L’insopprimibile lotta di liberazione dei palestinesi
A distanza due mesi dall’avvio della guerra di sterminio perpetrata dallo stato sionista di Israele contro il popolo palestinese, l’eroica resistenza di questo popolo dimostra al mondo intero che le bombe, le distruzioni, i massacri, i crimini di guerra, non spezzeranno mai la sua volontà di lotta per la liberazione nazionale e sociale.
Se l’obiettivo politico perseguito dai sionisti era quello di liquidare definitivamente i legittimi diritti nazionali dei palestinesi, la realtà attesta che la causa della liberazione del popolo palestinese dai suoi oppressori è viva grazie al coraggio e alla fermezza dimostrata dai palestinesi che non vogliono lasciare la loro terra, grazie alla loro unità attorno alle combattive organizzazioni della sua resistenza che si sono coalizzate per respingere gli attacchi dei sionisti e neutralizzare la loro boria razzista e i loro metodi fascisti.
Allo stesso tempo, gli ampi movimenti di solidarietà che si sono sviluppati in numerosi paesi dei cinque continenti, nonostante la repressione governativa, provano che l’affermazione dei diritti nazionali del popolo palestinese è al centro dell’attenzione delle masse e del dibattito politico.
Oggi questi movimenti, in cui moltissimi giovani stanno facendo esperienza di lotta contro l’imperialismo e il sionismo, esigono la fine immediata del genocidio dei palestinesi, il cessate il fuoco immediato e permanente, la fine di ogni atto di aggressione e dell’assedio israeliano di Gaza, per soccorrere i feriti, ricostruire un sistema sanitario e sfamare la popolazione.
Ciò è indispensabile affinché il popolo palestinese possa decidere autonomamente il quadro, le soluzioni politiche e le forme democratiche che questi diritti devono prendere.
La scelta della continuazione e dell’estensione della guerra, della deportazione di massa dei palestinesi, voluta dai sionisti e dai loro complici, fra cui il governo Meloni, mira invece a perpetuare la politica di apartheid di colonizzazione, la politica degli accordi di Oslo che è servita solo a USA e Israele, a spezzare l’unità del popolo palestinese avanzando soluzioni separate per Gaza e la Cisgiordania.
Un aspetto particolarmente velenoso della propaganda governativa è la mostruosa menzogna secondo cui Israele sta facendo la guerra contro Hamas, quando è l’intera popolazione palestinese ad essere sotto attacco, come provano l’enorme numero delle vittime, tra cui migliaia di bambini, donne, civili, la distruzione sistematica di tutte le infrastrutture essenziali per la sopravvivenza del popolo palestinese.
L’aggressione sionista è la continuazione della politica di discriminazione, repressione, repressione, colonizzazione e apartheid, le cui vittime sono tutti i palestinesi, quelli che vivono a Gaze e in Cisgiordania, quelli che vivono dentro Israele, quelli che sono stati espulsi e vivono in esilio.
Contro questa politica criminale dobbiamo ribadire che qualsiasi “soluzione” che non metta fine all’occupazione e all’annessione del territorio palestinese, che non riconosca l’uguaglianza dei diritti nazionali dei palestinesi, in particolare il diritto all’autodeterminazione fino alla formazione di uno Stato indipendente, serve solo a giustificare la prosecuzione del genocidio, la pulizia etnica e la deportazione del popolo palestinese per la realizzazione della “grande Israele”.
In quanto comunisti (m-l) sosteniamo pienamente e senza riserve la lotta del popolo palestinese. Dal punto di vista degli interessi del proletariato internazionale essa ha un chiaro carattere antimperialista e costituisce un focolaio inestinguibile del movimento di massa rivoluzionario.
Essa indebolisce i pilastri del sistema imperialista-capitalista, mette in crisi le politiche di guerra sioniste e dei paesi imperialisti occidentali, senza lasciarsi strumentalizzare dalle altre potenze imperialiste.
Rilanciamo la solidarietà e il sostegno politico alla causa della liberazione del popolo palestinese!
Per uno Stato palestinese indipendente con capitale Gerusalemme, il ritorno dei profughi nelle loro case e terre, la liberazione dei prigionieri politici dalle carceri sioniste.
Israele deve ritirarsi da tutti i territori palestinesi occupati e abbandonare ogni forma di colonizzazione.
Esigiamo il cessate il fuoco immediato. Stop alla sanguinosa aggressione sionista nella striscia di Gaza, in Cisgiordania e nei paesi limitrofi che può provocare una guerra regionale.
Lottiamo contro la politica guerrafondaia dell’imperialismo, in primo luogo quello italiano complice del genocidio dei palestinesi.
Da Scintilla n. 141, gennaio 2024
Categorie
- AMBIENTE (41)
- ANTIFASCISMO (64)
- ATTUALITA' (442)
- CIPOML (123)
- DONNE IN LOTTA (36)
- ECONOMIA (44)
- ELEZIONI E REFERENDUM (22)
- FONDAZIONE PCdI (19)
- FORMAZIONE (1)
- GIOVENTU’ M-L (48)
- INTERNAZIONALE (336)
- LOTTA ALLA GUERRA (175)
- LOTTA PER IL PARTITO (72)
- MEMORIA STORICA (129)
- MOVIMENTO OPERAIO (240)
- POLITICA (209)
- PRIMO MAGGIO (1)
- QUESTIONI TEORICHE (59)
- RIVOLUZIONE D'OTTOBRE (26)
- SALUTE E SICUREZZA (52)
- SCINTILLA (38)
- SOCIETA' (55)
- TESTI M-L DIGITALIZZATI (19)