Il ministro Valditara calpesta la Resistenza
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito non ha rinnovato la convenzione per la presenza dell’Anpi nelle scuole.
Il ministro Valditara si giustifica asserendo che la Resistenza non è un monopolio e che è pronto a costruire una convenzione con tutte le associazioni partigiane.
La verità è che il ministro vorrebbe eradicare il patrimonio della Resistenza dalle menti delle nuove generazioni. Perciò mira a togliere di mezzo la principale associazione partigiana, di cui hanno fatto parte tanti comunisti, coloro che hanno lottato contro il fascismo nel modo più risoluto e convinto, lottando anche per una società senza sfruttamento, pagando il prezzo più alto.
Che l’intento governativo sia questo, lo dimostra anche il provocatorio invito del presidente del comitato “10 febbraio”, Silvano Olmi, che, scimmiottando le argomentazioni di Valditara, invita l’Anpi ha partecipare ad una commemorazione per le “vittime delle foibe”, mentre il Senato si adopera alla stesura di due disegni di legge per ricordare questo mito strumentalizzato dalla destra.
I rapporti di forza, non ancora del tutto favorevoli al governo che teme vaste sollevazioni proletarie e popolari, costringono quest’ultimo a non cancellare ufficialmente la Resistenza e a riabilitare apertamente il fascismo, ma lo spingono ad adottare meccanismi più sottili, come l’esclusione dell’Anpi dalle scuole mentre si promuove la revisione della storia in mille perfidi modi.
Noi comunisti non possiamo permettere che le nuove generazioni vengano rimbecillite da una classe politica traditrice della stessa Costituzione democratico-borghese. Qualche parlamentare della c.d. “opposizione” adesso protesta, ma chi ha promosso da oltre un trentennio la “riconciliazione nazionale” e riabilitato i criminali “ragazzi di Salò”? Ricordiamo che i DS, epigoni del PCI revisionista, nel 2004 votarono assieme alla destra per istituire la “Giornata del Ricordo”.
Finché esisterà il capitalismo, finché esisterà la borghesia vi sarà sempre il pericolo del fascismo, che non è un potere al di sopra delle classi, non è il potere della piccola borghesia, ma ha un preciso carattere di classe essendo “la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario” (Dimitrov).
Per questo, oggi come non mai, in un periodo di esacerbazione di tutte le contraddizioni del capitalismo, dobbiamo unirci e lottare contro la borghesia e la reazione, per il socialismo, ricordando e prendendo esempio dai martiri della Resistenza!
Da Scintilla n. 138 – ottobre 2023
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