{"id":8926,"date":"2020-01-21T22:02:34","date_gmt":"2020-01-21T21:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8926"},"modified":"2022-12-21T22:13:37","modified_gmt":"2022-12-21T21:13:37","slug":"livorno-gennaio-2020-99-anniversario-costituzione-pcdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/livorno-gennaio-2020-99-anniversario-costituzione-pcdi\/","title":{"rendered":"Livorno, gennaio 2020 &#8211; 99\u00b0 anniversario costituzione PCd&#8217;I"},"content":{"rendered":"<p>LIVORNO, 25 GENNAIO 2020, SALA A. SIMONI, INTERVENTO SUL 99\u00b0 ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL PARTITO COMUNISTA D\u2019ITALIA (PCdI)<\/p>\n<p>99 anni fa con la fondazione del PCd&#8217;I fin\u00ec la preistoria ed ebbe inizio la storia del proletariato rivoluzionario nel nostro paese.<br \/>\nIl congresso di Livorno rappresent\u00f2 infatti il primo e riuscito tentativo da parte degli operai italiani di esprimere dal loro seno un partito indipendente di classe con una direzione rivoluzionaria, che prima non esisteva.<br \/>\nLa fondazione del Partito avvenne nel corso della situazione rivoluzionaria creata in Europa dalla prima guerra mondiale e dalla rivoluzione proletaria in Russia, che in Italia dettero origine -nel biennio 1919-20 &#8211; a una serie di dure lotte operaie e popolari culminate nell&#8217;occupazione armata dellefabbriche, di cui ricorre il 100\u00b0 anniversario nel prossimo settembre.<br \/>\nIl P.C.d\u2019I. nacque in questo momento critico dell\u2019intera societ\u00e0 italiana, separando la parte pi\u00f9 avanzata e cosciente del proletariato dal riformismo e dal massimalismo, cio\u00e8 dall&#8217;opportunismo di allora.<br \/>\nLa fondazione del P.C.d&#8217;I. nel 1921 dimostra che finch\u00e9 si hanno nelle proprie file i rappresentanti dell&#8217;opportunismo non \u00e8 possibile uscire dalla debolezza, dalla confusione e dalla divisione che caratterizzano oggi il movimento operaio, non \u00e8 possibile dar vita a una coerente politica di classe e non si pu\u00f2 seguire nessuna prospettiva di trasformazione rivoluzionaria della societ\u00e0.<br \/>\nDi grande importanza per noi comunisti del XXI secolo \u00e8 ricordare il processo unitario che port\u00f2 alla fondazione del nuovo Partito negli anni Venti del secolo scorso.<br \/>\nConcorsero infatti alla nascita del P.C.d\u2019I. compagni provenienti da diverse esperienze di lotta che, nei convegni di Milano e di Imola del 1920, seppero costruire insieme quella frazione comunista che si present\u00f2 unitariamente a Livorno contro i riformisti e i serratiani.<br \/>\nCertamente nel 1921, al momento della nascita del Partito Comunista d\u2019Italia, l\u2019omogeneit\u00e0 ideologica dei suoi dirigenti e militanti non era ancora completa.<br \/>\nMa, sotto la guida della Terza Internazionale e attraverso quello che fu allora chiamato il processo di \u00abbolscevizzazione\u00bb, l\u2019assimilazione del leninismo fu sostanzialmente raggiunta fra il 1924 e il 1927, e il Partito \u2013 con le tesi del suo Terzo Congresso \u2013 pot\u00e9 darsi alfine una piattaforma conseguentemente internazionalista e rivoluzionaria.<br \/>\nSpecialmente con la direzione di Antonio Gramsci &#8211; il pi\u00f9 grande dirigente comunista italiano del secolo scorso &#8211; il bolscevismo si fece strada e furono elaborate la strategia e la tattica per la conquista del potere e l&#8217; egemonia della classe operaia.<br \/>\nFu necessaria la scissione? Se, come osserv\u00f2 Gramsci, il non essere riuscitia portare nel nuovo Partito la maggioranza dei congressisti di Livorno giov\u00f2 alle forze reazionarie, non vi \u00e8 dubbio che la nascita della Sezione italiana dell&#8217;Internazionale Comunista fu un grande risultato storico, una grande vittoria dei proletariato italiano.<br \/>\nLa fondazione del PCd&#8217;I ha segnato una svolta indelebile nella vita politica, nella cultura, nella mentalit\u00e0 degli elementi pi\u00f9 avanzati e combattivi della classe operaia.<br \/>\nAi riformisti e ai rinnegati che non hanno mai digerito quella scissione e vorrebbero riscrivere la storia, rispondiamo che lo &#8220;strappo&#8221; dall&#8217; opportunismo e dal gradualismo, il distacco dall\u2019ideologia borghese e l\u2019unificazione intorno alla ideologia rivoluzionaria del proletariato, la conseguente collocazione internazionale dei comunisti, mantengono per intero il loro significato e la loro validit\u00e0.<br \/>\nIl PCdI si forgi\u00f2 nella lotta. Appena costituito fu aggredito da tutti i lati. Con la coraggiosa lotta contro il fascismo, poi nella guerra di Spagna, nella Resistenza e con la vittoriosa lotta di liberazione dal nazifascismo, il Partito acquis\u00ec forza e si leg\u00f2 alle masse, fornendo ai lavoratori sfruttati ed a tutti gli uomini liberi una guida ideale, politica ed organizzativa nella lotta per il Socialismo.<br \/>\nSono passati 99 anni dal Congresso di Livorno e, purtroppo, il Partito comunista non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, distrutto dal cancro revisionista, ufficializzato nell&#8217; 8\u00b0 Congresso del 1956 che, sull\u2019onda della restaurazione kruscioviana, ratific\u00f2 e svilupp\u00f2 le gravi deviazioni che si erano manifestate nelle scelte politiche degli anni precedenti.<br \/>\nDalla illusoria via togliattiana al socialismo all\u2019 &#8220;ombrello della NATO&#8221; di Berlinguer, dalla &#8220;svolta&#8221; di Occhetto fino all&#8217;anticomunismo dichiarato dioggi &#8211; si veda il voto del PD alla<br \/>\ninfame risoluzione del parlamento europeo che equipara comunismo e nazismo &#8211; esiste un filo conduttore: \u00e8 la rinuncia della via rivoluzionaria e l&#8217;adesione totale all&#8217; ordine capitalista, in nome del riformismo prima e del liberalismo poi.<br \/>\nOggi, purtroppo, leggiamo la parola \u201ccomunista\u201d da parte di formazioni che ne richiamano il nome, senza riscontro politico e come mero riferimento ideale. Tali formazioni sono accomunate da pesanti limiti, sia per le capacit\u00e0 pratiche che per volont\u00e0 politica, chiarezza ideologica e radicamento di classe.<br \/>\nLa realt\u00e0 \u00e8 sotto i nostri occhi: il proletariato d&#8217; Italia \u00e8 privo di saldi punti di riferimento, non ha una sua autonoma rappresentanza politica ed \u00e8 costretto a subire l&#8217; iniziativa dell&#8217;avversario di classe senza contrapporre una reale alternativa di potere e di societ\u00e0, senza un programma, senza una direzione adeguata.<br \/>\nCosa possiamo fare in questa situazione? Anzitutto dobbiamo capire quello che non possiamo fare.<br \/>\nIl Partito della classe operaia oggi non pu\u00f2 nascere da una scissione da partiti riformisti come avvenne nel 1921, poich\u00e9 non vi sono componenti comuniste in tali partiti.<br \/>\nNon pu\u00f2 nascere nemmeno da una confluenza in una organizzazione esistente, poich\u00e9 nessuno dei partitini che si definiscono comunisti \u00e8 in condizioni di assolvere tale compito, nessuno di essi \u00e8 \u201cparte\u201d avanzata e cosciente della classe, spesso si tratta di operazioni elettoralistiche o di pura immagine.<br \/>\nDi fronte alla frammentazione organizzativa e alla confusione ideologica non c\u2019\u00e8 che una strada da seguire: unire, coordinare e centralizzare, forze e realt\u00e0 che condividono i principi marxisti-leninisti e internazionalisti, l&#8217;analisi della situazione e i relativi compiti, impegnandosi per ricostruire e sviluppare i legami fra movimento comunista e movimento operaio.<br \/>\nQuesto \u00e8 un problema cruciale. Dobbiamo sempre tenere presente che il comunismo \u00e8 l&#8217;unione del movimento operaio col socialismo scientifico, di conseguenza dobbiamo concepire il Partito rivoluzionario e indipendente della classe come l\u2019unit\u00e0 delle sezioni avanzate del movimento operaiocon il movimento comunista.<br \/>\nStaccato dal movimento operaio il comunismo degenera in una setta che inevitabilmente trasgredisce il grande principio secondo cui l&#8217;emancipazione della classe operaia deve essere opera della classe operaia stessa; d\u2019altra parte, staccato dal comunismo il movimento operaio degenera e si trasforma necessariamente in un movimento di carattere borghese.<br \/>\nIl cammino per ristabilire questo legame non \u00e8 facile, specie nel nostro paese, in cui si sono subite profondamente le conseguenze della sconfitta sofferta a livello internazionale<br \/>\ndalla classe operaia. Oggi tutte le nostre iniziative, anche se presentano principalmente un aspetto positivo, registrano i limiti attuali del movimento comunista e del suo rapporto con il movimento operaio.<br \/>\nSiamo in una condizione storica che vede un grande squilibrio fra i fattori oggettivi e i fattori soggettivi della rivoluzione.<br \/>\nIl capitalismo fa acqua da tutte le parti e sta trascinando l\u2019umanit\u00e0 in un abisso. La borghesia nei paesi imperialisti come l\u2019Italia ha da tempo esaurito la sua funzione storica: ormai per mantenere alti profitti per pochi, genera disoccupazione, precariet\u00e0 e ricattabilit\u00e0 per i lavoratori, nocivit\u00e0 e morti nei luoghi di lavoro, assenza di prospettiva per i giovani, nuova subordinazione per le donne, povert\u00e0 diffusa per molti.<br \/>\nL\u2019alto livello di sviluppo delle forze produttive e di ricchezza che \u00e8 prodotta proprio dai lavoratori, in questi paesi rende possibile, concreto e attuale il passaggio diretto a un\u2019organizzazione sociale che non sia basata sullo sfruttamento, ma consenta ai lavoratori e alle masse popolari di essere protagonisti del proprio destino, esprimendo al massimo livello il proprio potenziale umano.<br \/>\nSe le condizioni oggettive sono riunite, non lo sono ancora quelle soggettive che consentano tale passaggio.<br \/>\nLa soluzione di tale problema non pu\u00f2 essere data da una singola persona o da un singolo gruppo: solo l&#8217;attivit\u00e0 organizzata di tutti i comunisti e di tutti gli elementi avanzati della classe operaia pu\u00f2 darla.<br \/>\nNoi dobbiamo passare il pi\u00f9 presto possibile ad un lavoro comune, all&#8217;elaborazione di un programma comune, di un intervento comune nella classe operaia e nelle masse popolari; dobbiamo unificare il lavoro locale, regionale, di gruppo, in lavoro di un\u2019unica organizzazione a carattere nazionale; discutere e mettere a punto collettivamente la nostra tattica, legata alla strategia rivoluzionaria; stringere legami sempre pi\u00f9 stretti con la classe operaia attraverso la propaganda e l\u2019agitazione, l\u2019intervento e l\u2019iniziativa politica.<br \/>\nIn tal modo riusciremo ad essere pi\u00f9 incisivi, credibili e autorevoli, riusciremo a crescere, a formare nuovi quadri.<br \/>\nIn quanto proletari rivoluzionari siamo chiamati a liberarci dal meschino frazionamento locale e di gruppo, ad organizzarci. Non solo nei sindacati e nei coordinamenti, non solo nelle casse di resistenza e nei circoli locali, ma in organizzazione politica preparatoria del Partito, per una lotta risoluta contro l&#8217;intera societ\u00e0 capitalistica.<br \/>\nQuesta organizzazione pu\u00f2 nascere solo da un processo di raggruppamento e di fusione delle migliori energie che sorgono e sorgeranno nel vivo della lotta di classe, nelle dure battaglie contro il nemico di classe e i suoi complici,affrontando i compiti politici vitali ci stanno di fronte.<br \/>\nCreare un embrione di partito guidato dalla teoria e dalla pratica del movimento di emancipazione del proletariato, che faccia propri i principi dell\u2019internazionalismo proletario, che riunisca la parte migliore del proletariato e lavori quotidianamente per legare il socialismo scientifico al movimento operaio: ecco il compito immediato pi\u00f9 urgente dei comunisti del nostro paese!<br \/>\nNon \u00e8 necessario, nella condizioni attuali, che questo organismo sia molto ampio.Il punto decisivo \u00e8 la solidit\u00e0 delle sue basi, la sua qualit\u00e0 e la sua compattezza. Queste caratteristiche possono essere ottenute solo basandosi fermamente sul marxismo-leninismo e sul carattere proletario d\u2019avanguardia dei suoi membri, che devono unirsi su una base militante per portare avanti il lavoro tra la classe operaia, tra le masse lavoratrici, e nelle loro organizzazioni.<br \/>\nLa gravit\u00e0 della crisi generale del capitalismo, la situazione drammatica in cui la borghesia ha trascinato il nostro paese, la reazione avanzante, devono spingere tutti i sinceri comunisti, gli operai d\u2019avanguardia, le donne proletarie, i giovani a moltiplicare gli sforzi per la costruzione del Partito indipendente e rivoluzionaria della classe proletaria, senza la quale non si pu\u00f2 avere nessuna prospettiva di abbattimento del barbaro e morente sistema capitalistico.<br \/>\nL\u2019anniversario del 21 gennaio ci ricorda quale \u00e8 il nostro compito principale: rompere nettamente, apertamente e definitivamente con l\u2019opportunismo e il revisionismo, unirsi sulla base del marxismo-leninismo per formare il reparto di avanguardia organizzato e cosciente del proletariato: un Partito capace di dirigere la lotta della classe operaia e delle masse popolari verso la conquista rivoluzionaria del potere e l\u2019edificazione del socialismo, prima tappa della societ\u00e0 comunista.<br \/>\nS\u00ec compagne e compagni, le ragioni che portarono alla costituzione del PCdI nel 1921 sono pi\u00f9 che mai valide e attuali. La ricostruzione del Partito comunista \u00e8 una necessit\u00e0 storica, un compito ineludibile e non rinviabile, da affrontare e risolvere con il contributo di tutti noi!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LIVORNO, 25 GENNAIO 2020, SALA A. 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