{"id":8923,"date":"2010-01-21T21:36:51","date_gmt":"2010-01-21T20:36:51","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8923"},"modified":"2022-12-21T21:50:50","modified_gmt":"2022-12-21T20:50:50","slug":"21-gennaio-1921-nasce-il-partito-comunista-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/21-gennaio-1921-nasce-il-partito-comunista-ditalia\/","title":{"rendered":"21 gennaio 1921: nasce il Partito Comunista d\u2019Italia!"},"content":{"rendered":"<p>Sono trascorsi 89 anni da quel 21 gennaio 1921, nel quale a Livorno i comunisti e gli elementi di avanguardia della classe operaia italiana fondarono il Partito Comunista d&#8217;Italia, Sezione<br \/>\ndell&#8217;Internazionale comunista.<br \/>\nLa fondazione del Partito avvenne nel corso della situazione rivoluzionaria creata in Europa dalla prima guerra mondiale e dalla rivoluzione proletaria in Russia, che in Italia dettero origine &#8211; nel biennio 1919-20 &#8211; a una serie di dure lotte operaie e popolari culminate nell&#8217;occupazione delle fabbriche: una situazione che trova ancor oggi il suo miglior commento in alcune pagine scritte, cinque anni dopo, da Antonio Gramsci sul quotidiano del partito, \u00abl\u2019Unit\u00e0\u00bb.<br \/>\n\u00abL&#8217;occupazione delle fabbriche non \u00e8 stata dimenticata dalle masse. [\u2026] Essa \u00e8 stata la prova generale della classe rivoluzionaria. [\u2026] Se il movimento \u00e8 fallito, la responsabilit\u00e0 non pu\u00f2 essere addossata alla classe operaia come tale, ma al Partito socialista, che venne meno ai suoi doveri, che era incapace e inetto, che era alla coda della classe operaia e non alla sua testa.<br \/>\n[\u2026] Come classe, gli operai italiani che occuparono le fabbriche si dimostrarono all&#8217;altezza dei loro compiti e delle loro funzioni. [\u2026] Non furono occupate le ferrovie e la flotta. [\u2026] Non furono<br \/>\noccupati gli istituti di credito e le aziende commerciali. Non poterono risolvere i grandi problemi nazionali e internazionali, perch\u00e9 non conquistarono il potere di Stato. Questi problemi avrebbero dovuto essere affrontati dal Partito socialista e dai sindacati, che invece capitolarono vergognosamente, pretestando l&#8217;immaturit\u00e0 delle masse; in realt\u00e0 i dirigenti erano immaturi e incapaci, non la classe. Perci\u00f2 avvenne la rottura di Livorno e si cre\u00f2 un nuovo partito, il Partito comunista\u00bb (\u00abl&#8217;Unit\u00e0\u00bb, 1\u00b0 ottobre 1926).<br \/>\n\u00abIl proletariato era troppo forte nel 1919-20 per assoggettarsi pi\u00f9 oltre passivamente all&#8217;oppressione capitalistica. Ma le sue forze organizzate erano incerte, titubanti, deboli interiormente, perch\u00e9 il Partito socialista non era che un amalgama di almeno tre partiti\u00bb (\u00abl&#8217;Unit\u00e0\u00bb, 26 settembre 1926).<br \/>\nNon \u00e8 un discorso di ieri. E&#8217; un discorso che riguarda direttamente la classe operaia italiana di oggi, una parte della quale continua a identificarsi politicamente e organizzativamente in partiti come Rifondazione Comunista e il PdCI, la cui progettata Federazione \u00e8 appunto un confuso amalgama di posizioni ideologiche e politiche che nulla hanno a che vedere col marxismo rivoluzionario e col leninismo, ma vanno dal pi\u00f9 classico riformismo della socialdemocrazia di destra al massimalismo centrista tipico della socialdemocrazia \u00abdi sinistra\u00bb europea. E&#8217; quest&#8217;ultimo che semina oggi le peggiori illusioni: lotta di classe s\u00ec, anche dura se necessario, ma nessuna prospettiva di rottura rivoluzionaria con il sistema istituzionale dello Stato borghese e con la sua falsa democrazia parlamentare, che viene accettata dal centrismo massimalista come il terreno stesso nel quale dovr\u00e0 compiersi l&#8217;emancipazione della classe operaia.<br \/>\nIl Gramsci di ieri \u00e8 pi\u00f9 attuale che mai: \u00abChe cosa ci sta a fare il massimalismo, questo terzo incomodo? O di l\u00e0 o di qua; o con la socialdemocrazia o col comunismo. [\u2026] Finch\u00e9 la borghesia esiste \u00e8 naturale e inevitabile che essa, attraverso i propri agenti pi\u00f9 svariati, introduca di continuo nella classe operaia la propria ideologia a contaminare e a deviare l&#8217;ideologia proletaria. La scissione risoluta e netta da tale ideologia \u00e8 inevitabile e assolutamente necessaria. Prima dividersi, ossia dividere l&#8217;ideologia rivoluzionaria dalle ideologie borghesi (socialdemocrazia di ogni gradazione); poi unirsi, ossia unificare la classe operaia intorno all&#8217;ideologia rivoluzionaria\u00bb (\u00abL&#8217;Unit\u00e0\u00bb, 9 gennaio 1926).<br \/>\nI partiti comunisti, negli anni \u201920 del secolo scorso, nacquero in aperta rottura col revisionismo di quel periodo storico; e la lotta del marxismo internazionalista e rivoluzionario contro di esso venne cos\u00ec delineata, con efficace sintesi, da Antonio Gramsci:<br \/>\n\u00abPrima fase. Socialismo utopistico, con impronta nazionale in ogni paese, che esprime la rivolta istintiva delle prime formazioni proletarie. [\u2026] Seconda fase. Socialismo proletario di Marx ed Engels o comunismo. Esso reagisce contro i vari socialismi nazionali e utopistici e riesce vittorioso. Ma nella II Internazionale queste tendenze rinascono sotto la bandiera del marxismo come revisionismo delle dottrine marxiste. [\u2026] Terza fase. Da una parte il leninismo, che rinnova in una mutata situazione storica, pi\u00f9 complessa e pi\u00f9 ricca, la lotta di Marx ed Engels, restaura e allarga la dottrina marxista. Dall\u2019altra un ulteriore sviluppo dei revisionismi nazionali (\u00abl\u2019Unit\u00e0\u00bb, 22 ottobre 1926).<br \/>\nLa stessa dialettica abbiamo visto riprodursi negli anni \u201950 del Novecento con lo sviluppo del revisionismo moderno sotto l\u2019aspetto di nuove forme di revisionismi nazionali, i quali \u2013 con l\u2019attacco a Stalin \u2013 rinnegavano la sostanza rivoluzionaria e internazionalista del leninismo dietro un formale e del tutto mistificatorio richiamo a Lenin. Se, in Italia, il moderno revisionismo nazionale ebbe la sua forma principale nel togliattismo, esso non \u00e8 scomparso e, dopo l\u2019autoliquidazione del PCI togliattiano, ha assunto \u2013 in altri partiti e formazioni politiche &#8211; molteplici forme, caratterizzate dall\u2019eclettica combinazione di alcuni innocui \u00abresidui\u00bb di marxismo con ideologie ad esso estranee, come il vecchio operaismo, l\u2019anarchismo, le tendenze piccolo-borghesi interne ai movimenti ambientalisti, femministi e pacifisti, fino alla sua ultima incarnazione opportunista, il cosiddetto \u00absocialismo e comunismo del XXI secolo\u00bb.<br \/>\nNel 1921, al momento della nascita del Partito Comunista d\u2019Italia, l\u2019omogeneit\u00e0 ideologica dei suoi dirigenti e militanti non era ancora completa. Ma, sotto la guida della Terza Internazionale e attraverso quello che fu allora chiamato il processo di \u00abbolscevizzazione\u00bb, l\u2019assimilazione del leninismo fu sostanzialmente raggiunta fra il 1924 e il 1927, e il Partito \u2013 con le tesi del suo Terzo Congresso \u2013 pot\u00e9 darsi alfine una piattaforma conseguentemente internazionalista e rivoluzionaria.<br \/>\nOggi in Italia gli autentici comunisti, attraverso il confronto, il dibattito aperto, la critica e l\u2019autocritica, debbono lottare per raggiungere la loro unit\u00e0 ideologica e politica sulla base del marxismo-leninismo e dell&#8217;internazionalismo proletario. Assieme al legame sempre pi\u00f9 stretto con gli elementi pi\u00f9 coscienti ed avanzati della classe operaia e con le loro lotte, \u00e8 questo \u2013 dal punto di vista strategico \u2013 il compito fondamentale per la ricostruzione del Partito comunista nel nostro paese.<br \/>\n21 gennaio 2010<\/p>\n<p><strong>Piattaforma Comunista<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono trascorsi 89 anni da quel 21 gennaio 1921, nel quale a Livorno i comunisti e gli elementi di avanguardia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[114],"tags":[],"class_list":["post-8923","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fondazione-pcdi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8923"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8923\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8925,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8923\/revisions\/8925"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}