Venezuela: Rispettare il diritto all’autodeterminazione del popolo!

Riproduciamo l’articolo del Partito Comunista Marxista-Leninista dell’Ecuador (PCMLE), pubblicato nell’organo centrale di questo partito, En Marcha, n° 2105 (14-21 agosto 2024). In esso si dà la valutazione del partito fratello sulla situazione in Venezuela dopo le elezioni presidenziali.

In Venezuela la crisi politica ha raggiunto un livello elevato, a seguito delle recenti elezioni presidenziali del 28 luglio.

Come c’era da aspettarsi, sia il candidato della destra (Edmundo González) che Nicolás Maduro si sono dichiarati entrambi vincitori, creando un clima di incertezza tra la popolazione. Noi diciamo che questo scenario era prevedibile perché, durante la campagna elettorale, diverse prese di posizioni stavano ad indicarlo. Ci sono state dichiarazioni, anche da parte di Maduro, in cui debolezza e arroganza si mescolavano, come l’affermazione che avrebbe vinto “a qualunque costo” e che “se avesse vinto la destra, ci sarebbe stato un bagno di sangue”. Non c’è esempio migliore di dichiarazioni in cui la stupidità si combina con l’errore politico.

Lo scenario attuale viene utilizzato dall’imperialismo statunitense e dalla borghesia internazionale per proseguire nella loro politica di ingerenza e per dichiarare chi è il vincitore delle elezioni, negando così al popolo venezuelano il diritto all’autodeterminazione. A nessun governo o forza straniera è permesso di decidere il futuro del paese. Spetta ai lavoratori venezuelani e al popolo venezuelano risolvere i propri problemi, decidere la forma del proprio governo e scegliere i propri governanti. Rifiutiamo qualsiasi forma di intervento straniero ed esprimiamo la nostra solidarietà al popolo!

Allo stesso tempo, queste forze hanno intensificato la campagna anticomunista, sostenendo che tutto ciò che accade è responsabilità del governo di Nicolás Maduro, che esse definiscono come un regime di sinistra e addirittura socialista. Il governo del Venezuela – come abbiamo affermato ripetutamente – non può in alcun modo essere definito socialista; né il suo programma economico né la politica che applica percorrono questa via; Maduro e coloro che governano il paese rappresentano una fazione borghese che manipola la sete e il desiderio di cambiamento dei lavoratori e del popolo venezuelano.

La grave crisi economica, politica e sociale in cui si trova il paese obbedisce a vari fattori: la struttura capitalistica esistente non è stata modificata durante gli anni della “rivoluzione bolivariana”; il blocco economico e le sanzioni imposte dall’imperialismo statunitense; il boicottaggio imposto dai settori più reazionari della grande borghesia. A ciò si deve aggiungere il rifiuto del governo di attaccare l’attuale struttura capitalista, il coinvolgimento di Maduro e del suo gruppo nei confronti di settori della grande borghesia (la cosiddetta “boli-borghesia”, che vedeva in questo regime l’opportunità di accumulare capitale), così come l’incapacità del governo di risolvere i problemi dei lavoratori e del popolo.

E’ più facile per i lavoratori e il popolo dell’Ecuador capire la natura del governo del PSUV (Partito Socialista Unito del Venezuela), perché noi abbiamo vissuto l’esperienza del “correismo” quando cantava elogi a Che Guevara, parlava del socialismo del XXI secolo e proclamava una cosiddetta rivoluzione dei cittadini mentre reprimeva il movimento popolare, metteva al bando organizzazioni come l’UNE (*) e la CONAIE (**), e cercava di liquidare partiti e movimenti di sinistra (aveva illegalmente escluso il MPD (***) dalle liste elettorali) e più di duecento tra dirigenti e militanti popolari furono condannati. Portò avanti una politica mineraria su vasta scala, che favoriva il capitale dei monopoli stranieri, e si arricchì di diversi milioni di dollari con la corruzione.

È questa l’essenza dei cosiddetti governi progressisti che si sono insediati in diversi paesi dell’America Latina, la loro espressione ideologica e politica borghese.

(*) Unione Nazionale degli Insegnanti.

(**) Confederazione delle Nazionalità Indigene dell’Ecuador.

(***) Movimento Democratico Popolare, un partito politico appoggiato dal PCMLE.

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