{"id":9671,"date":"2023-05-10T08:36:59","date_gmt":"2023-05-10T06:36:59","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=9671"},"modified":"2023-05-10T15:21:02","modified_gmt":"2023-05-10T13:21:02","slug":"le-ambizioni-dellimperialismo-italiano-in-africa-e-il-piano-mattei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/le-ambizioni-dellimperialismo-italiano-in-africa-e-il-piano-mattei\/","title":{"rendered":"Le ambizioni dell\u2019imperialismo italiano in Africa e il \u201cPiano Mattei\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Dopo le visite in Algeria e Libia, a met\u00e0 aprile la Meloni \u00e8 sbarcata in Etiopia per rilanciare il c.d. \u201cPiano Mattei\u201d. Un piano che il governo di estrema destra italiano tiene coperto, in attesa del summit intergovernativo Italia-Africa del prossimo ottobre.<\/p>\n<p>Dietro l\u2019ipocrita umanitarismo del \u201cfare di pi\u00f9 per l&#8217;Africa\u201d e dello \u201csviluppo non predatorio\u201d gi\u00e0 si vedono gli assi portanti di questo disegno imperialista che \u00e8 al centro della politica estera del governo Meloni che segue le orme di Draghi:<\/p>\n<p>&#8211; Recuperare e ampliare le zone di influenza in Africa e nel \u201cMediterraneo allargato\u201d per cercare di trovare all\u2019estero la soluzione delle contraddizioni che attanagliano la societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p>&#8211; Rapinare le preziose materie prime e le risorse energetiche dei paesi africani, per sganciarsi dalle forniture russe e diversificare l\u2019approvvigionamento di petrolio e gas, trasformando l\u2019Italia nello snodo di distribuzione verso la UE,\u00a0 con relative rendite di posizione.<\/p>\n<p>&#8211; Sostenere dal punto di vista degli interessi dei monopoli italiani, fatti passare per interessi nazionali, la \u201cstabilizzazione sociale\u201d in paesi africani come Etiopia,\u00a0 Somalia, Libia, Tunisia, Congo, Mozambico; questo sia per evitare processi rivoluzionari, sia per contrastare l&#8217;ingresso di rivali imperialisti e capitalisti (Cina,\u00a0 Russia, Arabia Saudita, India, Turchia, Egitto, etc.) in una regione che \u00e8 sempre di pi\u00f9 territorio di caccia dell\u2019imperialismo<\/p>\n<p>&#8211; Bloccare nei paesi africani i flussi dei migranti e dei rifugiati, aumentando la repressione in questi paesi, mentre si militarizza il Mediterraneo, si rendono insostenibili l\u2019attivit\u00e0 delle navi delle Ong e si elimina la protezione speciale per i richiedenti asilo.<\/p>\n<p>&#8211; Vendere grandi quantit\u00e0 di armi ai regimi reazionari al potere.<\/p>\n<p>Alcuni commentatori hanno osservato che la \u201cnipotina\u201d di Mussolini e Graziani ha esaltato le \u201cstoriche relazioni\u201d con i paesi africani come l\u2019Etiopia e la Somalia senza spendere una sola parola sulle aggressioni ai popoli e sui crimini commessi dal fascismo in quei paesi: sterminio di civili inermi, villaggi e ospedali bruciati,\u00a0 mattanza dei prigionieri, fucilazione di massa dei religiosi (come a Debr\u00e0 Liban\u00f2s), terrorismo, razzie, uso massivo dei gas tossici, costruzione dei campi di concentramento.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi. Se il fascismo era imperialista e colonialista, la \u201cdemocratica\u201d borghesia italiana alla testa del monopolio energetico ENI, che \u00e8 l\u2019asse portante del \u201cPiano Mattei\u201d e degli accordi con i regimi reazionari africani, \u00e8 imperialista e neocolonialista, ma con la maschera \u201ccooperativa\u201d.<\/p>\n<p>I motivi di fondo che spingono gli imperialisti italiani in Africa sono gli stessi: mettere le mani sul ricco bottino africano e preparare la macchina bellica.<\/p>\n<p>L\u2019attivismo imperialistico della Meloni in Africa non ha per\u00f2 solide\u00a0 basi economico-finanziarie e strategiche.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 un paese con un capitalismo monopolistico asfittico e declinante, che fa fatica a tenere il passo dei rivali; ha scarsi capitali da esportare, anche sotto forma di \u201caiuti\u201d (i capitali li deve prendere a prestito dall\u2019estero, ad es. con il PNRR finanziato con i fondi UE per cercare di rafforzare i suoi monopoli e reggere la concorrenza internazionale).<\/p>\n<p>Anche le condizioni economiche e storiche sono cambiate. L\u2019imperialismo italiano non ha pi\u00f9 quel rango che poteva vantare ai tempi di Enrico Mattei (settima potenza mondiale come produzione manifatturiera); non ha un capitalismo di stato sviluppato in settori strategici come la chimica, la siderurgia, l\u2019informatica, etc.; le distanze dai principali concorrenti europei attivi in Africa, come Francia, Regno Unito e Germania, si sono ampliate e non c\u2019\u00e8 con questi paesi solida collaborazione sulla spartizione del bottino africano; vi sono altre potenze che fanno dell\u2019Africa terra di conquista.<\/p>\n<p>Inoltre, il governo reazionario italiano fa i conti senza l\u2019oste. I corrotti ed instabili regimi africani si bilanciano e mercanteggiano fra diversi concorrenti imperialisti; promettono cento, concedono cinquanta e alzano continuamente la posta; le forniture non vengono rispettate; esigono sempre pi\u00f9 donazioni di armi\u00a0 e mezzi bellici &#8211; come le motovedette regalate a Libia e Tunisia; domandano tangenti cospicue (Mattei <em>docet<\/em>) e utilizzano milizie private pagate con concessioni minerarie, per cui gli accordi devono essere continuamente rinegoziati.<\/p>\n<p>Con il reclamistico Piano Mattei la borghesia italiana vorrebbe far valere i\u00a0 propri interessi \u201cnazionali\u201d\u2008inserendosi nella lotta fra le grandi potenze per il saccheggio imperialista dell\u2019Africa.<\/p>\n<p>Le ambizioni dell\u2019imperialismo italiano e dell\u2019estrema destra che lo governa inaspriranno i contrasti con altri imperialismi pi\u00f9 forti o in ascesa (compresi quelli \u201calleati\u201d), accentuando le contraddizioni internazionali.<\/p>\n<p>Ma l\u2019opposizione decisiva ai piani della borghesia italiana dovr\u00e0 provenire da un altro campo: quello della lotta della classe operaia e di tutti i lavoratori, dei popoli dei paesi africani oppressi e sfruttati.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario attirare l\u2019attenzione del proletariato sulle questioni di politica estera e saldare questi problemi con le questioni urgenti della vita politica interna e del movimento operaio.<\/p>\n<p>Chiamiamo alla vigilanza nei confronti della banditesca politica estera portata avanti dall\u2019imperialismo italiano tramite il governo reazionario, sciovinista e guerrafondaio di Meloni.<\/p>\n<p>Rilanciamo l\u2019appello per l\u2019unit\u00e0 di azione di tutte le organizzazioni comuniste e operaie contro i piani antioperai e antipopolari dell\u2019imperialismo italiano, per sviluppare un ampio movimento dei lavoratori sulla base di una comune piattaforma democratica e antimperialista, volto a difendere la pace, ostacolare e sconfiggere le politiche banditesche del governo Meloni, isolarlo e cacciarlo, assestando un duro colpo ai nemici della classe operaia e dei popoli.<\/p>\n<p>La denuncia del demagogismo governativo\u00a0 e il protagonismo\u00a0 operaio rivestono una grande importanza per strappare all&#8217;influenza delle forze della reazione borghese i settori popolari colpiti dalla crisi, incapaci di trovare una via d&#8217;uscita dal processo di impoverimento che li colpisce.<\/p>\n<p>Il fallimento del \u201cPiano Mattei\u201d sar\u00e0 un importante fattore di maturazione della crisi politica nel nostro paese.<\/p>\n<p>Via Meloni e tutti gli imperialisti dal potere, lottiamo per una politica di benessere, di pace e di libert\u00e0 per i lavoratori e i popoli!<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 134, maggio 2023<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo le visite in Algeria e Libia, a met\u00e0 aprile la Meloni \u00e8 sbarcata in Etiopia per rilanciare il c.d. 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