{"id":8931,"date":"2017-01-21T22:14:48","date_gmt":"2017-01-21T21:14:48","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/nuovo\/?p=8931"},"modified":"2022-12-21T22:20:49","modified_gmt":"2022-12-21T21:20:49","slug":"una-grande-vittoria-del-proletariato-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/una-grande-vittoria-del-proletariato-italiano\/","title":{"rendered":"Una grande vittoria del proletariato italiano!"},"content":{"rendered":"<p>Il 21 Gennaio 1921: nasceva a Livorno il Partito Comunista d&#8217;Italia<br \/>\nUna grande vittoria del proletariato italiano!<\/p>\n<p>Novantasei anni sono trascorsi dal giorno in cui i delegati di 58.783 comunisti &#8211; la parte pi\u00f9 avanzata e consapevole della classe operaia del nostro paese \u2013 si separ\u00f2 dai socialisti e fond\u00f2 nel Teatro San Marco di Livorno il Partito Comunista d&#8217;Italia \u2013 Sezione dell&#8217;Internazionale Comunista.<br \/>\nFu una decisione di portata storica, che dette per la prima volta alla classe operaia italiana il suo partito rivoluzionario, fondato sui princ\u00ecpi di Marx, Engels e Lenin e sulle basi ideologiche e organizzative stabilite dalla Terza Internazionale.<br \/>\nNei punti 2, 3 e 7 del programma adottato dal nuovo Partito il netto distacco dal riformismo socialdemocratico dei Turati e dei Treves e dall&#8217;inconcludente massimalismo dei serratiani veniva espresso con la massima chiarezza:<br \/>\n\u201c2. Gli attuali rapporti di produzione sono protetti dal potere dello Stato borghese, che, fondato sul sistema rappresentativo della democrazia, costituisce l&#8217;organo per la difesa degli<br \/>\ninteressi della classe capitalistica.<br \/>\n3. Il proletariato non pu\u00f2 infrangere n\u00e9 modificare il sistema dei rapporti capitalistici di produzione da cui deriva il suo sfruttamento, senza l&#8217;abbattimento violento del potere<br \/>\nborghese.<br \/>\n7. La forma di rappresentanza politica dello Stato proletario \u00e8 il sistema dei consigli dei lavoratori (operai e contadini), gi\u00e0 in atto nella rivoluzione russa, inizio e prima stabile realizzazione della dittatura del proletariato\u201d.<br \/>\nQuattro mesi dopo Livorno, Antonio Gramsci cos\u00ec commentava quelle decisioni congressuali in un articolo dell&#8217;Ordine Nuovo, dal titolo tagliente e significativo:\u201cSocialista o comunista?\u201d:<br \/>\n\u201cCredono i proletari che gli organismi della classe borghese possano servire come organi di governo anche per la classe proletaria, che essi possano servire a dare libert\u00e0 e giustizia ai lavoratori, mentre sino ad oggi sono serviti solo a dare ad essi schiavit\u00f9 e tormenti? [\u2026 ]<br \/>\nBisogna che il potere stesso passi ai lavoratori, ma essi non potranno mai averlo fino a che essi si illudono di poterlo conquistare ed esercitare attraverso gli organi dello Stato borghese.<br \/>\n\u2026 Occorre che dominatori di tutta la societ\u00e0 diventino gli operai, i contadini, i lavoratori di ogni categoria, che essi abbiano il potere e lo esercitino attraverso istituti nuovi, i quali diano alla societ\u00e0 una nuova forma e una disciplina di ordine e di lavoro per tutti. Occorre che ogni altra lotta sia subordinata a quella per la conquista del potere, per la creazione del nuovo Stato, dello Stato degli operai e dei contadini\u201d (13 maggio 1921).<br \/>\nFu necessaria la scissione? Se, come osserv\u00f2 Gramsci in un altro articolo, il non essere riusciti, i comunisti, a portare nel nuovo Partito la maggioranza dei congressisti di Livorno giov\u00f2 indubbiamente alle forze reazionarie, non vi \u00e8 dubbio che la nascita della Sezione italiana dell&#8217;Internazionale Comunista fu un grande risultato storico, una grande vittoria dei proletariato italiano. Per quale ragione?<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 il Partito Socialista non era che un amalgama di almeno tre partiti; \u00e8 mancato in Italia nel 1919-20 un partito rivoluzionario ben organizzato e deciso alla lotta. Da questa posizione di equilibrio instabile \u00e8 nata la forza del fascismo italiano, che si \u00e8 organizzato e ha preso il potere [\u2026] Noi siamo persuasi che sia condizione preliminare per iniziare la trasformazione dell&#8217;economia da capitalista in socialista il possesso del governo, la rottura completa degli attuali rapporti politici, lo schiacciamento fisico della reazione e della classe dominante. Il processo di trasformazione sar\u00e0 pi\u00f9 o meno rapido a seconda dello sviluppo delle forze economiche; esso pu\u00f2 essere iniziato per\u00f2 in tutti i paesi dell&#8217;Europa e dell&#8217;America e in una serie di paesi degli altri continenti; ma pu\u00f2 essere iniziato dopo la conquista del potere, in regime di dittatura del proletariato\u201d (Gramsci,\u201cL&#8217;Unit\u00e0\u201d, 26 settembre 1926).<br \/>\nE ancora: \u201cL&#8217;occupazione delle fabbriche non \u00e8 stata dimenticata dalle masse e non solo dalle masse operaie, ma anche dalle masse contadine. Essa \u00e8 stata la prova generale della classe rivoluzionaria italiana. [\u2026 ] Se il movimento \u00e8 fallito, la responsabilit\u00e0 non pu\u00f2 essere addossata alla classe operaia come tale, ma al Partito socialista, che venne meno ai suoi doveri, che era incapace e inetto, che era alla coda della classe operaia e non alla sua testa. [\u2026 ] Come classe, gli operai italiani che occuparono le fabbriche si dimostrarono all&#8217;altezza dei loro compiti e delle loro funzioni. Tutti i problemi che le necessit\u00e0 del movimento posero loro da risolvere furono brillantemente risolti. Non poterono risolvere i problemi dei rifornimenti e delle comunicazioni perch\u00e9 non furono occupate le ferrovie e la flotta. Non poterono risolvere i problemi finanziari perch\u00e9 non furono occupati gli istituti di credito e le aziende commerciali. Non poterono risolvere i grandi problemi nazionali e internazionali perch\u00e9 non conquistarono il potere di Stato. Questi problemi avrebbero dovuto essere affrontati dal Partito socialista e dai sindacati che invece capitolarono vergognosamente, pretestando l&#8217;immaturit\u00e0 delle masse; in realt\u00e0 i dirigenti erano immaturi e incapaci, non la classe. Perci\u00f2 avvenne la rottura di Livorno e si cre\u00f2 un nuovo partito, il Partito comunista\u201d (Gramsci, \u201cL&#8217;Unit\u00e0,\u201d 1\u00b0 ottobre 1926).<br \/>\nDi grande importanza per noi comunisti del XXI secolo \u00e8 anche il processo unitario che port\u00f2 alla fondazione del nuovo Partito negli anni Venti del secolo scorso. Come abbiamo ricordato su \u201cScintilla\u201d del dicembre scorso, concorsero alla nascita del P.C.d\u2019I. compagni provenienti da diverse esperienze di lotta che, nei convegni di Milano e di Imola del 1920, seppero costruire insieme quella frazione comunista che si present\u00f2 unitariamente a Livorno contro i riformisti e i serratiani.<br \/>\nN\u00e9 va dimenticato l&#8217;importantissimo ruolo propulsivo svolto da Lenin personalmente e dalla Terza Internazionale per incoraggiare i comunisti italiani a rompere politicamente e organizzativamente con le diverse anime dell\u2019opportunismo riformista.<br \/>\nOggi, dopo l&#8217;affossamento di quel partito rivoluzionario da parte del moderno revisionismo, del togliattiano cosiddetto \u201cpartito nuovo\u201d e della sua fallimentare \u201cvia pacifica e parlamentare al socialismo\u201d, il problema della costruzione del partito rivoluzionario, marxista-leninista, della classe operaia \u00e8 di nuovo all&#8217;ordine del giorno.<br \/>\nLe ragioni che portarono alla costituzione del P.C.d\u2019I. nel 1921 sono pi\u00f9 valide e attuali che mai! La gravit\u00e0 della crisi generale del capitalismo, la situazione drammatica in cui la borghesia ha trascinato il nostro paese, devono spingere tutti i sinceri comunisti, gli operai d\u2019avanguardia, le donne proletarie, i giovani rivoluzionari a moltiplicare gli sforzi per la costruzione di una forte organizzazione politica indipendente e rivoluzionaria della classe sfruttata, senza la quale non si pu\u00f2 avere nessuna prospettiva di abbattimento del barbaro e morente sistema capitalistico.<br \/>\nIl Partito comunista \u2013 reparto di avanguardia organizzato e cosciente del proletariato &#8211; \u00e8 lo strumento indispensabile per dirigere la lotta del proletariato per la conquista del potere politico, l\u2019instaurazione della dittatura del proletariato e la costruzione della societ\u00e0 pianificata dei produttori, il socialismo!<br \/>\nLa nostra Organizzazione lavora per questo Partito e invita tutte le compagne e i compagni che condividono gli stessi principi e obiettivi a separarsi nettamente e definitivamente col revisionismo, il riformismo e l\u2019opportunismo, a confrontarsi, cooperare e organizzarsi insieme a noi per costruirlo!<br \/>\nGennaio 2017<\/p>\n<p><strong>Piattaforma Comunista \u2013 per il Partito Comunista del Proletariato d\u2019Italia<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 21 Gennaio 1921: nasceva a Livorno il Partito Comunista d&#8217;Italia Una grande vittoria del proletariato italiano! 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