Stagnazione, reazione e compiti rivoluzionari

Le prospettive economiche per il 2024 nell’euro-area sono negative: attorno all’1% di crescita (0,5% in Italia).

La stagnazione colpisce più o meno tutti i paesi.  Ciò dipende da diversi fattori: la contraddizione fra produzione e consumo, gli alti prezzi dell’energia,  il calo del commercio internazionale, gli elevati tassi di interesse.

A questi problemi si aggiungono l’inflazione ancora alta e e  il sovra-indebitamento pubblico, aumentato dalle crescenti spese militari, che raggiunge cifre enormi specie in Italia (3 mila miliardi di euro).

Il rallentamento economico avviene in uno scenario di prosecuzione della guerra imperialista in Ucraina, della sanguinosa aggressione sionista in Medio oriente che minaccia di trasformarsi in guerra regionale, di conflitti che si svolgono in Africa, di incertezza e tensioni politiche, che hanno profonde conseguenze sul piano dei rapporti commerciali, degli approvvigionamenti, dei mercati di sbocco, etc.

Tutto ciò significa che l’offensiva capitalistica si indurirà nel corso del 2024 e i problemi per le masse lavoratrici si acutizzeranno.

A livello politico ciò si traduce nella crescita dell’estrema destra in molti paesi, che propugna il nazionalismo aggressivo, il militarismo, la xenofobia.

Questi partiti si appoggiano con parole d’ordine demagogiche sul vasto malcontento e disillusione popolare, in particolare sulla piccola borghesia impoverita e politicamente oscillante.

Da parte loro i tradizionali partiti borghesi liberali, conservatori e socialdemocratici, che perdono molti consensi, così come i capi sindacali, occultano la radice di classe dell’estrema destra e dei fascisti, non combattono energicamente contro di essi, appoggiano le leggi reazionarie e i “pacchetti” di guerra, rifiutano di sostenere le rivendicazioni urgenti degli operai e le mobilitazioni che hanno un contenuto anticapitalista.

In questa situazione, i diritti e le libertà conquistati dalla classe operaia, come il diritto di sciopero e di manifestazione, vengono sempre più ristretti anche nelle “culle della democrazia borghese”.

La borghesia europea diventa sempre più reazionaria, poiché l’intero sistema capitalista-imperialista è immerso in una crisi profonda e multilaterale, perché ha sempre meno mezzi per competere con i suoi rivali e deve lottare per mantenere le proprie posizioni, preparandosi alla guerra.

La reazione su tutta la linea è una caratteristica propria dell’imperialismo.

Oggi, nelle condizioni di una scarsa crescita e di acutizzazione delle maggiori contraddizioni del sistema, la classe dominante per cercare di garantire maggiore stabilità e durata dei propri governi è costretta a passare dal sistema parlamentare, sempre più svuotato delle sue prerogative, a metodi autoritari e fascisti su ampia scala e a ritmi veloci.

In questo quadro dobbiamo sviluppare la nostra analisi della situazione, le nostre proposte, la nostra linea politica, la nostra attività.

Non è sufficiente denunciare l’offensiva capitalista, la reazione politica e i pericoli di guerra, ma occorre chiamare gli operai e gli altri lavoratori sfruttati all’unità di azione e alla mobilitazione di massa per fermare e sconfiggere i piani borghesi.

Un’unità costruita sulla base di rivendicazioni che esprimano le esigenze vitali e urgenti della classe operaia, diretta contro il capitale, le sue politiche e i suoi collaboratori. Un’unità da realizzare nelle fabbriche, nei territori, nelle associazioni di massa.

I compiti odierni dei comunisti stanno nell’unirsi e lavorare per lo sviluppo del fronte unico proletario, e sulla sua base di un ampio fronte antimperialista, per sviluppare la coscienza e l’organizzazione di classe, per chiarire gli obiettivi politici che abbiamo di fronte prendendo di mira il sistema capitalista-imperialista.

La denuncia dello sfruttamento, della miseria, della reazione, della guerra, della corruzione, sono aspetti cruciali della propaganda e dell’agitazione comunista, che va legata alla necessità dell’abbattimento di un sistema che genera inevitabilmente questi fenomeni.

Le piaghe del capitalismo non possono essere guarite nei suoi limiti storici.

L’unica soluzione sta nell’unione del movimento operaio per la rivoluzione socialista.

La costruzione di una forte organizzazione intermedia, preparatoria del Partito, farà compiere un balzo in avanti all’iniziativa e alla capacità di orientamento comunista.

Da Scintilla n. 141, gennaio 2024

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