La missione di Blinken in Israele e i pericoli di guerra in Medio Oriente

Il Segretario di Stato nordamericano Anthony Blinken ha incontrato Nethanyahu il 12 ottobre, sancendo così l’avvio della sua “missione diplomatica” in Medio Oriente.

Ma di diplomatico l’imperialismo americano non ha nemmeno la maschera, infatti il Segretario di Stato ha difeso a spada tratta Israele, parificando Hamas all’Isis e il suo attacco addirittura a “dieci attentati dell’11 settembre” (sic!).

Il rappresentante dell’imperialismo statunitense, ignorando l’occupazione pluridecennale e la mattanza che il popolo palestinese attualmente subisce, palesa la falsità della sua missione “diplomatica” che in realtà è una missione di guerra volta a mostrare il supporto statunitense ad Israele, a rifornirla di armi letali e copertura militare e a dare “semaforo verde” all’invasione di Gaza.

Questa è la “mediazione” dell’imperialismo USA, che vede la “pace” solo in funzione dei suoi interessi strategici, in sintonia con numerose cancellerie europee e con la stessa UE che incitano i sionisti alla vendetta e alla “soluzione finale” della questione palestinese.

D’altra parte chi ha sterminato i popoli nativi e ha condotto guerre criminali (Corea, Vietnam, Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libia, etc. etc.) e centinaia di stragi e colpi di stato senza mai pagare alcun prezzo, non si fa certi scrupoli.

Ciononostante, la resistenza palestinese, con il suo grande appoggio popolare, e la solidarietà internazionale con l’eroico popolo palestinese che si sta esprimendo in numerosi paesi con manifestazioni e proteste di massa, fanno saltare i piani elaborati nella regione da sionisti e falchi d’oltreoceano.

Guardiamo ai fatti. La rimozione della questione palestinese dall’agenda internazionale, la “normalizzazione” e il piano Biden per il Medio Oriente, si sono squagliati come neve al sole.

Le relazioni con l’Iran sono destinate a precipitare, a seguito del congelamento dei fondi qatarioti e del dispiegamento della flotta di guerra nel Mediterraneo e nel Golfo, sebbene lo stesso portavoce Kirby ha dichiarato di non possedere prove circa il coinvolgimento diretto di Teheran.

L’Arabia Saudita e le altre petromonarchie, dal canto loro, sono fortemente imbarazzate dovendo optare per il sostegno alla Palestina o abbandonare questo popolo al suo destino al fine di saldare i legami con Israele.

È quindi entrata in crisi la creazione stessa del corridoio che dall’India passa per le petromonarchie e Israele per arrivare in Europa, decantato da Biden a Delhi.

Così come è evidente la difficoltà degli USA di trascinare dietro il loro carro di guerra  altri paesi arabi che non possono sopportare di vedere calpestati i diritti del popolo palestinese.

La crisi di vaste proporzioni che si è aperta in Medio Oriente influenza l’intera politica mondiale e conferma la precarietà degli equilibri nello stadio supremo e ultimo del capitalismo, l’imperialismo.

Un altro vaso di Pandora è stato aperto e le conseguenze, se Israele lancerà la sua offensiva genocida e rafforzerà il suo controllo militare sulla regione (ricca di petrolio e che include il canale di Suez), sono ampiamente prevedibili: un nuovo fronte di guerra regionale prolungata in Medio Oriente che tenderà ad intensificarsi e collegarsi con gli altri fronti di conflitto e guerra inter-imperialista esistenti in Europa, in Africa, in Asia.

In questa situazione la borghesia italiana cercherà di trascinare il nostro paese ancor più nella spirale della guerra imperialista al carro del blocco USA/Nato.

Ma una cosa è certa: la classe operaia ha ripreso la lotta per la propria emancipazione e i popoli oppressi, come il popolo palestinese, si battono per la propria liberazione.

Stiamo entrando in un periodo che vedrà guerre e rivoluzioni. L’imperialismo è un gigante dai piedi d’argilla e non vi è stato sfruttatore e oppressore che non possa essere abbattuto dalla lotta degli sfruttati e degli oppressi per costruire un modo di produzione fondato sulla proprietà comune dei mezzi di produzione, per “la cosciente ricostituzione della società umana” (K. Marx).

Avanti nella mobilitazione per il lavoro, per il pane, per la pace e la fratellanza fra i popoli, a fianco della legittima resistenza palestinese ed egli altri popoli in lotta contro il sionismo e l’imperialismo!

14 ottobre 2023

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

 

 

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