Manifesto per il 1° Maggio 2024

Operai e operaie, lavoratori e lavoratrici, giovani di tutti i paesi!

Compagni e compagne!

Tra poco sarà il 1° Maggio, il giorno dell’unità, della solidarietà e della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i paesi.

È il nostro giorno di solidarietà e di lotta, in cui metteremo a prova la nostra forza di unirci contro lo sfruttamento, le imposizioni e gli attacchi della borghesia internazionale e dell’imperialismo.

Dallo scorso 1° Maggio abbiamo innalzato le nostre bandiere di lotta facendo crescere la nostra unità e rafforzando la nostra solidarietà negli scioperi e negli atti di resistenza in quasi tutti i paesi.

Veniamo dallo sciopero dell’industria automobilistica negli Stati Uniti. Abbiamo scosso il Regno Unito con gli scioperi dei lavoratori dei porti, delle ferrovie, dell’istruzione e della sanità. Dopo aver lottato con i lavoratori dell’energia, abbiamo scioperato in Francia contro l’innalzamento dell’età pensionabile, abbiamo costruito barricate insieme a insegnanti e giovani, siamo scesi in piazza con i contadini. In Burkina Faso siamo scesi in piazza contro il colpo di Stato. Sono passati appena due anni dalle rivolte in Kazakistan e Sri Lanka. In India, abbiamo scioperato per due anni di fila con centinaia di milioni di lavoratori; assieme ai contadini, abbiamo occupato le piazze della capitale. In Iran, il regime reazionario ha represso con la forza le manifestazioni scoppiate per l’omicidio di Mahsa Amini quando tendevano a trasformarsi in una rivolta. In America Latina, cresce l’insoddisfazione dei lavoratori e dei giovani contro lo sfruttamento imperialista e l’oppressione delle oligarchie locali. In Argentina si stanno sviluppando azioni di massa nelle strade in opposizione al governo reazionario di Milei. In Turchia i lavoratori continuano gli scioperi locali, uno dopo l’altro, chiedendo diritti sindacali e aumenti salarialim sotto l’attacco di gendarmeria e polizia.

Che scelta abbiamo se non quella di unirci? Come possiamo non essere solidali? Come non lottare?

L’inflazione è ovunque elevata. Tutti i prezzi, soprattutto quelli dei generi alimentari, sono in continuo aumento, L’unica cosa che non aumenta sono i salari. I salari reali sono in calo da anni! Mentre la flessibilità del lavoro aumenta, lo sfruttamento si intensifica, le condizioni di lavoro peggiorano e le misure di sicurezza che fanno comodo ai padroni causano molti morti. Soprattutto nei paesi dipendenti, i capitalisti si rifiutano di aumentare i salari. I governi, che trasferiscono miliardi ai capitalisti attraverso incentivi e riduzioni fiscali, si oppongono agli aumenti salariali. Tutto ciò che fanno è perseguire una politica monetaria rigida, attuare l’austerità, imporre bassi salari e tagliare la spesa pubblica. Dobbiamo lottare per un salario di vita dignitoso e per i nostri diritti sociali e sindacali. Per questo ci raggruppiamo, uniamo le forze e scioperiamo!

I capitalisti e i loro governi rifiutano di concedere aumenti salariali con la scusa che aggraverebbero l’inflazione, ma tagliano la spesa pubblica e destinano sempre meno denaro all’istruzione e alla sanità. Tuttavia, quando si tratta di armamenti, spendono generosamente. Non conoscono limiti negli armamenti e aumentano i loro bilanci militari.

La rivalità tra gli imperialisti riuniti in blocchi si sta intensificando e i conflitti per l’egemonia, ad esempio in Ucraina, vanno avanti da più di due anni e con le armi. Apparentemente è l’Ucraina a combattere, ma la vera guerra è tra gli Stati Uniti e la NATO da un lato e la Russia, sostenuta dalla Cina, dall’altro. Gli imperialisti, che lottano tra loro per spartirsi le ricchezze sotterranee e di superficie dei popoli e per trascinare il mondo in una nuova guerra su vasta scala, fanno ricadere le spese di guerra sulle spalle delle masse lavoratrici. I missili, i carri armati e gli aerei che arricchiscono i loro fabbricanti, i monopoli, sono prodotti con le nostre tasse. Come nel caso della guerra in Ucraina, la guerra fa salire i prezzi dell’energia e del grano.

Milioni di lavoratori sono costretti a migrare a causa della guerra, della fame e della povertà. In Medio Oriente, Israele ha lanciato un attacco brutale contro il popolo palestinese, che ha causato la morte di oltre 34.000 persone, tra cui donne, bambini e anziani. Questo genocidio è condannato dai lavoratori e dai popoli di tutto il mondo.

La borghesia internazionale e l’imperialismo, che peggiorano le condizioni di lavoro e di vita, ignorano la giustizia sociale e impongono la guerra ai lavoratori e ai popoli del mondo, intensificano le forze reazionarie per mantenere il loro dominio. Ci sono anche esempi del contrario, come il declino del fascismo in Bolivia. Tuttavia, la borghesia, i governi imperialisti e collaborazionisti alimentano i reazionari in tutti gli aspetti della vita sociale. Cospirano contro la democrazia borghese e cercano di sostituirla con uno Stato di polizia. Ogni giorno in quasi tutti i paesi vengono promulgate leggi che limitano le libertà. Ad esempio, in Gran Bretagna, la cosiddetta “culla della democrazia”, vengono approvate nuove leggi che rendono quasi impossibile lo sciopero.

Dobbiamo unirci e lottare non solo per i salari e i diritti sociali, ma anche per la pace e le nostre libertà, come la libertà di organizzazione sindacale e politica, le riunioni, gli scioperi e le manifestazioni contro le forze reazionarie e il fascismo.

La borghesia e l’imperialismo non conoscono altra libertà che quella di sfruttare e schiavizzare i lavoratori e le lavoratrici.

Sta a noi unirci e lottare per conquistare le nostre libertà e liberarci dallo sfruttamento e dall’essere appendici delle macchine.

Non abbiamo nulla da perdere se non le nostre catene! Abbiamo un mondo intero da conquistare!

Il 1° Maggio, uniamoci nelle strade e nelle piazze

– per porre fine alla crisi del costo della vita, allo sfruttamento, alla povertà, all’oppressione e agli attacchi;

– per lavorare e vivere umanamente;

– per la libertà sindacale e politica;

– per paghe uguali a uguale lavoro e salari dignitosi per vivere in modo umano, per la giustizia nel reddito e nella tassazione;

– per la pace, contro la guerra imposta ai popoli.

Viva il 1° Maggio!

Viva l’unità dei lavoratori e la fratellanza dei popoli!

Viva la libertà, viva il socialismo!

 

Comitato di coordinamento della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)

 

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