{"id":9773,"date":"2023-06-09T19:57:02","date_gmt":"2023-06-09T17:57:02","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=9773"},"modified":"2023-06-12T10:43:57","modified_gmt":"2023-06-12T08:43:57","slug":"pomigliano-si-torna-a-scioperare-in-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/pomigliano-si-torna-a-scioperare-in-massa\/","title":{"rendered":"Pomigliano: si torna a scioperare in massa"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nello scorso numero del giornale denunciavamo la situazione nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d\u2019Arco, dove migliaia di operai sono sottoposti allo stillicidio della cassa integrazione, a ritmi lavorativi da record olimpionici, flessibilit\u00e0 selvaggia con spostamenti di reparti comunicati all\u2019ultimo minuto, trasferte coatte, sabati lavorativi e \u201cmesse in libert\u00e0\u201d a discrezione del padrone, migliaia di infortuni e malattie professionali con un numero crescente di RCL (operai con ridotte capacit\u00e0 lavorative), \u201cpremi\u201d salariali che restituiscono una millesima parte del plusvalore estorto sulle linee produttive.<\/p>\n<p><strong>Scioperi veri in fabbrica: era ora!<\/strong><\/p>\n<p>E proprio a Pomigliano sono ripartiti dal 10 maggio scorso gli scioperi di massa (adesioni all\u201980%) su entrambi i turni, prolungati rispetto le ore proclamate e proseguiti per pi\u00f9 giorni, con i cortei interni malgrado divieti e provocazioni aziendali\u2026non i finti scioperi dei sindacati collaborazionisti e filo-aziendali.<\/p>\n<p>Scioperi e proteste contro la sistematica intensificazione dei carichi e dei ritmi di lavoro per elevare il grado di sfruttamento degli operai, con il corrispondente aumento della quantit\u00e0\u00a0 di lavoro non pagato estorto agli stessi operai; contro le vergognose condizioni di igiene e sicurezza in cui vengono lasciati gli operai nei reparti e negli ambienti di fabbrica, contro la creazione di nuove aree di lavoro in capannoni fatiscenti; contro l\u2019insopportabile regime da caserma e i continui ricatti imposti dalla gerarchia di fabbrica e dai falsi rappresentanti sindacali.<\/p>\n<p>Le conseguenze di quattro giorni di scioperi si sono fatte sentire, eccome: la produzione di migliaia di autovetture fra Panda e Tonale \u00e8 stata fermata con gravi perdite per il capitale; di fronte alla minaccia dell\u2019astensione del lavoro, l\u2019azienda\u00a0 ha dovuto anche fare marcia indietro sulle comandate al lavoro straordinario di sabato.<\/p>\n<p>Con la prima settimana di scioperi a maggio gli operai di Pomigliano hanno incrinato la diga che l\u2019azienda ha costruito a partire dal \u201cPiano Marchionne\u201d, fatto passare nel giugno 2010 con un referendum truffaldino, e dall\u2019accordo separato con Fim-Cisl e Uilm: uno schema padronale poi esteso a tutte le aziende del gruppo Fiat.<\/p>\n<p>Proprio grazie a quel vergognoso contratto, da allora si sono imposte condizioni di lavoro sempre pi\u00f9 estenuanti, si sono colpiti gli operai combattivi che lo contestavano, sono stati messi all\u2019angolo i sindacati conflittuali, mantenuta la deportazione a Nola di 316 operai, bloccati gli scioperi che colpivano duramente la produzione per il profitto.<\/p>\n<p>Ma questa diga eretta sulle spalle degli operai non poteva durare all\u2019infinito.<\/p>\n<p>La pressione creata dal malcontento, dalla rabbia, dall\u2019insostenibilit\u00e0 della condizione lavorativa, dallo schifo dei sindacalisti gialli pronti a genuflettersi davanti ogni richiesta padronale, ha creato una falla che ora va allargata ed estesa ad altri stabilimenti.<\/p>\n<p><strong>Dignit\u00e0 e riscossa operaia<\/strong><\/p>\n<p>Il grido di \u201cDignit\u00e0-dignit\u00e0\u201d con cui gli operai hanno abbandonato le loro postazioni di lavoro incrociando le braccia e coinvolgendo i loro compagni di lavoro nello sciopero, non deve essere sottovalutato.<\/p>\n<p>Il capitale non solo sfrutta gli operai a sangue, ma calpesta la loro dignit\u00e0 umana, li mortifica, li aliena, li espropria, li mette in concorrenza uno con l\u2019altro, li tratta come schiavi.<\/p>\n<p>Questo grido \u00e8 un segnale di rivolta e di riscossa contro un sistema basato sulla schiavit\u00f9 salariale e i suoi galoppini sindacali; perci\u00f2 deve essere valorizzato e ripreso, accompagnato da altri slogan che mettano in luce la necessit\u00e0 di abolire il regime capitalistico, di realizzare il potere del proletariato in fabbrica e nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019eco dello sciopero operaio di Pomigliano \u00e8 arrivato ben presto negli altri stabilimenti, dove pure nelle settimane scorse vi sono state azioni di protesta e scioperi: a Melfi, dove si contestano gli esuberi, si rivendica il ripristino della pausa di 10 minuti, occupazione e pi\u00f9 salario; a Cassino, a Termoli, a Rivalta e pi\u00f9 in generale in tutto il settore automobilistico che \u00e8 alle prese con una pesante ristrutturazione che determina licenziamenti e peggioramento delle condizioni lavorative.<\/p>\n<p><strong>Obiettivi immediati e strategici<\/strong><\/p>\n<p>Una lotta che in Stellantis deve avere come obiettivi concreti l\u2019abolizione del contratto aziendale separato, la reintroduzione del Contratto collettivo nazionale di categoria, il ritiro delle nuove cadenze, la riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro che hanno portato gli operai ad essere spremuti come limoni, forti aumenti salariali, il miglioramento delle condizioni lavorative e la tutela della sicurezza e della salute sul posto di lavoro, la fine delle discriminazioni verso gli RCL, il ripristino in fabbrica dei diritti e delle tutele operaie.<\/p>\n<p>E\u2019 la stessa struttura della rappresentanza sindacale in fabbrica che viene messa in crisi irreversibile dagli scioperi degli operai di Pomigliano.<\/p>\n<p>La battaglia operaia avviata a Pomigliano va dunque proseguita, ampliata a livello nazionale e radicalizzata.<\/p>\n<p>Non illudiamoci sul ruolo che potr\u00e0 giocare la Fiom-Cgil, che cercher\u00e0 di sottrarsi dalla spinta operaia dal basso e dalla intransigenza padronale dall\u2019alto cercando di recuperare scampoli di concertazione. Infatti ha gi\u00e0 sospeso gli scioperi e va a Parigi a chiedere di incontrare Tavares, mentre i sindacalisti gialli chiedono all\u2019azienda \u201cverifiche\u201d &#8230;.<\/p>\n<p>Affidarsi alla burocrazia sindacale, che ha per finalit\u00e0 non la difesa intransigente degli interessi operai ma la loro conciliazione con quelli padronali, assieme alla difesa dei propri privilegi di gruppo, \u00e8 un errore imperdonabile.<\/p>\n<p>Sperare in aiuti che vengano da \u201cfuori\u201d (da chi, non essendoci alcun partito che rappresenta gli interessi della classe operaia?) \u00e8 una micidiale illusione. Solo classe operaia salva s\u00e9 stessa!<\/p>\n<p>Spetta dunque agli operai e delegati stessi unirsi e organizzarsi per imporre i propri interessi con la lotta, continuando a colpire il padrone nella estrazione di plusvalore in fabbrica, a suon di scioperi che bloccano la produzione, specie nei punti strategici.<\/p>\n<p>E\u2019 sempre pi\u00f9 necessario dar vita ad un coordinamento di delegati combattivi del gruppo, perch\u00e9 i problemi che si vivono a Pomigliano sono gli stessi di tutti gli stabilimenti Stellantis.<\/p>\n<p>Il ruolo decisivo sar\u00e0 giocato dagli operai avanzati, specie i pi\u00f9 giovani che si formano nel fuoco della lotta e vanno oltre i limiti del sindacalismo, realizzando l\u2019unione del movimento comunista con il movimento operaio, stringendosi con i comunisti in un solo reparto di avanguardia organizzato e cosciente del proletariato: il Partito comunista![\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nello scorso numero del giornale denunciavamo la situazione nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d\u2019Arco, dove migliaia di operai sono sottoposti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9774,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[94],"tags":[108],"class_list":["post-9773","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-movimento-operaio","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9773"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9779,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9773\/revisions\/9779"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}