{"id":9092,"date":"2022-09-07T23:57:29","date_gmt":"2022-09-07T21:57:29","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=9092"},"modified":"2023-03-11T18:34:37","modified_gmt":"2023-03-11T17:34:37","slug":"il-capitale-finanziario-italiano-allunga-i-suoi-tentacoli-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/il-capitale-finanziario-italiano-allunga-i-suoi-tentacoli-in-ucraina\/","title":{"rendered":"Il capitale finanziario italiano allunga i suoi tentacoli in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>La borghesia monopolista italiana si mobilita per accaparrarsi investimenti in vista della ricostruzione dell&#8217;Ucraina. La visita di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, a Kiev in cui ha incontrato Zelensky, il Ministro degli Esteri ucraino Kuleba ed altri ministri e viceministri, ha messo a nudo il carattere ipocrita degli &#8220;aiuti&#8221; al paese invaso dalle truppe di Putin e confuta le concezioni piccolo-borghesi e reazionarie di taluni &#8220;sovranisti&#8221;, e perfino di sedicenti &#8220;comunisti&#8221;, che sminuiscono il carattere brigantesco del nostro imperialismo dipingendolo solamente come assoggettato al fronte euro-atlantico.<\/p>\n<p>Sul proprio sito, \u00e8 la stessa Confindustria a sottolineare, con estrema fierezza, ci\u00f2 che affermiamo: &#8220;Confindustria, d\u2019intesa con il governo italiano e in piena collaborazione con l\u2019Ambasciata d\u2019Italia in Ucraina, \u00e8 la prima Associazione imprenditoriale europea in missione a Kiev a testimonianza della volont\u00e0, da parte di migliaia di imprese italiane, di impegnarsi per sostenere il popolo ucraino&#8221;.<\/p>\n<p>Questo \u201csostegno\u201d\u2008significa che l&#8217;imperialismo italiano \u00e8 in prima fila nell&#8217;esportazione di capitali nei settori delle costruzioni, delle miniere, della chimica, dell\u2019agroindustria, dell\u2019energia, dell\u2019aerospaziale, nella vendita di armi, macchinari, impianti, elettrodomestici, mobili, nell&#8217;accaparrarsi forza-lavoro qualificata a basso costo, materie prime minerali (terre rare, ferro, gas, argilla, granito, marmo, zircone), prodotti alimentari, metallurgici, chimici, legno, pelli, etc.<\/p>\n<p>Sebbene quello italiano non sia l&#8217;imperialismo pi\u00f9 potente tra quelli presenti in questa area, il suo ruolo non si pu\u00f2 ridurre a quello di semplice cane da guardia degli USA e di Bruxelles. Sono i fatti a dimostrare che se l&#8217;Italia si \u00e8 schierata risolutamente a fianco dell&#8217;UE e degli USA contro la Russia non l&#8217;ha fatto solo perch\u00e9 indebitata e subordinata ad essi, ma anche perch\u00e9 ha propri obiettivi.<\/p>\n<p>Ad es. il PNRR &#8211; di cui peraltro Confindustria chiede una &#8220;accelerazione degli obiettivi ambientali con il piano FitFor55 e la necessit\u00e0 di sostituire al pi\u00f9 presto il gas russo&#8221; &#8211; ovvero il piano per mettere l&#8217;imperialismo italiano in condizioni di competere a livello internazionale, prevede, tra i suoi pilasti, la \u201ctransizione ecologica\u201d e dunque l\u2019interesse ad eliminare la dipendenza dal gas, anche reintroducendo il nucleare rilegittimato dall\u2019UE con la \u201ctassonomia\u201d.<\/p>\n<p>E l\u2019Ucraina, oltre alle energie rinnovabili, ha un consolidato know-how nel settore nucleare-industriale, oltre ad avere una rete elettrica agganciata alla UE. Di qui l\u2019interesse di Bonomi a rafforzare la cooperazione con il regime di Zelensky per supportare le filiere industriali italiane, con tanto di apertura di una sede permanente di Confindustria a Kiev.<\/p>\n<p>Quanto sopra \u00e8 una ulteriore dimostrazione del carattere brigantesco della guerra attuale e mette in luce che la piovra imperialista italiana mira ad ottenere la sua parte di bottino in Ucraina. Intanto il lacch\u00e8 Zelensky pubblicizza a gran voce la &#8220;generosit\u00e0&#8221; degli imperialisti italiani per richiamare, come si fa con i merli, ulteriori investitori per mantenere in piedi il suo regime reazionario.<\/p>\n<p>Con la caduta del Governo Draghi la situazione non pu\u00f2 che rimanere invariata sia se a Palazzo Chigi dovesse salire il fervente europeista Letta, sia se si dovesse accomodare la Meloni la quale, andando contro gli interessi oggettivi della sua base elettorale piccolo-borghese, ha asserito che la politica estera rimarrebbe invariata e ovviamente legata al carro Nato\/USA.<\/p>\n<p>Fratelli d&#8217;Italia, sebbene all&#8217;opposizione, ha appoggiato tutte le decisioni di Washington e le scelte di politica estera promosse dal banchiere di Palazzo Chigi, a dimostrazione che nelle alte sfere della democrazia borghese non esiste pluralismo, e che centrodestra e centrosinistra sono le due facce dello stesso dominio borghese, con funzioni diversificate, o unificate, a seconda del contesto nazionale e internazionale.<\/p>\n<p>Chiunque vincer\u00e0 le elezioni del prossimo 25 settembre si trover\u00e0 ad affrontare le masse in lotta nelle piazze contro l&#8217;aumento del costo della vita, delle bollette, etc.; capiter\u00e0 quindi a fagiolo per la difesa dello stato di cose presente la politica repressiva e para-fascista degli eredi dei missini.<\/p>\n<p>Dal canto suo l&#8217;imperialismo russo, avendo fallito nel rimuovere un agente matricolato dell&#8217;Occidente da Kiev e nel separare l&#8217;UE dagli USA, almeno per il momento, si conferma anello sotto tensione della catena imperialista e non sar\u00e0 certo la conquista del Donbass a colmare le sofferenze del popolo russo.<\/p>\n<p>Lo scenario che ci troviamo davanti \u00e8 quello dell&#8217;inasprimento delle contraddizioni dell&#8217;imperialismo e dell\u2019estensione del conflitto armato fra briganti. Ogni autentico comunista deve svelare alle masse la vera essenza della guerra in corso e agire per l&#8217;unit\u00e0 comunista su basi marxiste-leniniste, per ridare alla classe il suo partito rivoluzionario.<\/p>\n<p>Da Scintilla n. 126 &#8211; settembre 2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La borghesia monopolista italiana si mobilita per accaparrarsi investimenti in vista della ricostruzione dell&#8217;Ucraina. 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