{"id":9532,"date":"2023-03-10T18:17:11","date_gmt":"2023-03-10T17:17:11","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=9532"},"modified":"2023-03-11T18:22:31","modified_gmt":"2023-03-11T17:22:31","slug":"tendenze-politiche-dellimperialismo-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/tendenze-politiche-dellimperialismo-usa\/","title":{"rendered":"Tendenze politiche dell\u2019imperialismo USA"},"content":{"rendered":"<p>Che gli USA, dall\u2019amministrazione Trump a quella Biden, abbiano cercato e stiano tuttora cercando di ridimensionare o ricalibrare la globalizzazione \u00e8 un dato di fatto.<\/p>\n<p>Il motivo esplicito \u00e8 dato dal tentativo di mantenere la propria egemonia mondiale (basata sul predominio economico-finanziario, tecnologico, militare e mediatico) oggi messa in discussione dall\u2019ascesa dell\u2019imperialismo cinese il cui processo di sviluppo si \u00e8 accelerato negli ultimi decenni fino a farlo divenire la seconda pi\u00f9 grande economia mondiale.<\/p>\n<p>L\u2019egemonia USA \u00e8 scossa principalmente da fattori interni (crisi economiche, calo del saggio di profitto, debito eccessivo, etc.), ma anche da fattori esterni. La legge dello sviluppo ineguale e l\u2019inasprimento delle contraddizioni proprie del sistema imperialista &#8211; che si manifestano sotto forma di guerre commerciali e di penetrazione di altre potenze nel mercato mondiale\u00a0 &#8211; la indeboliscono.<\/p>\n<p>L\u2019imperialismo USA \u00e8 in un prolungato processo di declino nei confronti dei suoi rivali. Il suo peso nella produzione e nel commercio mondiale \u00e8 in calo.\u00a0 Tuttavia, la forza dei monopoli statunitensi \u00e8 ancora notevole (fra i primi 100 del mondo per fatturato 35 sono statunitensi, 18 cinesi); il dollaro sebbene indebolito continua ad essere mezzo di scambio internazionale e valuta mondiale di riserva; l\u2019apparato militare USA \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 potente del mondo.<\/p>\n<p>L\u2019imperialismo nordamericano non ha perso la sua capacit\u00e0 di costruire ed espandere alleanze politico-militari con altri paesi imperialisti, occidentali e orientali, per contenere e combattere i suoi principali rivali, in primo luogo la Cina imperialista (che non ha alleati strategici).<\/p>\n<p>Su tali pilastri continua a reggersi l\u2019egemonia e il controllo economico, politico e militare degli Stati Uniti, l\u2019imperialismo pi\u00f9 aggressivo, guerrafondaio e pericoloso del pianeta.<\/p>\n<p>Con questi presupposti, l\u2019amministrazione Biden, sta giocando le sue carte nella lotta per una nuova ripartizione economica e territoriale del mondo tra i principali paesi imperialisti, con le loro zone di influenza.<\/p>\n<p>Lo fa prima che la Cina diventi troppo potente per essere fermata.<\/p>\n<p>Con l\u2019ampliamento della NATO ad est, il golpe del Maidan e il sostegno al fantoccio Zelensky per dispiegare missili a lunga gittata sul territorio ucraino, insistendo sulla \u201cinvasione russa\u201d, ha fatto il possibile perch\u00e9 l\u2019imperialismo russo, suo rivale immediato e amico della Cina, iniziasse la guerra in corso in Ucraina, dall\u2019esito attualmente non scontato.<\/p>\n<p>Ora l\u2019amministrazione Biden sta ponderando i passi strategici dell\u2019escalation per mantenere la guerra il pi\u00f9 a lungo possibile, mettendo anche in conto il conflitto nucleare.<\/p>\n<p>Con questa linea di condotta persegue un altro obiettivo, non meno importante: indebolire e mantenere divisi i principali paesi della UE e ritardare il processo della loro unificazione politico-militare, che vuol dire avanzamento nella formazione di un nuovo blocco imperialista, potenzialmente rivale.<\/p>\n<p>Un altro tavolo su cui l\u2019imperialismo USA sta giocando \u00e8 la questione del mantenimento del primato tecnologico (strettamente connesso col primato militare e lo sviluppo della sua strategia). Il tavolo riguarda essenzialmente la produzione e l\u2019utilizzo di chip, ossia delle memorie e dei circuiti logici, sempre pi\u00f9 miniaturizzati, e quindi sempre pi\u00f9 potenti, utilizzati nei computer, negli smartphone, nella tecnologia moderna industriale e domestica in genere.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto dello scorso anno gli USA hanno varato l\u2019US Chips and Science Act per uno stanziamento di 280 miliardi di dollari per investire in ricerca, perseguire il reshoring (rimpatrio) e il nearsharing (riavvicinamento). In pratica l\u2019atto va a sovvenzionare le aziende che investono nella produzione di chip negli USA o che comunque si impegnino a non rifornire la Cina di chip di ultima generazione, che si misura con\u00a0 la densit\u00e0 delle memorie in termini di nanometri, in una corsa crescente fino alla dimensione di pochi strati molecolari (un nanometro, pari a un miliardesimo di metro \u2013 \u00e8 l\u2019ordine di grandezza delle dimensioni atomiche e molecolari).<\/p>\n<p>Con il monopolio di queste tecnologie il Pentagono programma la costruzione di supercomputer che si pensa possano gestire l\u2019attacco atomico e intercettare la reazione avversaria annullandola o limitandone i danni.<\/p>\n<p>Ebbene, le principali multinazionali del settore (tra cui l\u2019americana Intel) operano in Sud Corea (accanto a Samsung), Taiwan e Cina. Il provvedimento in questione, che prevede un solo anno di tempo per l\u2019uso di macchine americane, sta ponendo i bastoni tra le ruote in quei paesi a un business cos\u00ec importante. Significativamente Samsung, Micron, Intel ed altri, cos\u00ec come i produttori di computer e smartphone, hanno visto nel 2022 (anche per altre cause tipo chiusure per Covid e iperinflazione ovviamente) cospicue\u00a0 riduzioni di fatturato dell\u2019ordine di due cifre percentuali. Per ben ponderare lo scombussolamento provocato dall\u2019 Act va anche considerato che alcune macchine ad altissima tecnologia per la produzione di chip sono di nazionalit\u00e0 giapponese, belga e olandese.<\/p>\n<p>Sempre nello stesso mese gli USA hanno varato anche l\u2019Inflaction Reduction Act (IRA) per sostenere la ristrutturazione elettrica e digitale. In pratica sovvenzioni dirette ed indirette per la produzione di auto elettriche, batterie, colonnine di alimentazione ed altro prodotte negli USA o in paesi che gli USA giudicano unilateralmente alleati fidati o vassalli (p. es. l\u2019Italia). L\u2019importo totale \u00e8 di quasi 700 miliardi. Una cifra colossale aperta anche alle multinazionali non USA che ha fatto sobbalzare\u00a0 alcune cancellerie europee per il possibile processo di deindustrializzazione nella UE che cos\u00ec si provoca.<\/p>\n<p>Notiamo inoltre che le posizioni protezioniste hanno da tempo messo fuori gioco il WTO, che certo non pu\u00f2 sanzionare un paese della stazza degli USA.<\/p>\n<p>Questo agire dell\u2019imperialismo USA (protezionismo, guerra in Ucraina, scompaginamento della UE, sconvolgimento a loro favore delle catene di approvvigionamento) sta contribuendo \u2013 assieme ad altri fattori, quali il rialzo dei tassi d\u2019interesse reali, le conseguenze della pandemia (la Cina ha riaperto da poco), gli sconvolgimenti climatici, ma anche a cause di tipo endogeno come sovrapproduzione e caduta del tasso di profitto &#8211;\u00a0 al rallentamento della economia mondiale (vedi Scintilla di febbraio 2023).<\/p>\n<p>In questo contesto differenti tendenze politiche si sono formate o si stanno formando negli USA (cos\u00ec come nella UE).<\/p>\n<p>Non ancora partiti trasversali antagonisti, ma certamente dispute fra correnti che compongono un\u2019unit\u00e0 contraddittoria in movimento, a seconda dei dosaggi delle differenti posizioni che si confrontano sulla globalizzazione e sulla prosecuzione della guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Se negli USA ha finora prevalso la tendenza bellicista, esiste anche una tendenza pi\u00f9 attenta alle ragioni dell\u2019economia, che si oppone alla escalation militare e ad un totale disaccoppiamento\u00a0 dalla globalizzazione che si sviluppata negli ultimi tre decenni.<\/p>\n<p>Questa tendenza considera che difficilmente gli USA possono fermare in poco tempo e senza danni un fenomeno massiccio e ormai di lunga data senza compromettere il business di cospicua parte delle loro Corporation. E, si sa, per gli angloamericani vale il detto\u00a0 business is business (gli affari sono affari).<\/p>\n<p>La tendenza \u201ceconomica\u201d chiede un diverso approccio all\u2019economia mondiale, che tenga certamente in debito conto la salvaguardia del primato USA, ma senza compromettere la stabilit\u00e0 del sistema imperialista e la crescita dell\u2019economia mondiale stessa.<\/p>\n<p>Una sorta di revisione del neoliberismo sfrenato, in cui il sistema imperialista sia gestito con attenzione ai rischi globali in crescita (fra cui quelli climatico e sanitario), alla prevenzione di un\u2019altra crisi economica, alla sicurezza delle catene di approvvigionamento, con una ripresa della cooperazione \u2018regolata\u2019 e del multilateralismo (con gli alleati)\u00a0 supportati dai muscoli economici yankee; in secondo luogo, chiede un minore coinvolgimento nelle campagne militari all\u2019estero e un compromesso per far cessare il conflitto con la Russia sulla base dello statu quo ottenuto sul campo di battaglia. Insomma, una strategia diversa da quella del caos globale per difendere l\u2019egemonia statunitense.<\/p>\n<p>Le differenti tendenze politiche della borghesia imperialista\u2013 per quanto riguarda gli USA non riconducibili strettamente alla differenza fra democratici e repubblicani, essendo di tipo trasversale &#8211; vanno analizzate e comprese alla luce della teoria marxista-leninista dell\u2019ultima fase del capitalismo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, non esistono imperialismi buoni e cattivi, cos\u00ec come non esistono tendenze politiche buone e cattive della borghesia imperialista poich\u00e9, in un modo o nell\u2019altro, esse rappresentano gli interessi del capitale monopolistico finanziario.<\/p>\n<p>Per sua natura, l&#8217;imperialismo genera sfruttamento, oppressione e guerra; \u00e8 \u201creazione su tutta la linea\u201d e non pu\u00f2 essere riformato a beneficio del proletariato.\u00a0 Tutte le tendenze politiche dell\u2019imperialismo sono retrograde, antioperaie e anticomuniste.<\/p>\n<p>La lotta della classe operaia e dei popoli per l&#8217;emancipazione sociale e nazionale deve essere guidata da una politica di completa indipendenza di classe: questa \u00e8 una condizione per la piena realizzazione degli obiettivi strategici della rivoluzione proletaria.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica il mettere al centro la difesa degli interessi della classe operaia e dei popoli oppressi, ed individuare come bersagli la borghesia e il dominio imperialista, per assicurare la vittoria del socialismo.<\/p>\n<p>L&#8217;indipendenza di classe non nega, anzi, presuppone la possibilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di approfittare delle contraddizioni interborghesi che si manifestano nelle condizioni storiche concrete di un dato paese.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, una politica di indipendenza di classe del proletariato presuppone la necessit\u00e0 di sfruttare le contraddizioni interimperialiste, per indebolire il dominio della potenza individuata come pi\u00f9 pericolosa, aprirsi spazi e rafforzare il fronte delle forze operaie e popolari.<\/p>\n<p>Approfittare di queste contraddizioni non implica in alcun modo combattere un imperialismo in modo che un altro possa occupare il suo posto, oppure appoggiare una tendenza politica imperialista per contrastarne un\u2019altra ugualmente imperialista. E\u2019 la lotta rivoluzionaria del proletariato e quella di liberazione dei popoli che vanno appoggiate e sostenute, affinch\u00e8 progrediscano costantemente!<\/p>\n<p>Naturalmente, per sviluppare questa politica indipendente e di classe \u00e8 necessario disporre dello strumento che incarna su tutti i piani l\u2019indipendenza del proletariato dalla borghesia: il Partito comunista.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla\u00a0 n. 132, marzo 2023<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che gli USA, dall\u2019amministrazione Trump a quella Biden, abbiano cercato e stiano tuttora cercando di ridimensionare o ricalibrare la globalizzazione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9533,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104,89],"tags":[],"class_list":["post-9532","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9532"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9532\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9534,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9532\/revisions\/9534"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}