produzione di merci<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo, come si vede nel caso del maglione confezionato in casa, l\u2019attivit\u00e0 lavorativa che non d\u00e0 luogo ad una merce per il capitale non \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 produttiva, e la forza-lavoro occupata in questo ambito non \u00e8 produttiva in\u00a0<em>senso capitalistico<\/em>. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn31\"><sup>[36]<\/sup><\/a>] Possiamo citare le due forme pi\u00f9 comuni. Le donne tradizionalmente definite come \u201ccasalinghe\u201d a causa delle diverse forme di dominio capitalista patriarcale svolgono molte faccende domestiche durante il giorno, ma non producono merce. Pertanto, non sono manodopera produttiva per il capitale. Tuttavia, grazie al loro ruolo nella\u00a0<em>riproduzione<\/em>\u00a0della forza lavoro con i lavori domestici cui attendono, permettono al capitale di ridurre i costi della forza lavoro e quindi funzionano come una risorsa gratuita da cui traggono vantaggio i capitalisti.[<sup>37<\/sup>]<\/p>\n<p>Ancora una volta, educazione, sanit\u00e0 e altri servizi pubblici che non hanno ancora acquisito completamente una forma di merce e che funzionano (non importa quanto a lungo) come servizi pubblici sono sfere non produttive dell\u2019amministrazione statale. A meno che non si vendano, non si pu\u00f2 parlare di produzione di merci nei \u201c<em>servizi pubblici<\/em>\u201d, e anche i lavoratori che vi sono impiegati rientrano nella categoria del lavoro improduttivo. Quanto pi\u00f9 i servizi pubblici vengono sfruttati commercialmente tanto pi\u00f9 si produce plusvalore in queste aree.<\/p>\n<p>Ad esempio, gli operatori sanitari che lavorano in un ospedale pubblico (infermieri, medici, operatori sanitari, addetti alle pulizie, cuochi, ecc.) sono improduttivi in senso capitalistico. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn32\"><sup>[38]<\/sup><\/a>] Tuttavia, se gli stessi medici si dimettono e svolgono lo stesso lavoro in un ospedale privato, diventano lavoratori produttivi. Bisogna rammentare ancora che la\u00a0<em>produttivit\u00e0<\/em>\u00a0qui menzionata non si riferisce ad un beneficio sociale o alla natura di ci\u00f2 che \u00e8 prodotto. Il servizio sanitario che si offre sia negli ospedali pubblici che privati \u00e8 il medesimo. Nell\u2019ospedale privato, questo servizio assume la forma di una merce e i lavoratori prestano la loro opera per il capitalista del settore sanitario. Come risultato di questo lavoro, il capitalista si appropria del plusvalore prodotto dai lavoratori e quindi questi lavoratori sono\u00a0<em>produttivi<\/em>.<\/p>\n<p>Marx fornisce lo stesso esempio riguardo agli insegnanti: \u201c<em>Un maestro che fa lezione ad altri non \u00e8 un lavoratore produttivo. Ma un maestro ingaggiato insieme ad altri come salariato, per valorizzare il denaro dell\u2019imprenditore dell\u2019istituzione che commercia in sapere, \u00e8 un lavoratore produttivo.<\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn33\"><sup>[39]<\/sup><\/a>] \u201c<em>La produzione capitalistica non \u00e8 soltanto\u00a0<strong>produzione di merce<\/strong>, \u00e8 essenzialmente\u00a0<strong>produzione di plusvalore<\/strong>. [\u2026] Se ci \u00e8 permesso scegliere un esempio fuori della sfera della produzione materiale, un maestro di scuola \u00e8 lavoratore produttivo se non si limita a lavorare le teste dei bambini, ma se si logora dal lavoro per arricchire l\u2019imprenditore della scuola. Che questi abbia investito il suo denaro in una fabbrica d\u2019istruzione invece che in una fabbrica di salsicce, non cambia nulla nella relazione<\/em>\u201d. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn34\"><sup>[40]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La produzione basata sul lavoro salariato<\/strong><\/p>\n<p>In secondo luogo, i lavoratori che producono una merce ma non producono merce direttamente per il capitale non sono produttivi in senso capitalistico. Il contadino che possiede un piccolo podere pu\u00f2 produrre prodotti agricoli senza impiegare alcun lavoratore. Il lavoratore provvede al proprio sostentamento con questa produzione e quindi non contribuisce direttamente all\u2019accumulazione di capitale, poich\u00e9 non produce plusvalore per il capitalista. Quindi non \u00e8 un lavoratore produttivo. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn35\"><sup>[41]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Esiste un gran numero di gruppi professionali che producono merci per conto proprio o contribuiscono alla distribuzione di merci e sono definiti \u201cautonomi\u201d. I dentisti, i medici, gli psicologi, i sanitari, gli ingegneri, gli architetti, gli sviluppatori di software, i sarti, i calzolai, gli idraulici, gli imbianchini, gli installatori o i meccanici sono lavoratori improduttivi, ovvero non sono produttivi quando lavorano direttamente \u201c<em>per conto proprio<\/em>\u201d invece che per un capitalista. Generano reddito per s\u00e9 stessi. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn36\"><sup>[42]<\/sup><\/a>] Quando per\u00f2 questi lavoratori, che sono essenzialmente<\/p>\n<p>piccolo borghesi, falliscono e si mettono a lavorare sotto il comando di un capitalista, producono plusvalore e diventano lavoratori produttivi.<\/p>\n<p>Marx fornisce il seguente esempio: \u201c<em>Uno scrittore \u00e8 un lavoratore produttivo, non in quanto produce delle idee, ma in quanto arricchisce l\u2019editore che pubblica i suoi scritti, o in quanto \u00e8 il lavoratore salariato di un capitalista. (\u2026) Una cantante che vende il suo canto di propria iniziativa \u00e8 una\u00a0<strong>lavoratrice improduttiva<\/strong>. Ma la stessa cantante, ingaggiata da un imprenditore (<strong>entrepreneur<\/strong>) che la fa cantare per far denaro, \u00e8 una\u00a0<strong>lavoratrice produttiva<\/strong>; poich\u00e9 essa produce capitale.<\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn37\"><sup>[43]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lavoro salariato impiegato dal capitale<\/strong><\/p>\n<p>In terzo luogo, il lavoro produttivo \u00e8 definito dall\u2019attivit\u00e0 della forza lavoro occupata per il capitale. A differenza del lavoro che si scambia con il reddito, qui il lavoro si scambia con il capitale. Cosa significa ci\u00f2? Mentre una parte della forza lavoro si consuma per il capitale, un\u2019altra offre \u201cservizi alla persona\u201d. La lavoratrice impiegata come domestica in una casa \u00e8 una lavoratrice improduttiva se riceve uno stipendio dal proprietario in cambio dei suoi servizi personali. In questo caso, lo scopo del proprietario non \u00e8 realizzare un profitto, ma acquistare il servizio\/merce \u201clavoro domestico\u201d. Il salario della lavoratrice non \u00e8 coperto da alcun capitale, ma dal reddito del padrone di casa. Di conseguenza, il proprietario non si arricchisce, mentre la sua casa viene pulita, i suoi vestiti vengono stirati, ecc. La sua ricchezza non aumenta all\u2019aumentare del numero dei domestici che egli impiega; avr\u00e0 una casa pi\u00f9 pulita ma un reddito disponibile inferiore.<\/p>\n<p>Se la stessa cameriera pulisce la stessa casa con un impiego alle dipendenze di una societ\u00e0 di pulizia, questa volta non \u00e8 pagata direttamente dal proprietario e dal suo reddito, ma dal capitale (crescente) dell\u2019impresa di pulizie. L\u2019azienda ottiene maggiori profitti assumendo pi\u00f9 lavoratori di servizio. A differenza della prima condizione, la lavoratrice domestica entra in un rapporto di impiego con il capitalista, cio\u00e8 con il capitale. Durante l\u2019orario di lavoro, costei dapprima produce un valore pari al proprio salario, e poi un plusvalore per il capitalista, e quindi \u00e8 una lavoratrice produttiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lavoro impiegato nella produzione e nel trasporto<\/strong><\/p>\n<p>In quarto luogo, non tutto il lavoro scambiato con capitale (cio\u00e8, pagato dall\u2019investitore capitalista) \u00e8 produttivo. La riproduzione sociale ha quattro fasi: produzione, scambio, sicurezza sociale e consumo individuale. Il plusvalore si crea in queste fasi solo nel processo produttivo. I lavoratori e la mano d\u2019opera impiegati nelle sfere della circolazione e, soprattutto, della\u00a0<em>sicurezza sociale<\/em>\u00a0a carico dello Stato, non producono un nuovo valore, piuttosto svolgono un ruolo nella ripartizione e ridistribuzione del valore prodotto. Ottengono il loro salario attraverso il plusvalore gi\u00e0 prodotto.<\/p>\n<p>Marx formula il movimento generale del capitale come segue:<\/p>\n<p>D -&gt; M -&gt; Processo produttivo-&gt; M \u2018-&gt; D\u2019 (Denaro -&gt; Merce -&gt; Processo produttivo -&gt; Merce \u2018-&gt; Denaro\u2019)<\/p>\n<p>Il capitalista acquista i mezzi di produzione e le materie prime necessarie per la produzione con il suo capitale monetario e compra la forza lavoro per un certo periodo di tempo. Quindi, il capitale monetario (D) si converte in capitale-merce (M). Ci\u00f2 \u00e8, in essenza, comprare qualcosa per mezzo del denaro, cio\u00e8 un semplice scambio di merci. Lo scambio di denaro e merce tra il venditore e il capitalista non produce alcun plusvalore. Si produce una nuova merce (M\u2019) usando mezzi di produzione e materie prime con la forza lavoro che impiega il capitalista. La merce fabbricata \u00e8 un prodotto diverso dalla materia prima nel processo produttivo. In questo processo, la forza lavoro consente il trasferimento del valore dei macchinari e materie prime al prodotto attraverso l\u2019attivit\u00e0 lavorativa, producendo un plusvalore (tempo di lavoro supplementare) di cui si appropria il capitalista, nonch\u00e9 il valore da pagare al lavoratore come salario (tempo di lavoro necessario). La merce prodotta (M\u2019) contiene plusvalore. Il plusvalore \u00e8 generato nel processo di produzione in cui le merci nelle mani del capitalista (mezzi di produzione, materia prima e forza lavoro) si trasformano in una merce nella forma di prodotto (M-&gt;M\u2019). Come risultato, il capitalista ha un lotto di merci (M\u2019) contenente un plusvalore, nonch\u00e9 il valore per coprire i costi di produzione. Vendendo la merce (M\u2019-&gt;D\u2019), il capitalista si appropria il valore che include il plusvalore e pu\u00f2 iniziare il nuovo ciclo del capitale. Tuttavia, il fatto che il capitalista si \u00e8 appropriato del plusvalore sotto forma di denaro (D\u2019) vendendo la merce porta all\u2019erronea convinzione che il plusvalore \u00e8 il risultato di questa vendita. Infatti, proprio come il capitalista compra le materie prime e mezzi di produzione (D-M), la vendita delle merci \u00e8 un semplice processo di scambio commerciale (M\u2019-M\u2019), che non crea plusvalore. Ha per\u00f2 una funzione essenziale: il plusvalore generato si realizza, cio\u00e8 finisce nelle mani del capitalista sotto forma di denaro (D). [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn38\"><sup>[44]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Come ha sottolineato Marx, \u201c<em>I due processi della sua circolazione consistono nel suo trasformarsi dalla forma di merce in forma di denaro e dalla forma di denaro in forma di merce. [\u2026] Durante il suo tempo di circolazione, il capitale non opera come capitale produttivo e perci\u00f2 non produce merce n\u00e9 plusvalore<\/em>\u201d. [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn39\"><sup>[45]<\/sup><\/a>] Ci\u00f2 che Marx intende per circolazione \u00e8 il processo di trasformazione della merce in denaro, e lo distingue da altre attivit\u00e0 che si considerano circolazione ma sono un\u2019estensione del processo produttivo: \u201cIl c<em>apitale per il\u00a0 commercio di merci, dunque, \u2013 fatta astrazione\u00a0 da tutte le funzioni eterogenee che vi possano essere connesse, come magazzinaggio, spedizione, trasporti, distribuzione, vendita al minuto, e considerato limitatamente\u00a0 alla sua vera funzione di comperare per vendere\u00a0 \u2013 non crea n\u00e9 valore n\u00e9 plusvalore, ma \u00e8 unicamente il mezzo che permette la loro realizzazione e con ci\u00f2 nello stesso tempo l\u2019effettivo scambio delle merci, il loro passaggio da una\u00a0 mano all\u2019altra, il ricambio sociale.<\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn40\"><sup>[46]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Poich\u00e9 il plusvalore non si crea nell\u2019ambito della circolazione ma il capitale commerciale riceve una porzione del plusvalore ottenuto nel processo di produzione, lo stesso accade con i lavoratori che lavorano al servizio del capitalista commerciale: \u201c<em>Ma fra lui e l\u2019operaio direttamente impiegato dal capitale industriale vi deve essere la medesima differenza che sussiste fra il capitale industriale ed il capitale commerciale e quindi fra il capitalista industriale ed il commerciante. Il commerciante [\u2026] non producendo n\u00e9 valore n\u00e9 plusvalore [\u2026] neppure i lavoratori commerciali da lui occupati nelle medesime funzioni possono produrre per lui del plusvalore immediato.<\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn41\"><sup>[47]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>In questo quadro, quanti operano nella vendita (sfera della circolazione) di merci in forma di beni o servizi, ovvero i dipendenti che lavorano nei negozi, non sono produttivi. Lo stesso vale per gli impiegati del settore finanziario.<\/p>\n<p>Quindi, secondo Marx, il lavoro produttivo comprende l\u2019<em>attivit\u00e0 lavorativa\u00a0<\/em>dei lavoratori impiegati dal capitalista nell\u2019industria, nella distribuzione-trasporto [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn42\"><sup>[48]<\/sup><\/a>], nello stoccaggio e nei servizi connessi alla produzione. Variabili tecniche come la professione di questi lavoratori, il prodotto che creano, le condizioni del loro lavoro non hanno a che fare con la produttivit\u00e0 di lavoro; la questione centrale \u00e8 che sia stabilito il rapporto di produzione tra forza lavoro e capitale \u2013 che comprende lo sfruttamento. Dunque, come Marx esemplifica in diverse occasioni, l\u2019operaio, la domestica, la cameriera, il cantante, l\u2019insegnante, l\u2019ingegnere, il medico, il minatore, l\u2019accademico, l\u2019autore, ecc. producono un plusvalore quando entrano in rapporti di produzione con il capitale. Secondo Marx: \u201c<em>La determinatezza materiale del lavoro, e quindi, del suo prodotto, in s\u00e9 e per s\u00e9 non ha niente a che fare con questa distinzione tra lavoro produttivo e lavoro improduttivo. Per esempio, i cuochi e i camerieri di un albergo sono lavoratori produttivi, in quanto il loro lavoro, per il proprietario dell\u2019albergo, si trasforma in capitale. Le stesse persone, nella veste di domestici sono lavoratori improduttivi, in quanto il loro servizio non si trasforma per me in capitale, ma spendo in esso del reddito.<\/em>\u201d [<a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftn43\"><sup>[49]<\/sup><\/a>]<\/p>\n<p>Come si ricava da tutti questi esempi, l\u2019idea che Marx limitasse la produzione di valore o lavoro produttivo al solo lavoro industriale \u2013 che \u00e8 un\u2019opinione piuttosto comune \u2013 \u00e8 un caso di travisamento di Marx. Questo argomento \u00e8 frutto dell\u2019economia politica borghese e fu oggetto di ampia critica da parte di Marx. La produzione di plusvalore e la produttivit\u00e0 in questi termini non sono legati ad una merce fisica, bens\u00ec al rapporto di sfruttamento nel processo produttivo che costituisce la base del modo di produzione capitalistico, ed in questi termini \u00e8 un prodotto dei rapporti sociali che recano la contraddizione di classe. Di conseguenza, dal punto di vista della storia del pensiero economico, si possono evidenziare tre caratteristiche principali della feconda teoria del lavoro di Marx:<\/p>\n<p>Innanzitutto, Marx ha continuato la tradizione della dottrina fisiocratica e dell\u2019economia politica borghese, e di conseguenza considerava il plusvalore come il risultato dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa nell\u2019ambito della produzione, non della circolazione, delle prestazioni di servizi o del consumo. In secondo luogo, ha accettato e mantenuto la distinzione fatta da Adam Smith e dall\u2019economia politica borghese, che definiva il lavoro produttivo come il lavoro che si scambia con il\u00a0<em>capitale<\/em>. In terzo luogo, ha preso le distanze dalla concezione che riduce il plusvalore ad una merce tangibile, ad un oggetto, e quindi al valore d\u2019uso, che si manteneva in forme diverse nella dottrina fisiocratica e nell\u2019economia politica borghese. Cos\u00ec la produzione di plusvalore ha trovato la spiegazione conseguente nel quadro della teoria del valore-lavoro, ha cessato di essere la merce tangibile prodotta in questo o quel settore, ed \u00e8 stata discussa in termini di relazione storica in quanto rapporto di sfruttamento tra forza lavoro e capitale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conclusione\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La questione della sfera nella quale si crea il plusvalore \u00e8 stata uno dei problemi pi\u00f9 importanti dell\u2019economia politica a partire dai suoi fondatori e ancor prima. Ci\u00f2 perch\u00e9 dalla produzione e dall\u2019appropriazione del plusvalore nelle societ\u00e0 di classe dipende la base del sistema economico e la garanzia del benessere delle classi dominanti.<\/p>\n<p>La teoria fisiocratica e l\u2019economia classica hanno compiuto un passo fondamentale nell\u2019analisi del capitalismo trasferendo l\u2019analisi del plusvalore dalla circolazione al processo produttivo. Tuttavia, i fisiocratici limitarono il plusvalore, che consideravano un dono della natura, al lavoro agricolo e ad un prodotto materiale. D\u2019altra parte, l\u2019economia politica classica, in particolare Smith, defin\u00ec la produzione di plusvalore come il lavoro che si scambia con il capitale superando la forma concreta del lavoro (lavoro agricolo), e fece un altro passo importante nell\u2019analisi del capitalismo con questa definizione di lavoro produttivo. Ci\u00f2 nonostante, Smith non super\u00f2 del tutto l\u2019influenza della concezione fisiocratica, introducendo una seconda definizione di lavoro produttivo, limitandolo al lavoro industriale, che produceva solo merci materiali\/tangibili. Non riusc\u00ec a sviluppare una concezione che contemplasse e includesse lo sfruttamento capitalistico della produzione di servizi in rapido sviluppo nelle ultime fasi del capitalismo.<\/p>\n<p>La teoria di Marx si fond\u00f2 sul patrimonio storico della scienza dell\u2019economia politica classica. Tuttavia, l\u2019analisi di Marx sul capitalismo e la sua concezione di lavoro produttivo non pu\u00f2 essere considerata unicamente come la liberazione dell\u2019economia politica classica dalle contraddizioni della teoria del valore del lavoro. Liberandola dalle sue incongruenze, Marx svilupp\u00f2 la teoria del plusvalore prendendo le mosse da questa base, trovando la sua conclusione logica. Tuttavia, non si tratta di un semplice completamento o conclusione. Si tratta di una rottura metodologica che pone al centro dell\u2019analisi il risultato storico e l\u2019integrazione\/relazione con le sue contraddizioni e i suoi conflitti.<\/p>\n<p>In questa cornice, Marx tratt\u00f2 il capitalismo e il lavoro produttivo per il capitalista non come elementi di un ordine naturale, ma come prodotto storico che corrispondeva ed era soggetto al cambiamento e alla trasformazione. Super\u00f2 l\u2019analisi unilaterale della teoria fisiocratica e dell\u2019economia classica, che definiva il lavoro produttivo come lavoro agricolo o industriale che produce una merce materiale. Scopr\u00ec la qualit\u00e0 del lavoro che va oltre le forme concrete dei rapporti di produzione capitalistica e defin\u00ec il plusvalore a partire dai rapporti di produzione, che sono il risultato dello scambio tra capitale e forza lavoro.<\/p>\n<p>Il metodo dialettico di Marx e soprattutto la sua concezione di lavoro produttivo offrono una grande opportunit\u00e0 per capire gli sviluppi del mondo economico e politico odierno e le tendenze e gli orientamenti generali del capitalismo attuale.<\/p>\n<p>Con la sua inevitabile spinta all\u2019accumulazione e il suo carattere espansionistico, il capitale che penetra nelle aree che sono rimaste fuori dal mercato da centinaia di anni e le trasforma su base capitalista, fa s\u00ec che la classe salariata si amplia con la partecipazione di diversi gruppi professionali e strati sociali. Si amplia cos\u00ec la categoria del lavoro produttivo con l\u2019apertura di nuove aree di produzione industriale, dei servizi e dell\u2019informazione (legate all\u2019industria o alla produzione di servizi), mentre anche la popolazione lavoratrice improduttiva aumenta con l\u2019espansione di pubblicit\u00e0, distribuzione, intermediazione finanziaria, compravendita immobiliare, ecc. La categoria del lavoro produttivo di Marx \u00e8 ancora importante per comprendere l\u2019attuale crisi di produttivit\u00e0, la caduta del tasso di profitto, l\u2019aumento delle attivit\u00e0 finanziarie, l\u2019intensa pressione per la trasformazione in merci vendibili e la privatizzazione di servizi non commerciali, e altri sviluppi economici attuali anche grazie agli enormi progressi tecnologici degli ultimi 20 anni.<\/p>\n<h3><strong>Partito del Lavoro \u2013 EMEP (Turchia)<\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>Pubblicato sulla rivista \u201cUnit\u00e0 e Lotta\u201d, n. 43\u00a0\u2013\u00a0 novembre\u00a02021<\/em> &#8211; o<em>rgano della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti, CIPOML<\/em>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTE<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0In questo periodo il dibattito sul lavoro produttivo era legato all\u2019analisi di classe degli \u201cstrati \u201d\u00a0sociali in crescita. I \u201cneomarxisti\u201d definivano la classe operaia come l\u2019unica categoria produttiva. L\u2019alta burocrazia statale e i lavoratori pubblici erano descritti come la nuova piccola borghesia, indistinguibile e improduttiva. Se a ci\u00f2 si aggiungono gli impiegati e i laureati, che si contano a milioni, la pi\u00f9 grande quota di occupazione nei paesi capitalistici sviluppati (tra il 70% e l\u201980%) \u00e8 stata caratterizzata come la nuova e vecchia piccola borghesia. Cos\u00ec fu spacciata la definizione della societ\u00e0 borghese come \u201csociet\u00e0 della classe media\u201d come una cosa \u201cdi sinistra\u201d. Da questa premessa gli eurocomunisti trassero il compito di assicurare l\u2019alleanza tra la classe operaia (in ritirata) e le classi medie in espansione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref2\">[2]<\/a>\u00a0Gencoglu, AY (2013) \u201cTicari\u00a0Kapitalizmden\u00a0Sanayi\u00a0Kapitalizmine:\u00a0Merkantilizm,\u00a0Liberalizm\u00a0ve\u00a0Marksizm\u201d,<em>\u00a0Toplum\u00a0Bilimleri\u00a0Dergisi<\/em>\u00a0(\u201cDal capitalismo commerciale al capitalismo industriale: mercantilismo, liberalismo e marxismo\u201d, Rivista di Scienze Sociali) 7 (14): 79-94, p. 81.<\/p>\n<p>[3]\u00a0\u00a0I\u00a0proprietari fondiari britannici e i re feudali, che si trovarono in difficolt\u00e0 a causa della caduta dei valori fondiari, delle guerre e delle crisi economiche, dovettero pi\u00f9 volte accendere ipoteche a favore dei mercanti. Per ulteriori approfondimenti, vedere M. Dobb, Problemi di storia del capitalismo, Editori Riuniti, pag. 206 e seguenti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref3\">[4]<\/a>\u00a0Kazgan, G. (1993)<em>\u00a0\u0130ktisadi\u00a0D\u00fc\u015f\u00fcnce\u00a0veya\u00a0Politik\u00a0\u0130ktisad\u0131n\u00a0Evrimi\u00a0<\/em>(Il pensiero economico o l\u2019evoluzione dell\u2019economia politica),\u00a0Remzi\u00a0Kitabevi, Istanbul, p. 29.<\/p>\n<p>[5]\u00a0\u00a0Karahano\u011flular\u0131, Y. (2009)<em>\u00a0Marx\u2019\u0131n\u00a0De\u011feri\u00a0\u00d6l\u00e7\u00fclebilir\u00a0mi?:\u00a01988-2006\u00a0T\u00fcrkiye\u2019si\u00a0\u0130\u00e7in\u00a0Ampirik\u00a0Bir\u00a0\u0130nceleme<\/em>\u00a0(\u00c8 misurabile il valore di\u00a0Marx?:\u00a0An\u00a0Empirical\u00a0Review for 1988-2006\u00a0Turkey),\u00a0Yordam\u00a0Kitap, Istanbul, p. 34.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref4\">[6]<\/a>\u00a0M. Dobb,\u00a0<em>Problemi di storia del capitalismo<\/em>, Editori Riuniti, pag. 230.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref5\">[7]<\/a>\u00a0F. Engels,\u00a0<em>Anti-D\u00fchring<\/em>, Editori Riuniti, pag. 240-241<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref6\">[8]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Teorie sul plusvalore<\/em>, Volume primo, Editori Riuniti, pag. 156<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref7\">[9]<\/a>\u00a0K. Marx,<em>\u00a0Teorie sul plusvalore<\/em>, Volume primo, Editori Riuniti, pag. 135<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref8\">[10]<\/a>\u00a0Kazgan,\u00a0<em>\u0130kti\u00a0sadi\u00a0D\u00fc\u015f\u00fcnce\u00a0veya\u00a0Politik\u0130kti\u00a0sad\u0131n\u00a0Evrimi<\/em>\u00a0(Il pensiero economico o l\u2019evoluzione dell\u2019economia politica), p. 56<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref9\">[11]<\/a>\u00a0La teoria fisiocratica determinava il valore della forza lavoro come una grandezza fissa\/data per analizzare la produzione capitalistica e analizzare il plusvalore. Per questo motivo il salario minimo \u00e8 stato il pernio della dottrina fisiocratica (K. Marx, Teoria sul plusvalore, Volume primo, Editori Riuniti, pag. 128-129)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref10\">[12]<\/a>\u00a0Con le parole di Marx\u00a0\u201c<em>L\u2019analisi del capitale, entro l\u2019orizzonte borghese, appartiene essenzialmente ai fisiocrati. \u00c8 questo merito che fa di essi i veri iniziatori dell\u2019economia politica moderna<\/em>\u201d. (K. Marx,<em>\u00a0Teorie sul plusvalore, Volume primo<\/em>, Editori<\/p>\n<p>Riuniti, pag. 127)<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref11\">[13]<\/a>\u00a0M. Dobb,\u00a0<em>Problemi di storia del capitalismo<\/em>, Editori Riuniti, pag. 219<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref12\">[14]<\/a>\u00a0A differenza del valore di scambio, il valore d\u2019uso \u00e8 quello che indica l\u2019utilit\u00e0 della merce in termini d\u2019uso e si realizza solo durante il processo di consumo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref13\">[15]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Teorie sul plusvalore, Volume primo<\/em>, Editori Riuniti, pag. 135<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref14\">[16]<\/a>\u00a0P.\u00a0Howel, (1975) \u201cAncora sul lavoro produttivo e improduttivo\u201d,\u00a0<em>Revolutionary\u00a0Communist<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.marxists.org\/subject\/economy\/authors\/howell\/produnprod.htm,\">https:\/\/www.marxists.org\/subject\/economy\/authors\/howell\/produnprod.htm,\u00a0<\/a>pag. 47, download: 10 marzo 2020.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref15\">[17]<\/a>\u00a0ARJ Turgot, (1898),\u00a0<em>Riflessioni sulla formazione e la distribuzione della ricchezza<\/em>, Macmillan, New York, p. 9<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref16\">[18]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Teorie sul plusvalore, Volume primo<\/em>, Editori Riuniti, pag. 130<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref17\">[19]<\/a>\u00a0Turanli, R. (2000)\u00a0<em>\u0130kti\u00a0sadi\u00a0D\u00fc\u015f\u00fcnce\u00a0Tarihi\u00a0<\/em>(Storia del pensiero economico),\u00a0Bilim\u00a0Teknik\u00a0Yay\u0131nlar\u0131, Istanbul, p. 59<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref18\">[20]<\/a>\u00a0Kazgan,\u00a0<em>\u0130kti\u00a0sadi\u00a0D\u00fc\u015f\u00fcnce\u00a0veya\u00a0Politik\u0130kti\u00a0sad\u0131n\u00a0Evrimi<\/em>\u00a0(Il pensiero economico o l\u2019evoluzione dell\u2019economia politica) pag. 57<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref19\">[21]<\/a>\u00a0A. Smith,\u00a0<em>La ricchezza delle nazioni<\/em>, pag. 357-358<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref20\">[22]<\/a>\u00a0Hunt, EK (2005)\u00a0<em>Storia del pensiero economico<\/em>, tradotto da M.\u00a0Gunay, Dost Publications, Ankara, p. 94<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref21\">[23]<\/a>\u00a0A. Smith,\u00a0<em>La ricchezza delle nazioni<\/em>, p. 358<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref22\">[24]<\/a>\u00a0Karahanogullar\u0131, Y. (2008) \u201cLavoro produttivo\u201d,\u00a0Baskaya, F. e A. Duck (der.), Dizionario di istituzioni e concetti di economia: un\u2019introduzione critica,\u00a0Yordam\u00a0Kitap, Istanbul, 1257-1270, p. 1263<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref23\">[25]<\/a>\u00a0Karako\u00e7, O. (1990) \u201cSulla separazione tra lavoro produttivo e lavoro improduttivo: A. Smith e K. Marx\u201d,\u00a0<em>Studio di seminario inedito<\/em>, Istanbul, p. 7-8<\/p>\n<p>[26]\u00a0\u00a0Altok, M. (2011) \u201c<em>Una valutazione della distinzione tra lavoro produttivo e improduttivo: il \u201clavoro\u201d di Adamo Smith o il \u201cvalore\u201d di Karl Marx?\u201d, CU Journal of\u00a0Economic\u00a0and\u00a0Administrative\u00a0Sciences<\/em>, 12 (1): 107-127, p. 117<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref24\">[27]<\/a>\u00a0Karako\u00e7, O. (1990) \u201cSulla separazione tra lavoro produttivo e lavoro improduttivo: A. Smith e K. Marx\u201d,\u00a0<em>Studio di seminario inedito<\/em>, Istanbul, p. 7-8<\/p>\n<p>[28]\u00a0\u00a0\u00c7akl\u0131, S. (2006) \u201cDistinzione del lavoro produttivo-lavoro improduttivo nella Scuola classica\u201d,\u00a0<em>Abant\u00a0Izzet\u00a0Baysal\u00a0Magazine Universit\u00e0 delle Scienze Sociali<\/em>, 12: 41-60, p. 55<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref25\">[29]<\/a>\u00a0Mill, JS (1976)\u00a0<em>Principi di economia politica<\/em>,\u00a0Augtus\u00a0M. Kelley, Fairfield, p. 47<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref26\">[30]<\/a>\u00a0Yilmaz, G. (2006) \u201cIl lavoro di servizio e la teoria marxista del valore\u201d. Yilmaz, D., F.\u00a0Akyuz, F.\u00a0Ercan, KR\u00a0Yilmaz,T. Toren, U.\u00a0Akcay\u00a0(der.),\u00a0<em>Understanding\u00a0Capitalism: Makers\u00a0Sing\u00a0the Song-I<\/em>\u00a0in\u00a0Dipnot\u00a0Kitap, Ankara, p. 292-3<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref27\">[31]<\/a>\u00a0K. Marx, Teorie sul plusvalore, Volume primo, Editori Riuniti, pag. 598.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref28\">[32]<\/a>\u00a0La produzione capitalistica dipende dal fatto che le masse di lavoratori che hanno i propri strumenti di produzione, come contadini o artigiani, diventano proletari con la sottrazione dei mezzi di produzione. Si basa sul fatto che il lavoratore che si \u00e8 liberato dai suoi vincoli feudali presenta la sua forza lavoro come \u201clibero lavoratore\u201d al servizio del capitale che controlla i mezzi di produzione. Nella societ\u00e0 feudale, dove quasi il 90% della popolazione era legato alla terra e al feudatario, i rapporti di produzione tra i lavoratori e il capitale erano piuttosto limitati.<\/p>\n<p>[33]\u00a0\u00a0Karakoc\u00a0Rubin Transfer,\u00a0<em>Sulla separazione tra lavoro produttivo e lavoro improduttivo<\/em>, p. 20<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref29\">[34]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Miseria della filosofia<\/em>, Edizioni Rinascita, pag. 89<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref30\">[35]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Il Capitale, Libro 1\u00b0<\/em>, Volume 2\u00b0, Editori Riuniti, pag. 222<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref31\">[36]<\/a>\u00a0La tendenza del capitale e dei governi borghesi a trasformare in merci tutte le manifestazioni della vita sociale \u00e8 in qualche modo legata a ci\u00f2.<\/p>\n<p>[37]\u00a0\u00a0\u00c8\u00a0caratteristico il fatto che il capitale beneficia del lavoro gratuito delle donne casalinghe, riducendo i costi della forza lavoro e quindi aumentando i suoi profitti. Ma il capitale vuole che le donne entrino nel mercato come forza lavoro a basso costo, siano impegnate direttamente nel sistema di sfruttamento capitalistico con il metodo del lavoro flessibile, ritenendo insufficiente quel contributo essenziale e indiretto. Sono stati presi dei provvedimenti importanti al riguardo, come numerose disposizioni di legge.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref32\">[38]<\/a>\u00a0Oggi, con la partecipazione alla spesa, i fondi a rotazione, il partenariato pubblico-privato, gli ospedali cittadini del settore della sanit\u00e0 si trasformano in ospedali \u201cpubblici\u201d sempre pi\u00f9 aperti al mercato. Man mano che ci avviciniamo a questa scala di trasformazione e di modello di capitale, i lavoratori improduttivi diventano lavoratori produttivi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref33\">[39]<\/a>\u00a0K. Marx,<em>\u00a0Risultati del processo di produzione immediato<\/em>, pag. 151<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref34\">[40]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Il Capitale, Libro 1\u00b0<\/em>, Volume 2\u00b0, Editori Riuniti, pag. 222<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref35\">[41]<\/a>\u00a0Per legare i piccoli contadini ai monopoli agricoli capitalisti sono stati sviluppati da tempo la \u201cproduzione per conto terzi\u201d e le varie forme di contratto. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere interpretato come proletarizzazione dei contadini e come processo di conversione in lavoro produttivo in senso capitalistico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref36\">[42]<\/a>\u00a0Se accumulano questo reddito e lo convertono in nuovi investimenti e impiegano altri lavoratori, diventano capitalisti. Tuttavia, se non impiegano altri lavoratori, il denaro che possiedono non si converte in capitale, ma permane sotto la forma di reddito.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref37\">[43]<\/a>\u00a0Marx,\u00a0<em>Teorie sul plusvalore, Volume primo<\/em>, Editori Riuniti, pag. 277<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref38\">[44]<\/a>\u00a0Ad esempio, quando viene costruito un palazzo, sono compresi sia costi di produzione che plusvalore nel valore dell\u2019edificio. Quando si vende un appartamento di questo palazzo, l\u2019impresa di costruzioni realizza questo plusvalore e lo versa nella sua cassa. I proprietari di uno stesso appartamento possono cambiare dieci volte in un anno. In questo modo, l\u2019ammontare commerciale viene moltiplicato per dieci. Tuttavia, questi cambiamenti di proprietari non creano alcun valore aggiuntivo nell\u2019economia del paese, si tratta di un cambiamento di proprietario del valore creato esistente e non c\u2019\u00e8 aumento di valore in totale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref39\">[45]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Il Capitale, Libro 2\u00b0<\/em>, Volume 1\u00b0, Editori Riuniti, pag. 130<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref40\">[46]<\/a>\u00a0Marx,\u00a0<em>Il Capitale, Libro 3\u00b0<\/em>, Volume 1\u00b0, Editori Riuniti, pag. 342<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref41\">[47]<\/a>\u00a0K. Marx,\u00a0<em>Il Capitale, Libro 3\u00b0<\/em>, Volume 1\u00b0, Editori Riuniti, pag. 354<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref42\">[48]<\/a>\u00a0L \u201ceffetto\u201d del cambiamento di luogo come parte del processo di produzione della merce.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/33526?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAABR647jsLv1h5uCZkh31onRDJEyfz96o4Np8TZE6uKGJv9SehHKI6z3-N3tOjMsXaqWrpkYIm8hnP7g9Bm42LfhXNkT5aPe3ZUxrwNW_XGJEmMbT3B4oto6Ggb_HitQFFKHHrUzX5dGkc_QOSuMhCpaGKnY0_O7GCQ1ZxRInEuZf#_ftnref43\">[49]<\/a>\u00a0Marx,\u00a0<em>Teorie sul plusvalore, Volume primo<\/em>, Editori Riuniti, pag. 278<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Le fonti e l\u2019accrescimento della ricchezza sociale sono stati uno dei campi d\u2019indagine di maggiore rilevanza dalla nascita della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8695,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[111,116],"tags":[],"class_list":["post-8694","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","category-questioni-teoriche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8694"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8694\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11031,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8694\/revisions\/11031"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8695"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}