{"id":8777,"date":"2022-12-12T21:33:56","date_gmt":"2022-12-12T20:33:56","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8777"},"modified":"2022-12-12T21:33:56","modified_gmt":"2022-12-12T20:33:56","slug":"sviluppi-del-movimento-contro-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/sviluppi-del-movimento-contro-la-guerra\/","title":{"rendered":"Sviluppi del movimento contro la guerra"},"content":{"rendered":"<p>Il mese di novembre ha visto uno sviluppo del movimento di lotta per la pace nel nostro paese. Per la prima volta dall\u2019inizio della guerra in Ucraina decine e decine di migliaia di lavoratori, precari, disoccupati, studenti, donne, cos\u00ec come sindacati e associazioni sociali e politiche, sono scesi in piazza nelle grandi citt\u00e0 (Roma, Napoli\u2026), in manifestazioni dal diverso contenuto e obiettivi politici, nonch\u00e9 dal differente grado di combattivit\u00e0.<\/p>\n<p>Alcune di queste manifestazioni sono state convocate specificatamente sul tema della guerra, ma anche nelle mobilitazioni convocate su altre questioni (dallo sciopero studentesco alle manifestazioni delle donne a novembre, dallo sciopero e manifestazione dei sindacati di base del 2\/3 dicembre alle vertenze operaie in corso), l\u2019esigenza di farla finita con la guerra e con il coinvolgimento del nostro paese si \u00e8 espressa come elemento qualificante.<\/p>\n<p>Queste manifestazioni, che hanno iniziato ad assumere un carattere di massa, sono frutto del\u00a0 vasto malcontento causato dalle conseguenze della guerra: carovita, bollette alle stelle, speculazioni, cassa integrazione e licenziamenti a causa di chiusura di aziende, tagli ai servizi sociali, aumento delle spese belliche, ulteriore devastazione ambientale.<\/p>\n<p>E\u2019 soprattutto la classe proletaria a subire queste conseguenze e proprio da essa proviene la spinta a dire basta alla guerra e all\u2019invio di soldi e armi per la sua prosecuzione. I settori pi\u00f9 avanzati della classe pongono la rivendicazione dell\u2019uscita dalla NATO e si esprimono con forza contro i governi borghesi, ieri Draghi, oggi Meloni, che con la loro politica guerrafondaia al carro di Biden sono i responsabili della miseria crescente e delle gravi minacce che incombono sulle masse popolari.<\/p>\n<p>Tuttavia, gli strati profondi della classe operaia non si sono ancora mobilitati in massa contro la guerra, a causa della politica di freno e divisione imposta da riformisti, opportunisti e burocrazie sindacali.<\/p>\n<p>Dunque, se le manifestazioni contro la guerra che si sono recentemente succedute, nonostante i loro limiti soggettivi e la loro ambiguit\u00e0 politica\u00a0 (evidente nella manifestazione di Roma in cui vigeva il \u201ctab\u00f9 NATO\/USA\u201d), hanno rotto il ghiaccio e rappresentano un passo avanti nella situazione, non possiamo dirci certo soddisfatti dello sviluppo del movimento di lotta per la pace.<\/p>\n<p>Con la prosecuzione della guerra, l\u2019acutizzazione delle contraddizioni imperialiste e l\u2019aggravamento delle condizioni di vita e di lavoro di milioni di proletari, le proteste sono destinate ad ampliarsi e assumere contenuti e forme pi\u00f9 radicali. Ma per creare una potente forza operaia e popolare\u00a0 contro una nuova guerra mondiale,\u00a0 capace di svilupparsi in movimento di lotta per il socialismo, \u00e8 necessario un sistematico lavoro organizzato da parte di tutti\u00a0 i comunisti e i proletari rivoluzionari.<\/p>\n<p>Per adempiere a questo compito \u00e8 necessaria una maggiore attivit\u00e0 all\u2019interno delle organizzazioni di massa, in primo luogo i sindacati ove sono raccolte masse importanti di operai, approfittando di ogni manifestazione di malcontento, di ogni assemblea e manifestazione.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 della massima importanza la formazione di comitati unitari di carattere proletario, nei quali possano raccogliersi operai e lavoratori sfruttati delle diverse tendenze nella lotta contro il militarismo e i fautori di guerra. Organismi di fronte unico che facciano sentire la loro presenza sui luoghi di lavoro, nel territorio, all\u2019interno delle mobilitazioni di massa, attorno a chiare parole d\u2019ordine, su cui battere con insistenza: Stop alla guerra, cessare il fuoco! No all\u2019invio in Ucraina di armi e fondi! Soldi per la salute e l&#8217;istruzione, non per la guerra e il riarmo! Fuori l\u2019Italia dalla NATO,\u00a0 fuori la Russia dall&#8217;Ucraina! Via le basi USA, via dal potere i guerrafondai! No allo sciovinismo, solidariet\u00e0 proletaria internazionale!<\/p>\n<p>La lotta contro la guerra, strettamente legata alla questioni del salario, del lavoro, della difesa degli interessi economici e politici quotidiani dei lavoratori, dell\u2019offensiva padronale e della fascistizzazione del potere borghese, \u00e8 un elemento fondamentale per la cacciata del governo Meloni e di qualsiasi altro governo che intenda proseguire sulla stessa strada guerrafondaia, reazionaria e antioperaia, per aprire con il protagonismo delle masse sfruttate e oppresse la concreta prospettiva della\u00a0 rottura\u00a0 rivoluzionaria con il capitalismo in putrefazione.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 129 \u2013 dicembre 2022<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mese di novembre ha visto uno sviluppo del movimento di lotta per la pace nel nostro paese. 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