{"id":8751,"date":"2022-12-06T23:20:02","date_gmt":"2022-12-06T22:20:02","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8751"},"modified":"2022-12-06T23:20:02","modified_gmt":"2022-12-06T22:20:02","slug":"lotte-operaie-e-nazionalizzazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/lotte-operaie-e-nazionalizzazioni\/","title":{"rendered":"Lotte operaie e nazionalizzazioni"},"content":{"rendered":"<p>Gli operai della ex Gkn sono sotto assedio. Come spiega il Collettivo di fabbrica, i 500 licenziamenti sono ancora in corso, la fabbrica \u00e8 ferma e senza prospettiva, mentre sugli operai che la presidiano pende la calunniosa accusa di occupazione illegale della fabbrica, che mira a trasformare una grande mobilitazione che perdura da oltre sedici mesi in qualcosa di abusivo per rendere il sito produttivo inagibile. L\u2019attuale propriet\u00e0 non ha un piano industriale effettivo e ha ammesso che senza fondi pubblici non c\u2019\u00e8 ripartenza. Gli stipendi non vengono pagati a ben 300 operai. Dunque senza intervento pubblico, afferma il Collettivo, la fabbrica \u00e8 spacciata. L\u2019alternativa \u00e8 fra l\u2019 intervento pubblico a coprire le colpe e i costi del privato e l\u2019intervento pubblico con finalit\u00e0 e controllo pubblico. Ma finora sono arrivate solo parole. Gli operai Gkn rivendicano perci\u00f2 l\u2019immediato intervento pubblico e la fabbrica \u201csocialmente integrata\u201d per evitare la deindustrializzazione e salvare il lavoro, che per\u00f2 non sia l\u2019ennesimo caso Alitalia, Termini Imerese o ILVA.<\/p>\n<p>E proprio alla ex ILVA, oggi Acciaierie d\u2019Italia, la situazione si avvicina al punto di non ritorno,\u00a0 con l\u2019annuncio della multinazionale di sospendere le attivit\u00e0 di 145 aziende appaltatrici dell\u2019indotto, gettando nella disperazione 2 mila lavoratori, e di aumentare la cassa integrazione per gli operai che direttamente sfrutta, mentre la produzione \u00e8 in calo: a Taranto sono fermi da luglio un altoforno su tre e un\u2019acciaieria su due.<\/p>\n<p>Nello sciopero del 21 novembre, i sindacati metalmeccanici e i lavoratori in corteo hanno chiesto la nazionalizzazione del gruppo, la tutela dell\u2019occupazione, le condizioni di salute e sicurezza, l\u2019ambientalizzazione delle produzioni. Verso il ritorno in mani pubbliche del monopolio siderurgico spingono anche settori industriali italiani che hanno interesse all\u2019intervento pubblico perch\u00e9 la produzione di acciaio \u00e8 strategica per le loro fabbriche. Nel caso dell\u2019ILVA, a differenza di quello della GKN, \u00e8 gi\u00e0 stato stanziato un miliardo di euro e affidato a Invitalia allo scopo di portare la quota pubblica al 60%. I sindacati chiedono quindi di accelerare l\u2019operazione, che \u00e8 stata posticipata al maggio 2024.<\/p>\n<p>Dunque ancora una volta si pone al centro delle vertenze operaie la questione delle nazionalizzazioni di grandi industrie in regime borghese, una delle forme che assume il capitalismo monopolistico di stato.<\/p>\n<p>Noi comunisti (m-l) sosteniamo le rivendicazioni degli operai e dei sindacati combattivi che migliorano le condizioni e la lotta del proletariato. Siamo a fianco degli operai della GKN e delle Acciaierie d\u2019Italia\u00a0 nella difesa dell\u2019occupazione, del salario, della sicurezza sul lavoro.<\/p>\n<p>Appoggiamo la loro battaglia che va estesa e intensificata, rivendicando l\u2019esproprio senza indennizzo, ovvero uso di denaro pubblico per risarcire i proprietari e chiamando alla solidariet\u00e0 attiva e di classe.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, siamo tenuti a dire la verit\u00e0 e combattere le illusioni diffuse da riformisti e opportunisti, ponendoci sulla base della teoria del movimento di emancipazione del proletariato e delle esperienze concrete da esso compiute.<\/p>\n<p>La nazionalizzazione di grandi aziende, ovvero il loro rilevamento da parte della borghesia nel suo complesso per risanare il loro deficit e riorganizzarle con fondi pubblici, non va vista come un\u2019attivit\u00e0 che \u00e8 svolta nell\u2019interesse dei lavoratori o dell\u2019interesse \u201cgenerale\u201d o \u201cnazionale\u201d. E\u2019 l\u2019incomprensione della natura e della funzione dello stato borghese a generare queste idee.<\/p>\n<p>Assai diffuso \u00e8 il ragionamento secondo cui lo stato \u00e8 democratico e agisce nell\u2019interesse collettivo. Perci\u00f2\u00a0 si ritiene che anche un&#8217;azienda statale debba funzionare secondo tale principio.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nel sistema capitalistico lo Stato \u00e8 l\u2019organo del dominio della classe borghese dominante e le nazionalizzazioni vengono fatte nel suo esclusivo interesse, per mantenere ed elevare i livelli di profitto.<\/p>\n<p>La fabbrica nazionalizzata non diviene \u201csociale\u201d o \u201cdemocratica\u201d e tanto meno pu\u00f2 divenire una \u201cisola socialista\u201d, essa rimane invece uno strumento di finanziamento pubblico per l\u2019estorsione di plusvalore e l\u2019accumulazione di capitale monopolistico.<\/p>\n<p>La nazionalizzazione rappresenta la centralizzazione borghese della gestione e la socializzazione delle perdite di taluni capitalisti, per una successiva privatizzazione dei profitti.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 del capitale non vengono risolte con la nazionalizzazione, ma vengono trasferite ad un diverso livello, dove assumono forme e dimensioni pi\u00f9 gravi, come insegnano le vicende Alfa Romeo, Italsider,\u00a0 Alitalia, etc.<\/p>\n<p>Lo sfruttamento non solo non cessa nelle imprese nazionalizzate, ma spesso viene intensificato perch\u00e9 un alto livello di produttivit\u00e0 del lavoro \u00e8 condizione per la realizzazione del profitto monopolistico, in opposizione al soddisfacimento dei bisogni dei lavoratori.<\/p>\n<p>E\u2019 dunque fuorviante presentare le nazionalizzazioni in regime borghese come rivendicazioni di tipo progressista, se non addirittura rivoluzionarie.\u00a0 Certe parole d\u2019ordine 99 volte su 100 si trasformano in parole d\u2019ordine di avvicinamento e fusione con il sistema delle organizzazioni capitalistiche.<\/p>\n<p>Ma quali aziende oggi la borghesia ha interesse a nazionalizzare? Poche, solo quelle su cui c\u2019\u00e8 un interesse collettivo della classe al potere e che hanno carattere strategico (energia, bellico, aerospaziale, acciaio, cantieristica, trasporti e altre infrastrutture, etc.).<\/p>\n<p>In questi casi\u00a0 spesso viene stabilito un sistema di interpenetrazione dei capitali statali e di quelli privati (come ad es. nel caso di Leonardo), senza mai infrangere il principio della concorrenza e della massimizzazione del profitto.<\/p>\n<p>Nel nostro paese un maggiore intervento statale \u00e8 impedito sia dall\u2019enorme debito pubblico, sia dalle stringenti condizioni poste dalla UE, che negli anni passati ha impedito salvataggi statali di aziende in crisi.<\/p>\n<p>Sebbene in tempo di pandemia queste condizioni sono state abbassate per garantire continuit\u00e0 produttiva a importanti aziende, la disciplina finanziaria rimane quella del \u201clibero mercato\u201d.<\/p>\n<p>A ben vedere, la vertenze della GKN e dell\u2019ex ILVA di Taranto sono l\u2019ennesima dimostrazione della necessit\u00e0 di abolire i rapporti capitalistici di produzione e di attuare la nazionalizzazione socialista, proletaria, dei mezzi di produzione.<\/p>\n<p>Solo con il socialismo si potr\u00e0 infatti confiscare e attuare la nazionalizzazione proletaria di tutte le imprese della grande industria (fabbriche, officine, miniere, centrali elettriche), delle linee automobilistiche, marittime e fluviali, dei mezzi di trasporto aereo (flotta aerea commerciale e di turismo), dei mezzi di comunicazione (telefonia, radio, tv, etc.), organizzando una direzione operaia dell\u2019industria.<\/p>\n<p>Solo con il socialismo sar\u00e0 possibile la \u201cfabbrica pubblica e socialmente integrata\u201d, posta al servizio dei bisogni delle grandi masse lavoratrici, nel rispetto dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Ma per fare questo bisogna strappare il potere politico dalle mani della borghesia e instaurare la dittatura rivoluzionaria del proletariato.<\/p>\n<p>Di qui la necessit\u00e0 del Partito comunista, strumento indispensabile di organizzazione e direzione della lotta degli sfruttati e degli oppressi.<\/p>\n<p>La sua formazione dipende dall\u2019unione degli operai avanzati e dei sinceri comunisti su basi marxiste-leniniste. Oggi \u00e8 nell\u2019unione fra socialismo scientifico e movimento operaio che risiede il significato profondo dello slogan \u201cInsorgiamo!\u201d.<\/p>\n<p>Da Scintilla n. 129 \u2013 dicembre 2022<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli operai della ex Gkn sono sotto assedio. 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