{"id":9508,"date":"2023-03-11T00:10:17","date_gmt":"2023-03-10T23:10:17","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=9508"},"modified":"2023-05-10T10:46:10","modified_gmt":"2023-05-10T08:46:10","slug":"la-lotta-della-gioventu-proletaria-contro-il-capitalismo-e-il-fascismo-negli-anni-1914-1945-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/la-lotta-della-gioventu-proletaria-contro-il-capitalismo-e-il-fascismo-negli-anni-1914-1945-i-parte\/","title":{"rendered":"La lotta della giovent\u00f9 proletaria contro il capitalismo e il fascismo negli anni 1914-1945"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p>Far conoscere la lotta della giovent\u00f9 proletaria rivoluzionaria nel periodo fra la prima guerra mondiale e la Resistenza \u00e8 di grande importanza in questo periodo di guerra imperialista e reazione politica.<\/p>\n<p>La giovent\u00f9 proletaria, in particolare la giovent\u00f9 comunista,\u00a0 fu alla testa\u00a0 della lotta contro il sistema capitalista e il regime fascista e diede a questa lotta le sue energie migliori.<\/p>\n<p>Vogliamo ricordare alcune pagine di questa eroica lotta.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 durante la guerra imperialista del 1914-1918 la giovent\u00f9 del Partito Socialista Italiano tenne alta la bandiera della rivoluzione proletaria, mentre i capi socialdemocratici passarono armi e bagagli dalla parte della borghesia. Turati, Rigola e soci partecipavano ai comitati di mobilitazione diretti dalla borghesia e dicevano \u201cil Monte Grappa \u00e8 la nostra patria\u201d.<\/p>\n<p>Anche se i giovani non avevano ancora acquisto una chiara visione teorica sulla questione dell\u2019atteggiamento del proletariato verso le guerre della classe sfruttatrice, fu subito chiara la loro posizione di lotta senza compromessi contro i guerrafondai, contro il massacro dei giovani dei diversi paesi.<\/p>\n<p>Di fronte alla Rivoluzione Socialista d\u2019Ottobre e allo stato di dittatura del proletariato che ne scatur\u00ec, i giovani socialisti presero una posizione di totale adesione.<\/p>\n<p>Gli avvenimenti russi furono per la giovent\u00f9 proletaria la dimostrazione che la rivoluzione si poteva realizzare.<\/p>\n<p>Nel periodo 1920-1923,\u00a0 la giovent\u00f9 proletaria d\u2019avanguardia seppe tenere ben salda nelle piazze del paese, nelle officine, sulle barricate, nelle strade, la bandiera della lotta frontale alla borghesia,\u00a0 del combattimento contro lo squadrismo fascista appoggiato da industriali e agrari, mentre i socialdemocratici predicavano la resa e firmavano patti di pacificazione con il fascismo.<\/p>\n<p>I giovani da anni avevano gi\u00e0 preso posizione contro gli opportunisti nel PSI e per l\u2019affermazione di una politica veramente rivoluzionaria, mentre i dirigenti riformisti tentarono pi\u00f9 volte di soffocare la spinta del movimento giovanile, tentando di scioglierlo nel congresso di Reggio Emilia del 1912 e riducendolo a compiti di galoppinaggio elettorale.<\/p>\n<p>Otto giorni dopo la fondazione del Partito Comunista d\u2019Italia, che avvenne il 21 gennaio 1921 a Livorno, la Federazione giovanile del Partito Socialista Italiano con l\u20198\u00b0 congresso di Firenze conflu\u00ec in massa (con il 90% dei voti favorevoli) nel neonato partito di avanguardia del proletariato.<\/p>\n<p>Venne cos\u00ec approvata la trasformazione della Federazione giovanile socialista in Federazione giovanile comunista d\u2019Italia, aderente al Partito comunista d\u2019Italia e all\u2019Internazionale comunista. Fu nominato segretario il napoletano Giuseppe Berti, di 19 anni.<\/p>\n<p>La Federazione giovanile comunista fu attiva ininterrottamente\u00a0 durante tutto il periodo della lotta clandestina al fascismo.<\/p>\n<p>La partecipazione dei giovani alla fondazione e alla vita del Partito comunista contribu\u00ec a portare in esso intransigenza contro ogni forma di opportunismo e uno slancio rivoluzionario anche nelle pi\u00f9 difficili condizioni della lotta.<\/p>\n<p>Lo stesso Partito in quegli anni era in gran parte formato da giovani e giovanissimi operai, impiegati, studenti, cresciuti in un ambiente socialista che volevano rinnovare epurandolo dal riformismo; giovani profondamente influenzati dall\u2019esempio della\u00a0 rivoluzione sovietica e impregnati di una forte carica rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Fra i pi\u00f9 attivi ricordiamo Edoardo D\u2019Onofrio, Vittorio Vidali, Gastone Sozzi, Luigi Longo, Teresa Noce, Giuseppe Berti, Pietro Secchia, Giuseppe Dozza, Antonio Roasio, Giuseppe Alberganti, Giuseppe Amoretti, Mauro Scoccimarro, Mario Montagnana, Rita Montagnana, Celeste Negarville, Arturo Colombi, Paolo Robotti, Bruno Tosin, Antonio Cicalini,\u00a0 Umberto Massola, Luigi Frausin, Battista Santhi\u00e0, Camillo Montanari\u2026 una generazione di rivoluzionari che negli anni successivi ricoprirono incarichi importanti nell\u2019organizzazione del Partito in quanto rivoluzionari di professione.<\/p>\n<p>Nel gennaio 1926, al 3\u00b0 Congresso del Partito comunista che si svolse a Lione, i giovani comunisti furono dalla parte di Gramsci.<\/p>\n<p>Nel congresso della Federazione giovanile comunista svoltosi il mese successivo nelle campagne di Biella, condannarono\u00a0 definitivamente, con una maggioranza schiacciante, le posizioni settarie di Bordiga che si oppose all\u2019Internazionale comunista fin dal 1921.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 tre anni prima, l\u2019intera delegazione giovanile italiana presente al 3\u00b0 Congresso internazionale giovanile si era pronunciata a favore delle cellule di fabbrica come base organizzativa, contro le posizioni bordighiste.<\/p>\n<p>Nonostante le leggi eccezionali del 1926 e le condanne a lunghe pene detentive pronunciate in massa, la Federazione giovanile comunista d\u2019Italia, guidata dal Partito,\u00a0 continu\u00f2 irriducibilmente e a ritmo accelerato\u00a0 e sempre pi\u00f9 intenso la lotta contro il fascismo, portando avanti il lavoro di fronte unico.<\/p>\n<p>Grazie a ci\u00f2 conquist\u00f2 una crescente influenza politica e forza organizzativa.<\/p>\n<p>La Federazione giovanile gi\u00e0 nel 1924 svolgeva un lavoro di fabbrica, organizzando conferenze di officina, costituendo Comitati di unit\u00e0 proletaria, riorganizzando il lavoro sindacale e promovendo proteste, scioperi e dimostrazioni in occasione degli anniversari del Primo maggio, del Primo agosto contro la guerra, del 7 novembre.<\/p>\n<p>Numerosi furono i giornali redatti, stampati e diffusi illegalmente dai giovani comunisti: la Giovine Guardia a Milano, La Voce della Giovent\u00f9 a Biella, il Martello a Torino, La Scintilla a Cremona, Il galletto rosso e il Contadino a Roma, i giornalini di officina. A livello nazionale l\u2019organo della giovent\u00f9 era l\u2019Avanguardia. Solo i comunisti seppero dare ai giovani proletari la loro stampa.<\/p>\n<p>&#8230;&#8230;<\/p>\n<p>(II parte)<\/p>\n<p>Nei primi due anni delle leggi eccezionali emanate da Mussolini furono circa 1500 i giovani militanti arrestati, dei quali 450 furono condannati dal Tribunale speciale a 2.200 anni di galera.<\/p>\n<p>L\u201980% dei condannati dal Tribunale speciale aveva meno di 30 anni. Il 60% dei condannati dal Tribunale speciale erano giovani lavoratori e fra di essi il 90% apparteneva alla Federazione giovanile comunista. Molti di questi giovani rivoluzionari presero parola anche dalla \u201ctribuna\u201d di questo infame tribunale, parlando da veri comunisti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 rappresenta una smentita inconfutabile della fascistizzazione della giovent\u00f9.<\/p>\n<p>Il fascismo riusc\u00ec a influenzare e irregimentare solo parzialmente e superficialmente la giovent\u00f9 proletaria. Sebbene cresciuta negli anni della dittatura fascista, sebbene passata attraverso la scuola e le altre organizzazioni del regime, la giovent\u00f9 proletaria fu all\u2019avanguardia della lotta per l\u2019abbattimento del regime capitalista e dei suoi sgherri fascisti.<\/p>\n<p>La resistenza dei giovani comunisti alla fascistizzazione in ogni campo (lavorativo, sportivo, ricreativo,\u00a0 etc.), il rifiuto di indossare la camicia nera, si accompagnavano alla lotta contro le concezioni socialdemocratiche, secondo cui la giovent\u00f9 non doveva interessarsi di politica, dimostrando nei fatti di dar vita a una vera organizzazione politica di lotta ed educazione rivoluzionaria, una riserva di forze fresche per il Partito comunista, una scuola di comunismo per la giovent\u00f9 sfruttata e oppressa.<\/p>\n<p>Un altro compito fondamentale della giovent\u00f9 comunista era l\u2019attivit\u00e0 antimilitarista, la lotta contro la preparazione della guerra. Un compito che andava dai discorsi alle reclute, alle scritte murali, al rifiuto di versare il prestito del littorio e la sottoscrizione per gli aeroplani di guerra.<\/p>\n<p>Anche nell\u2019emigrazione i giovani furono i primi a realizzare le parole d\u2019ordine del Partito comunista, a chiedere di rientrare in Italia per proseguire la lotta contro il regime fascista. Furono anche fra i primi a recepire e realizzare le indicazioni dell\u2019Internazionale comunista per la creazione del fronte unico e lo sviluppo del lavoro di massa.<\/p>\n<p>In questa lotta estremamente aspra per l\u2019abbattimento del regime fascista, e con esso di tutta la classe dominante, i giovani comunisti pagarono un prezzo altissimo, fatto di oscuro isolamento nelle prigioni, di pestaggi, di torture, di assassinii.<\/p>\n<p>La repressione del fascismo fu durissima. Nel 1927, primo anno di assoluta illegalit\u00e0 per il Partito e per la sua federazione giovanile, furono completamente distrutti 40 comitati federali giovanili.<\/p>\n<p>Imparando dagli errori, forgiando nuovi quadri, cambiando i metodi di lavoro e adottando nuove forme di lavoro di massa fra giovani operai e contadini, la Federazione giovanile non solo rimase attiva resistendo alla reazione, ma conquist\u00f2 influenza, si svilupp\u00f2 e si prepar\u00f2 alla conquista della maggioranza della giovent\u00f9 proletaria. In quello stesso anno i gruppi superstiti della giovent\u00f9 massimalista passarono alla Federazione giovanile comunista d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Fra gli eroici sacrifici di quel periodo di durissima resistenza al fascismo ricordiamo quello di Gastone Sozzi.<\/p>\n<p>Figlio di un fornaio, a 18 anni fu fra i fondatori del Partito. Svilupp\u00f2 in Romagna la sua attivit\u00e0 rivoluzionaria, organizzando la difesa contro lo squadrismo fascista e fu alla testa delle lotte operaie. Colpito da un mandato di cattura, si trasfer\u00ec a Torino, nel gruppo dell\u2019Ordine Nuovo con Gramsci e con altri giovani comunisti.\u00a0 A vent\u2019anni venne inviato in Unione Sovietica alla scuola leninista.\u00a0 Partecip\u00f2 al 5\u00b0 Congresso dell\u2019Internazionale Comunista nel 1924. Rientrato in Italia l\u2019anno successivo fu incaricato dal Partito comunista del lavoro clandestino fra i giovani reclutati nelle forze armate fasciste. Fu il creatore del giornale illustrato per i ragazzi, il \u201cFanciullo proletario\u201d e il direttore di \u201cCaserma\u201d e \u201cLa recluta\u201d per i giovani militari. Venne arrestato nel novembre 1927 e accusato di cospirazione contro lo Stato fascista. Trasferito nel carcere di Perugia, per farlo parlare vennero inviati da Roma due agenti fascisti che lo minacciarono e lo seviziarono per settimane. Mor\u00ec nella notte fra il 6 e 7 febbraio 1927 dopo atroci torture che non lo piegarono. Ai suoi carnefici rispose con l\u2019incrollabile resistenza dei comunisti, senza rivelare i nomi e i fili dell\u2019organizzazione comunista.\u00a0 Gastone Sozzi, eroe del\u00a0 proletariato, dirigente del lavoro antimilitarista del Partito comunista, aveva 25 anni.<\/p>\n<p>A partire dal 1929, i giovani comunisti furono i protagonisti di quella \u201csvolta\u201d che permise al Partito di riaffermare la sua presenza organizzativa nel movimento operaio in Italia, evitando di trasformarsi in un partito di soli emigrati all\u2019estero. Grazie al voto del rappresentante dei giovani nell\u2019Ufficio politico furono battute le tesi opportuniste di chi negava l\u2019utilit\u00e0 e la possibilit\u00e0 della lotta del Partito all\u2019interno del paese contro la dittatura fascista.<\/p>\n<p>Al centro della \u201csvolta\u201d vi furono compiti come la ripresa dei contatti e il reclutamento di nuovi elementi operai, la diffusione della stampa comunista, la riorganizzazione della Confederazione Generale del Lavoro clandestina, la formazione dei Comitati di lotta e delle squadre di difesa composte non solo da comunisti, ma dalla massa operaia.<\/p>\n<p>La repressione del fascismo fu feroce e massiccia. Molti giovani comunisti, funzionari e militanti vennero arrestati. Ma nonostante la repressione l\u2019organizzazione comunista in quegli anni ricominci\u00f2 a crescere, grazie all\u2019attivit\u00e0 politica svolta durante la crisi economica, la diminuzione continua del salario, l\u2019intensificazione dei ritmi di lavoro.<\/p>\n<p>Alla testa del lavoro di propaganda, di denuncia, di organizzazione troviamo ancora una volta i giovani comunisti che lavorano nel Centro interno del partito, alternandosi fra una ondata repressiva e quella successiva. Grazie a questa attivit\u00e0 il Partito Comunista dimostr\u00f2 a tutti che era il solo partito antifascista esistente in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019impostazione della \u201csvolta\u201d fu confermata dal 4\u00b0 congresso del Partito, tenutosi a Colonia nel 1931: l\u2019et\u00e0 media dei delegati era di 31 anni e per la maggioranza di loro quello era il primo congresso, essendo entrati nelle file del partito dopo il 1926.<\/p>\n<p>&#8230;.<\/p>\n<p>(III parte)<\/p>\n<p>Nel 1936 la giovent\u00f9 comunista si batt\u00e9 con audacia contro le guerre del fascismo.\u00a0 Quando il fascismo scaten\u00f2 le sue armate contro la Repubblica in Spagna la giovent\u00f9 comunista fu pronta a rispondere all\u2019appello dell\u2019Internazionale comunista e del Partito comunista. In\u00a0 centinaia accorsero a combattere nelle Brigate internazionali e molti di essi diedero la vita per la libert\u00e0 dei popoli di Spagna, dimostrando il loro spirito internazionalista proletario e riscattando il nostro popolo dall\u2019onta del corrotto e infame regime fascista.<\/p>\n<p>La giusta linea stabilita dal 7\u00b0 Congresso dell\u2019Internazionale comunista aiut\u00f2 la giovent\u00f9 comunista a trovare la via della liberazione dal fascismo, moltiplicando l\u2019intervento e l\u2019iniziativa politica fra le masse giovanili ingannate dal regime mussoliniano.<\/p>\n<p>Il Partito affid\u00f2 ai giovani questo importante compito, ed essi trovarono il modo di realizzarlo portando il lavoro di massa anche all\u2019interno delle organizzazioni fasciste.<\/p>\n<p>La lotta della giovent\u00f9 comunista al fascismo e alla classe che lo aveva generato dur\u00f2 senza soste per tutto il ventennio nero. Con la caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943, venne alla luce il rifiuto di massa del fascismo, specie da parte dei giovani che abbatterono i simboli del regime, cancellarono le frasi mussoliniane, bruciarono i quadri del duce.<\/p>\n<p>Dopo l\u20198 settembre 1943 cominci\u00f2 la Resistenza in cui la giovent\u00f9 operaia e contadina ebbe un ruolo essenziale. Il compito di orientare e infondere fiducia nella giovent\u00f9, di farla passare dall\u2019inganno fascista, dalla disillusione e dallo sbandamento alla lotta di liberazione fu di fondamentale importanza.<\/p>\n<p>Bisognava non solo organizzare le brigate Garibaldi, i Gap, le Sap, fondere la lotta armata con gli scioperi operai, ma anche mobilitare i giovani su ampia scala, lottando contro i repubblichini e l\u2019attesismo dei partiti borghesi antifascisti.<\/p>\n<p>La disobbedienza dei giovani ai bandi di arruolamento dei fascisti fu ampia. Crebbe l\u2019odio della giovent\u00f9 verso i fascisti e inizi\u00f2 la guerra partigiana. Furono migliaia i giovani e i giovanissimi che parteciparono alla Resistenza.<\/p>\n<p>In questo scenario occorreva un organismo rappresentativo e unitario della giovent\u00f9 capace di organizzare la lotta per cacciare nazisti e fascisti, e di formare una nuova classe dirigente all\u2019altezza dei compiti storici che si attendevano. Nacque cos\u00ec il Fronte della giovent\u00f9, formato nel 1944 nelle regioni settentrionali nel fuoco della Resistenza e della lotta partigiana. Il Partito Comunista invit\u00f2 i giovani ad aderire al Fronte della giovent\u00f9 diretto infaticabilmente da Eugenio Curiel, eroe della giovent\u00f9 comunista e di tutta la giovent\u00f9 proletaria d\u2019Italia, assassinato dai fascisti nel 1945.<\/p>\n<p>Centinaia e centinaia di giovani aderenti al Fronte della Giovent\u00f9 sono caduti tra i partigiani, con le armi in mano, fucilati o impiccati a gruppi; parecchi di essi hanno avuto funzioni di comando nelle differenti formazioni combattenti. Il contributo del Fronte della Giovent\u00f9 alla renitenza alla leva repubblichina, agli scioperi operai e alla guerra di liberazione \u00e8 stato rilevante.<\/p>\n<p>Fra le decine di migliaia di giovani caduti combattendo nella lotta di liberazione, rievochiamo la figura di Dante Di Nanni.<\/p>\n<p>Figlio di immigrati pugliesi, a 15 anni entr\u00f2 in fabbrica, ma continu\u00f2 a studiare in una scuola serale. A 17 si arruol\u00f2 in aeronautica.\u00a0 Anche per lui l&#8217;8 settembre segn\u00f2 l&#8217;inizio della lotta contro i nazifascisti. Nel gennaio 1944 entr\u00f2 nei GAP torinesi. La notte del 17 maggio con altri compagni attacc\u00f2 una stazione radio repubblichina. Prima di farla saltare in aria i gappisti disarmarono nove militi che la presidiavano e, sulla promessa che non avrebbero dato l&#8217;allarme, salvarono loro la vita. I gappisti, invece, vennero\u00a0 traditi e furono sorpresi da un intero reparto nemico. Nello scontro rimasero\u00a0 tutti feriti, ma riuscirono a sganciarsi. Dante Di Nanni, raggiunto da sette proiettili al ventre, alla testa e alle gambe, venne trasportato in una casa in Borgo San Paolo. Ma i fascisti e i nazisti avvertiti da una spia iniziarono a sparare contro di lui, con l&#8217;appoggio di un carro armato e di un&#8217;autoblinda. Dalla casa partirono brevi, precise raffiche di mitra e lanci di bombe a mano, che decimarono i fascisti. Con le cariche di tritolo Dante Di Nanni blocc\u00f2 i veicoli corazzati. Dopo un\u2019ora e mezza di fuoco, esaurite le munizioni, dalla casa apparve la figura di un giovane coperto di sangue che si avvicin\u00f2 alla ringhiera di un balcone, lev\u00f2 in alto il pugno chiuso e si lasci\u00f2 cadere nel vuoto. Cos\u00ec mor\u00ec a 19 anni Dante Di Nanni.<\/p>\n<p>\u00abGli anni e i decenni passeranno: i giorni duri e sublimi che noi viviamo oggi appariranno lontani, ma generazioni intere si educheranno all&#8217;amore per il loro paese, all&#8217;amore per la libert\u00e0, allo spirito di devozione illimitata per la causa della redenzione umana sull&#8217;esempio dei mirabili garibaldini che scrivono oggi, col loro sangue rosso, le pi\u00f9 belle pagine della storia italiana.\u00bb (\u201cAlla gloria dell&#8217;eroe nazionale Dante Di Nanni&#8221;, opuscolo clandestino edito a Torino il 4 giugno 1944).<\/p>\n<p>La lotta della giovent\u00f9 comunista negli anni fra le due guerre mondiali (1914 -1945) \u00e8 ricchissima di esperienze, di idee, di capacit\u00e0, di intelligenze, da cui imparare.<\/p>\n<p>Mentre il marcio sistema borghese affonda sotto il peso delle sue contraddizioni e la lotta della classe operaia e dei popoli oppressi riprende vigore, oggi come ieri spetta ai giovani mettersi in prima linea nella lotta contro la reazione e la guerra imperialista, per il lavoro, per il pane, per la libert\u00e0 contro l\u2019oppressione, per la cultura contro l\u2019ignoranza, per la rivoluzione e il socialismo.<\/p>\n<p>Sotto le bandiere del comunismo, nella lotta per ridare alla classe il suo Partito comunista la giovent\u00f9 proletaria scriver\u00e0 con il proprio futuro e quello dell\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla nn. 132, 133 e 134 (2023)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Far conoscere la lotta della giovent\u00f9 proletaria rivoluzionaria nel periodo fra la prima guerra mondiale e la Resistenza \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9509,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87,99],"tags":[],"class_list":["post-9508","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gioventu-m-l","category-memoria-storica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9508","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9508"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9508\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9676,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9508\/revisions\/9676"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9509"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9508"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9508"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9508"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}