{"id":9801,"date":"2023-06-14T22:30:07","date_gmt":"2023-06-14T20:30:07","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=9801"},"modified":"2023-06-14T22:30:07","modified_gmt":"2023-06-14T20:30:07","slug":"la-cina-e-una-potenza-mediatrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/la-cina-e-una-potenza-mediatrice\/","title":{"rendered":"La Cina \u00e8 una potenza \u201cmediatrice\u201d?"},"content":{"rendered":"<p>In questi ultimi mesi, si \u00e8 assistito ad un\u2019intensificazione delle iniziative diplomatiche internazionali da parte dei leader cinesi.<\/p>\n<p>Tre recenti avvenimenti hanno evidenziato l\u2019intreccio tra la guerra inter-imperialista in Ucraina ed il crescente confronto diretto tra l\u2019imperialismo statunitense e l\u2019imperialismo cinese.<\/p>\n<p>Agli inizi di marzo, la diplomazia cinese ha riportato un suo successo patrocinando l\u2019incontro a Pechino dei leader iraniano e saudita, che hanno raggiunto un accordo per il ripristino delle relazioni diplomatiche tra i due paesi, interrotte dal 2016. Ci\u00f2 dimostra, in particolare, il peso economico e diplomatico della Cina nei confronti dei regimi di questi due paesi, come il rafforzamento dell\u2019influenza cinese in Medio Oriente, e sottolinea il relativo isolamento degli Stati Uniti. Questo successo si basa sulla politica cinese della cosiddetta \u201cnon interferenza negli affari interni\u201d, che ovviamente incontra il gradimento da parte di questi regimi reazionari. La retorica cinese della lotta al mondo unipolare e alla supremazia degli Stati Uniti vuole profittare del malumore per i danni che la politica estera statunitense sta causando all\u2019industria petrolifera locale. C\u2019\u00e8 da aggiungere che nelle ultime settimane, la Cina si \u00e8 fatta avanti per facilitare la ripresa dei negoziati di pace israelo-palestinesi.<\/p>\n<p>La Cina predica un\u2019alleanza senza condizioni fra governi reazionari che hanno divergenze con l\u2019imperialismo statunitense o sono scettici sulle politiche statunitensi di contenimento della Cina. Ma il suo slogan: \u201cinsieme possiamo sfidare l\u2019egemonia occidentale\u201d, lasciando da parte \u201cogni polemica ideologica\u201d, senza alcuna \u201cimposizione del modello cinese\u201d, non \u00e8 rivolto contro l\u2019imperialismo in generale, di cui la Cina stessa \u00e8 parte integrante, ma solo contro l\u2019imperialismo statunitense, suo rivale nella lotta per l\u2019egemonia mondiale.<\/p>\n<p>Da parte sua, il presidente statunitense riuniva il primo ministro australiano ed il primo ministro inglese per annunciare, in una cerimonia presso la base navale statunitense a San Diego, un rafforzamento dei legami economici, politici e militari sotto l\u2019AUKUS. L\u2019AUKUS consentir\u00e0 il pattugliamento di sottomarini a propulsione nucleare nella regione dell\u2019Indo-Pacifico. Washington ha lasciato intendere che la partnership trilaterale \u00e8 il primo passo che gli alleati degli Stati Uniti stanno compiendo per l\u2019aggruppamento in un fronte comune occidentale contro la Cina. Il patto ha tutta la natura di una nuova alleanza per contrastare la Cina e mira a rafforzare la presenza militare degli Stati Uniti e dei loro alleati nel cosiddetto Indo-Pacifico.<\/p>\n<p>Il terzo avvenimento \u00e8 la visita di tre giorni di Xi Jinping a Mosca alla fine di marzo. Il 24 febbraio, ad un anno esatto dall\u2019inizio dell\u2019invasione russa, la Cina aveva pubblicato il documento in 12 punti sulla soluzione politica di quella che la dirigenza del paese definisce come la \u201ccrisi ucraina\u201d. Questa visita grandemente pubblicizzata va osservata per i suoi messaggi politici all\u2019indirizzo del campo occidentale. Essa riafferma il sostegno politico ed economico dell\u2019imperialismo cinese all\u2019imperialismo russo in difficolt\u00e0. La Cina \u00e8 la potenza dominante in questa alleanza, e Putin lo ha riconosciuto.<\/p>\n<p>Xi Jinping sostiene Putin, ma non sacrificher\u00e0 gli interessi dell\u2019imperialismo cinese, che vuole evitare di essere bersaglio di sanzioni da parte delle potenze occidentali, specialmente da parte degli Stati Uniti, consegnando apertamente armamenti alla Russia.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo, Macron, accompagnato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si \u00e8 recato a Pechino dal 5 al 7 di aprile. La visita \u00e8 giunta dopo quella dei mesi scorsi da parte del cancelliere tedesco Scholz e del primo ministro spagnolo S\u00e1nchez. La decisione di recarsi insieme in Cina, d\u00e0 a Macron, che era accompagnato dalla rappresentanza di tutta l\u2019economia francese, il modo di presentare la sua visita a nome dell\u2019Europa, non solo della Francia. La presenza della presidente della Commissione europea vorrebbe essere la dimostrazione che la Cina non pu\u00f2 ritagliare accordi collaterali con Parigi e Berlino e aggirare l\u2019Unione europea. Per certa pubblicistica, per un altro verso, la presidente della Commissione \u00e8 la guardiana della fedelt\u00e0 dell\u2019Europa alla NATO e agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>I circoli dirigenti dell\u2019Unione europea non nascondono ormai le proprie ambizioni a trasformarsi in qualcosa di pi\u00f9 di un terzo polo nell\u2019ordine mondiale.\u00a0 La guerra ucraina ha risvegliato la bramosia di dominio continentale degli imperialismi francese e tedesco, i quali, cooperando e rivaleggiando, ambiscono a conquistare la supremazia.<\/p>\n<p>\u00c8 del 26 aprile il primo colloquio telefonico fra Xi Jinping e Zelensky. Il presidente cinese avrebbe riaffermato la formulazione di rito sulla guerra in Ucraina secondo cui \u201cil rispetto per la sovranit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 territoriale \u00e8 il fondamento dei rapporti tra Cina e Ucraina\u201d. Le prime conseguenze di questo colloquio \u201cdi pi\u00f9 di un\u2019ora\u201d sono la nomina del nuovo ambasciatore ucraino in Cina e l\u2019invio del rappresentante speciale del governo cinese per gli affari eurasiatici in Ucraina, con l\u2019incarico di avviare consultazioni con tutti i paesi interessati per favorire una soluzione politica del conflitto.<\/p>\n<p>Il piano in dodici punti per la soluzione politica della \u201ccrisi ucraina\u201d che quest\u2019ultimo reca con s\u00e9, \u00e8 stato respinto dai leader occidentali, dal momento che non contempla il ritiro delle truppe russe da tutto il territorio ucraino. Ci\u00f2 nonostante, le ultime iniziative cinesi sono state \u201capprezzate\u201d dalla diplomazia statunitense ed europea. Ed \u00e8 un fatto che la leadership cinese sta emergendo come parte interessata alle discussioni ed ai negoziati sulla guerra che si combatte in Europa.<\/p>\n<p>Da ultimo, i capifila dell\u2019imperialismo riuniti ad Hiroshima hanno riconosciuto il ruolo della Cina nella conservazione dell\u2019ordine esistente, chiamando la Cina di Xi Jinping ad unirsi ad essi in quest\u2019opera, pretendendo da essa, d\u2019altra parte, il riconoscimento delle sfere d\u2019influenza attuali.<\/p>\n<p>La Cina sta anche dispiegando la sua diplomazia in America Latina, da sempre considerato il \u201ccortile\u201d degli Stati Uniti. Il presidente brasiliano Lula \u00e8 stato ricevuto con tutti gli onori a Pechino, poich\u00e9 condivide con Xi Jinping la necessit\u00e0 di stabilire un nuovo ordine mondiale che non sia dominato dall\u2019imperialismo statunitense.<\/p>\n<p>La Cina vuole apparire come il difensore della sovranit\u00e0 economica e politica latinoamericana sfruttando la grave crisi economica e finanziaria che affligge questi paesi, indebitati con gli organismi finanziari imperialisti quali il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca mondiale (BM) e istituzioni finanziarie private.<\/p>\n<p>Essa sfrutta la dipendenza dalle esportazioni dei paesi. La Cina \u00e8 intervenuta nella crisi delle riserve valutarie dell\u2019Argentina, che ha subito gravi perdite nella produzione agricola per effetto del cambiamento climatico, con una riduzione degli introiti valutari ricavati dall\u2019esportazione di particolari derrate.<\/p>\n<p>Il sistema dell\u2019accordo di swap in valuta tra due banche centrali per lo scambio delle rispettive valute, una creatura del capitale finanziario per moderare le crisi valutarie dei grandi stati capitalisti, \u00e8 stato adottato dalla Cina e sta guadagnando slancio presso paesi gi\u00e0 fortemente indebitati. Esso consente alle banche nazionali di contare sulla disponibilit\u00e0 di valuta cinese da fornire agli importatori dalla Cina.<\/p>\n<p>Dietro i recenti accordi, trapelano la volont\u00e0 della Cina di aumentare la quota della propria valuta nel mercato mondiale in linea con il processo della sua espansione nel mercato mondiale, ma anche la necessit\u00e0 per la Cina di ridurre la propria dipendenza dalla valuta statunitense in un contesto di accresciuta tensione tra i due grandi rivali imperialisti.<\/p>\n<p>La difesa della valuta statunitense &#8211; attraverso i rialzi\u00a0 dei tassi d\u2019interesse della Federal Reserve &#8211; contribuisce chiaramente ad accelerare l\u2019adozione di un\u2019alternativa.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, nei negoziati presso il FMI e la BM per la cosiddetta ristrutturazione del debito dei paesi ad alto rischio di insolvenza, i rappresentanti della Cina cominciano ad essere invitati abitualmente dai 21 paesi del Club di Parigi. Tra gli uni e gli altri i disaccordi non vertono sul sistema di giugulazione finanziaria dei paesi, ma sulla maniera di impedire incendi pi\u00f9 vasti a danno dei creditori, ponendone le spese sempre sulle spalle dei popoli.<\/p>\n<p>Nelle relazioni tra i partecipanti a questi negoziati si afferma il principio della \u201cforza\u201d di ciascuna potenza, avviluppando i paesi in una rete di dipendenza finanziaria e diplomatica.<\/p>\n<p>Come si vede, i leader cinesi sono impegnati in un&#8217;intensa attivit\u00e0 contemporaneamente sul piano diplomatico e su quello delle relazioni economiche e commerciali, le quali si sono sviluppate negli anni recenti attraverso le &#8220;vie della seta&#8221; che toccano tutti i continenti, passando per l\u2019Africa e l\u2019Asia.<\/p>\n<p>Dietro la Belt and Road Initiative (BRI), con il sostegno dello stato, si muovono i monopoli della Cina con il disegno di penetrare stabilmente nelle economie degli stati di questi continenti.<\/p>\n<p>Anche nel nostro paese hanno iniziato a trapelare le pressioni esercitate dall\u2019oligarchia imperialista statunitense sul governo che \u00e8 chiamato a sbrogliare la matassa dei rapporti dell\u2019Italia con le \u201cstrade cinesi\u201d. Firmato il 23 marzo 2019, il memorandum sulla BRI, della durata di cinque anni, verr\u00e0 a scadenza nel 2024. L\u2019adesione italiana ha fatto parte di un certo simbolismo politico inoffensivo pi\u00f9 che di un mutamento del quadro delle relazioni internazionali del nostro paese, soprattutto con la potenza degli Stati Uniti. La ricerca di un compromesso per compiacere la diplomazia statunitense, non offrire vantaggi alla Francia e alla Germania nei loro rapporti politici e commerciali con la Cina e non precludere ai capitalisti italiani la via del commercio \u201cnon rischioso\u201d con la Cina, sar\u00e0 un dilemma per il governo in carica.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 135, giugno 2023<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi ultimi mesi, si \u00e8 assistito ad un\u2019intensificazione delle iniziative diplomatiche internazionali da parte dei leader cinesi. 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