{"id":9017,"date":"2022-07-05T00:59:18","date_gmt":"2022-07-04T22:59:18","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=9017"},"modified":"2024-04-22T12:31:54","modified_gmt":"2024-04-22T10:31:54","slug":"enver-hoxha-i-revisionisti-moderni-sulla-strada-della-degenerazione-socialdemocratica-e-della-fusione-con-i-socialdemocratici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/enver-hoxha-i-revisionisti-moderni-sulla-strada-della-degenerazione-socialdemocratica-e-della-fusione-con-i-socialdemocratici\/","title":{"rendered":"Enver Hoxha, I revisionisti moderni sulla strada della degenerazione socialdemocratica e della fusione con i socialdemocratici"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>PRESENTAZIONE <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019articolo di Enver Hoxha che presentiamo in versione digitale, fu pubblicato nel giornale \u201cZ\u00ebri i Popullit\u201d, organo del Partito del Lavoro di Albania (PLA), il 7 aprile 1964.<\/p>\n<p>La traduzione in lingua italiana, da noi curata, si \u00e8 avvalsa del testo ufficiale pubblicato nelle \u201cOpere scelte\u201d in lingua inglese, Vol. III, a cura dell\u2019Istituto di Studi Marxisti-Leninisti presso il Comitato Centrale del PLA.<\/p>\n<p>Si tratta di un documento di rilevante importanza, praticamente sconosciuto ai comunisti del nostro paese, che getta luce sul processo degenerativo dei vecchi partiti revisionisti e sulla lotta dei marxisti-leninisti contro di esso. Lo scenario politico internazionale in cui si colloca l\u2019articolo \u00e8 quello dei bombardamenti USA in Vietnam, del colpo di stato militare in Brasile e dei continui cedimenti del revisionismo sovietico di fronte all\u2019imperialismo nordamericano in nome della \u201ccoesistenza pacifica\u201d.<\/p>\n<p>Il movimento comunista internazionale attraversava una grave crisi, che bisognava superare in modo rivoluzionario, per recuperare il terreno perduto dopo il termidoro kruscioviano e le infauste conclusioni del XX Congresso del PCUS, noto come il congresso della \u201cdestalinizzazione\u201d.<\/p>\n<p>Il revisionismo era divenuto un gravissimo e diretto pericolo per le grandi vittorie storiche conseguite dal proletariato, per il socialismo, per il marxismo-leninismo. Il suo scopo era quello di soffocare qualsiasi tentativo rivoluzionario, far degenerare in ogni paese il marxismo-leninismo in volgare socialdemocrazia.<\/p>\n<p>La comune ideologia borghese nonch\u00e9 l\u2019identit\u00e0 d\u2019interessi in molti campi avevano avvicinato e univano sempre pi\u00f9 strettamente i revisionisti moderni e gli imperialisti, i socialdemocratici e tutti i vari servitori dell\u2019imperialismo nella lotta contro il comunismo, contro la rivoluzione proletaria.<\/p>\n<p>In questo complicato periodo di ritirata della rivoluzione, di confusione ideologica e politica, era necessario e urgente strappare la maschera e denunciare le posizioni e l\u2019attivit\u00e0 dei partiti revisionisti, la loro propensione a fondersi e trasformarsi in partiti socialdemocratici, puntelli sociali dell\u2019imperialismo, per dare impulso alla formazione di veri partiti marxisti-leninisti.<\/p>\n<p>Il \u201cquartier generale\u201d del revisionismo moderno si trovava nell\u2019Unione Sovietica revisionista (Krusciov e il suo gruppo) e in Jugoslavia (Tito e la sua cricca). Dopo aver combattuto apertamente l\u2019attivit\u00e0 ostile e revisionista jugoslava fin dagli anni seguenti la seconda guerra mondiale, il PLA \u2013 com\u2019\u00e8 noto &#8211; aveva iniziato pubblicamente l\u2019attacco al revisionismo sovietico con lo storico discorso pronunciato da EnverHoxha alla Conferenza degli 81 partiti comunisti e operai che si svolse a Mosca nel novembre 1960, con cui furono rigettati i punti di vista controrivoluzionari sostenuti dal rinnegato Krusciov e dagli altri revisionisti, che erano alla base di queste tendenze.<\/p>\n<p>Il PLA considerava la lotta senza quartiere per l\u2019annientamento, ideologico e politico del moderno revisionismo come un imperioso e urgente dovere dettato dal momento storico.<\/p>\n<p>Questa lotta doveva essere portata a un livello ancora pi\u00f9 alto, mentre procedeva l\u2019edificazione della base economica del socialismo in Albania, nelle difficili condizioni del blocco economico e delle pressioni di ogni genere esercitate dai capitalisti e dai revisionisti.<\/p>\n<p>Andava tracciata una volta e per sempre una precisa linea di demarcazione e differenziazione con il moderno revisionismo, in tutti i campi, dimostrando che esso era irrecuperabile a una posizione rivoluzionaria e di classe, che si spostava sempre pi\u00f9 a destra, fino a coincidere con la socialdemocrazia borghese.<\/p>\n<p>Gli articoli pubblicati su \u00abZ\u00ebri i Popullit\u00bb contro il revisionismo,ripubblicati sotto forma di opuscoli, tradotti in parecchie lingue e diffusi per radio, servirono da potente e affilata arma nelle mani del PLA nella sua lotta di principio per la difesa del marxismo-leninismo e per portare avanti la bandiera della rivoluzione sociale del proletariato.<\/p>\n<p>Le denunce e le prese di posizione del PLA diretto da EnverHoxha, sostenute dalla verit\u00e0 dei fatti, trovarono una vasta eco negli operai e nei popoli oppressi del mondo intero.<\/p>\n<p>I comunisti albanesi, grazie al loro atteggiamento fermo e deciso (ben altra posizione di fronte alle indecisioni, ai tentennamenti e al conciliatorismo di fondo tenuti dalla direzione cinese), ebbero in quegli anni un ruolo considerevole nella battaglia contro i vecchi partiti caduti nel revisionismo e per la formazione di nuovi partiti marxistileninisti.<\/p>\n<p>Poco a poco, migliaia di comunisti, di operai di avanguardia, di giovani rivoluzionari, di genuini antifascisti, presero coscienza del tradimento revisionista, insorsero contro le direzioni revisioniste, dapprima combattendo all\u2019interno dei partiti degenerati, come quello italiano, fino alla loro completa emarginazione ed espulsione. Quindi si riorganizzarono in maniera autonoma al loro esterno, creando e rafforzando gruppi, organizzazioni e partiti rivoluzionari del proletariato, inserendosi nelle lotte di classe in corso.<\/p>\n<p>\u00c8 dentro questo quadro e con questa funzione che va compreso l\u2019articolo di EnverHoxha che presentiamo: esso costituisce un\u2019aperta denuncia e un attacco ideologico a fondo al tradimento e alle tesi deviazioniste dei dirigenti revisionisti, alle loro conseguenze in campo politico, e allo stesso tempo una difesa a tutto campo della teoria e della pratica rivoluzionaria marxista-leninista per aprire la via alla formazione di nuovi partiti comunisti (nel nostro paese nel marzo 1964 erano state pubblicate le \u201cProposte per una piattaforma dei marxisti-leninisti d\u2019Italia\u201d, avviando un movimento che si trasform\u00f2 due anni dopo nella fondazione del PCdI (m-l)).<\/p>\n<p>La formazione dei nuovi partiti marxisti-leninisti era infatti una questione di importanza vitale per la classe operaia di ogni paese ed anche per la causa della rivoluzione su scala mondiale.<\/p>\n<p>Quest&#8217;articolo del 1964 di EnverHoxha pu\u00f2 essere considerato il prologo di un&#8217;altra opera di eccezionale spessore: &#8220;L&#8217;Eurocomunismo \u00e8 anticomunismo&#8221;, apparsa nel 1980.<\/p>\n<p>Come nell\u2019opera del 1980, l\u2019articolo del 1964 insiste su un concetto di fondo: il revisionismo si basa sulla negazione del ruolo storico della classe operaia e dello strumento della realizzazione di questo ruolo: la dittatura del proletariato.<\/p>\n<p>In particolare lo scritto che presentiamo evidenzia il subdolo inganno perpetrato dal revisionismo, cio\u00e8 che fosse la socialdemocrazia ad incontrare il revisionismo e non il revisionismo a correre verso la socialdemocrazia.<\/p>\n<p>Con grande lungimiranza, il compagno EnverHoxha ha previsto in questo scritto la confluenza e integrazione dei revisionisti nel campo socialdemocratico, che sarebbe poi ufficialmente avvenuta, tra la fine degli anni &#8217;80 e l&#8217;inizio degli anni &#8217;90, come sta a dimostrare, tra le tante, la storia del PCI di Berlinguer e Occhetto.<\/p>\n<p>Osservando la tragedia dal principio, EnverHoxha ci ha rivelato, in tempi non sospetti, le cause che gi\u00e0 all&#8217;epoca avevano di fatto distrutto il socialismo in Urss e nelle democrazie popolari, sabotando per giunta ogni prospettiva di realizzazione in altri paesi, e che porteranno pi\u00f9 avanti alla sconfitta del movimento internazionale della classe operaia.<\/p>\n<p>Sono in molti ad attribuire, erroneamente, il fallimento del socialismo alla mancanza di alternative al capitalismo e a credere che il sistema basato sullo sfruttamento dell&#8217;essere umano sull&#8217;essere umano sia irreversibile e perpetuo, questo anche per via della martellante propaganda dei media borghesi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 a essere fallito non \u00e8 il socialismo come sistema sociale, ma il revisionismo che dopo aver distrutto la dittatura del proletariato in URSS, restaur\u00f2 il capitalismo e le sue leggi, come quella del profitto regolatore della produzione, reintegrando l\u2019economia sovietica nell\u2019economia capitalistica mondiale e sostituendo la lotta di classe per il comunismo con la collaborazione di classe.<\/p>\n<p>Un processo culminato con la disintegrazione dell\u2019URSS e del blocco revisionista dell\u2019est europeo, con i suoi partiti che la degenerazione revisionista convert\u00ec in strumenti di sabotaggio della rivoluzione e del socialismo.<\/p>\n<p>Tale linea controrivoluzionaria nel corso della sua disastrosa parabola ha determinato anche la progressiva degenerazione di quei partiti occidentali gi\u00e0 vacillanti, gestiti da revisionisti mascherati come appunto il PCI di Togliatti, che nell\u2019VIII Congresso sotto lo slogan falso della \u201cvia italiana al socialismo\u201d, parlamentare e pacifica, seppell\u00ec ufficialmente qualsiasi programma e strategia rivoluzionaria, cambiando la natura stessa del partito. Tesi ulteriormente approfondite, nel senso della subalternit\u00e0 all\u2019imperialismo e della legittimazione delle deviazioni del moderno revisionismo, nel X Congresso del PCI (1962) e nel &#8220;Testamento&#8221; togliattiano, due dei tanti esempi significativi.<\/p>\n<p>Oltre ad aver propagandato le tesi revisioniste krushioviane, bisogna riconoscere al capo del partito revisionista italiano di esser stato uno dei principali fautori dell&#8217;allontanamento da Mosca dei partiti revisionisti occidentali, ovviamente non su basi marxiste-leniniste e anti-revisioniste, ma come variante dello stesso revisionismo.<\/p>\n<p>Disegno completato e portato alle estreme conseguenze dal suo successore Berlinguer, alfiere dell&#8217; &#8220;eurocomunismo&#8221;, epigono proprio di quel &#8220;policentrismo&#8221; togliattiano che in realt\u00e0 non era affatto originale, ma era in tutto e per tutto la concezione della Lega dei Comunisti Jugoslavi.<\/p>\n<p>Le concezioni \u201ceurocomuniste\u201d vennero fatte proprie anche dai revisionisti francesi e spagnoli. L&#8217;asse revisionista italo-franco-spagnolo si distinse per le politiche apertamente socialdemocratiche, riformiste, anti-operaie (non veniva pi\u00f9 riconosciuta la missione storica della classe operaia) e filo-imperialiste (gi\u00e0 al tempo di Togliatti si parlava di come il capitalismo fosse diventato &#8220;ragionevole&#8221;, posizione poi sfociata nella volont\u00e0 dei dirigenti di questi partiti di porsi sotto l&#8217;ombrello della NATO, poich\u00e9 cos\u00ec si sarebbero sentiti &#8220;pi\u00f9 sicuri&#8221;, come disse Berlinguer).\u00a0 Una delle particolarit\u00e0 del processo degenerativo e controrivoluzionario sviluppatosi nel PCI fu la politica del \u201ccompromesso storico\u201d con la classe dominante, avviata nei primi anni \u201970 del secolo scorso.<\/p>\n<p>Il \u201ccompromesso storico\u201d di Berlinguer e dei suoi seguaci, in prosecuzione della via togliattiana, rappresent\u00f2 l\u2019abbandono della posizione di una residua \u201cindipendenza\u201d che era stata mantenuta fino ad allora, quando i revisionisti italiani pensavano di poter ottenere la maggioranza parlamentare e governare insieme ad una coalizione di sinistra. Sotto l\u2019influenza degli avvenimenti in Cile, essi accettarono di svolgere un ruolo secondario, subordinato in una coalizione con il partito del grande capitale e dell\u2019alta gerarchia cattolica, la Democrazia Cristiana, per salvare lo Stato borghese che versava in una grave crisi.<\/p>\n<p>\u00c8 a causa di questa linea di continui cedimenti e arretramenti che sono emersi elementi come Giorgio Napolitano \u2013 il &#8220;comunista\u201d preferito da Kissinger \u2013 e Achille Occhetto che gest\u00ec la \u201csvolta della Bolognina\u201d nel 1991 per gettare definitivamente nel fango la bandiera del PCI, ormai l&#8217;unico elemento simbolico riconducibile al comunismo, dato che la sostanza comunista fu gettata ben prima a mare con la liquidazione togliattiana del ruolo dirigente della classe operaia aspirante alla conquista rivoluzionaria del potere e al socialismo.<\/p>\n<p>Il partito \u201ccomunista\u201d che ammain\u00f2 anche gli ultimi simboli esteriori del comunismo \u00e8 stato l\u2019espressione di un processo degenerativo che ineluttabilmente aveva condotto all\u2019allontanamento pi\u00f9 completo dal proletariato nell\u2019ideologia e nella radice di classe. L\u2019elemento piccolo borghese proveniente dagli apparati amministrativi dello Stato borghese rappresentava in quel partito l\u2019elemento sociale preponderante. Di fatto il partito comunista, come reparto di avanguardia della classe operaia, era stato liquidato da tempo.<\/p>\n<p>Berlinguer approfond\u00ec le concezioni di Togliatti ed elimin\u00f2 ogni riferimento al socialismo scientifico. Ricordiamo l&#8217;emblematica intervista con Scalfari, le cui parole furono un colpo al cuore per molti sinceri comunisti che ancora non si erano accorti di dove fosse finito il loro PCI. Eccone alcune, fra le pi\u00f9 funeste: &#8220;Non vogliamo seguire i modelli di socialismo che si sono finora realizzati, rifiutiamo una rigida e centralizzata pianificazione dell\u2019economia, pensiamo che il mercato possa mantenere una funzione essenziale, che l\u2019iniziativa individuale sia insostituibile, che l\u2019impresa privata abbia un suo spazio e conservi un suo ruolo importante&#8221;.\u00a0 Pochi anni dopo il revisionista sardo arriv\u00f2 a ritenere superata la spinta propulsiva della Rivoluzione d&#8217;Ottobre, spianando la strada ai miglioristi, futuri liquidatori del PCI.<\/p>\n<p>Quanto al partito dei &#8220;massimalisti&#8221;, nei confronti del quale il partito comunista in talune condizioni deve realizzare una tattica per sviluppare la politica di fronte unico (possibile perch\u00e9 la base proletaria dei partiti socialisti si ribella alle politiche borghesi dei propri dirigenti spingendo verso l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;azione coi comunisti) conquistando e proiettando verso i propri obiettivi il maggior numero possibile di operai per mettersi cos\u00ec alla testa del movimento rivoluzionario per il socialismo (nelle pagine a seguire Hoxha illustra la giusta metodica per evitare tanto il settarismo quanto l\u2019opportunismo), occorre ricordare che esso si trasform\u00f2 negli anni \u201960 nel partito borghese del &#8220;centro-sinistra&#8221;, poi del &#8220;quadri-pentapartito&#8221;, del<\/p>\n<p>&#8220;socialismo liberale&#8221; e del &#8220;socialismo democratico&#8221;, puntello dapprima dei governi DC di centro-sinistra e infine, dopo la rinuncia anche formale al marxismo con la segreteria Craxi, forza di coalizione nei governi pi\u00f9 reazionari, come quelli di Andreotti. La corrente &#8220;di sinistra&#8221; di questo partito divenne quella lombardiana dell&#8217;a-comunismo, dato che molti vecchi riformisti avevano aderito al PCI dato che, dopo la socialdemocratizzazione, non vi erano pi\u00f9 differenze di vedute significative.\u00a0 Nell&#8217;ultima parte del testo di EnverHoxha si allude a quelle figure che pur nutrendo riserve verso la direzione revisionista non hanno mai dato battaglia per far valere le proprie posizioni e sono sempre rimasti subalterni alla direzione revisionista, finendo per essere calunniati, emarginati, sbiadendo le proprie figure di combattenti rivoluzionari e divenendo responsabili di quanto stava accadendo. A ci\u00f2 conduce inevitabilmente la linea dell\u2019unit\u00e0 fine a se stessa.<\/p>\n<p>La lezione che si trae dalla lettura di questo lungo articolo \u00e8 che per preservare lo spirito rivoluzionario del partito e dell&#8217;intero movimento comunista e operaio non bisogna mai cedere il ruolo guida della classe operaia e del partito comunista e far valere la propria opposizione risoluta a ogni manifestazione di revisionismo e di opportunismo. Senza questa lotta, senza la pi\u00f9 risoluta e definitiva separazione dal revisionismo, dall\u2019opportunismo e dalla socialdemocrazia, senza erigere una diga fra queste correnti borghesi e il proletariato rivoluzionario, non si pu\u00f2 essere comunisti, non si pu\u00f2 ricostruire il Partito comunista e tanto meno sconfiggere l\u2019imperialismo, la borghesia e la reazione.<\/p>\n<p>Gli insegnamenti che ci ha lasciato il compagno EnverHoxha, scritti con la chiarezza dell\u2019analisi marxista-leninista applicata alla situazione concreta e con l\u2019energia rivoluzionaria che lo contraddistingueva, il rifiuto di ogni compromesso di principio e il coraggio nell\u2019affrontare i nemici di classe, sono di grande importanza nella lotta condotta dai comunisti per ridare alla classe operaia il suo Partito rivoluzionario e indipendente, infondono ottimismo e ci ispirano nella lotta di tutti i giorni.<\/p>\n<p>Luglio 2022<\/p>\n<p><strong>Piattaforma Comunista \u2013 per il Partito Comunista del Proletariato d\u2019Italia <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/piattaformacomunista.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/Enver_Hoxha_revisionisti-moderni_1964.pdf\">LEGGI TUTTO IN PDF<\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]PRESENTAZIONE &nbsp; L\u2019articolo di Enver Hoxha che presentiamo in versione digitale, fu pubblicato nel giornale \u201cZ\u00ebri i Popullit\u201d, organo del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9018,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[98],"tags":[],"class_list":["post-9017","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-testi-m-l"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9017"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9017\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10842,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9017\/revisions\/10842"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}