10 febbraio: giornata del “ricordo”? E noi RICORDIAMO!

Le 120.000 vittime civili libiche dell’esercito fascista nel 1930-’31 durante la deportazione delle popolazioni cirenaiche.

Le 600 tonnellate di gas asfissianti (iprite e fosgene) lanciate dall’aviazione fascista sulla popolazione etiopica nel 1935/36, le migliaia di civili passate per le armi dopo l’attentato fallito a Graziani nel ’37, i 310 monaci cristiani, ma di rito copto, trucidati a Debra Lianos col plauso dei cappellani militari e del Vaticano.

I bombardamenti della Croce Rossa in Etiopia, i 17.000 etiopi deportati e sterminati nel campo di sterminio di Danane (Somalia), le esecuzioni di migliaia di civili dopo la proclamazione dell'”impero” fascista.

La strage di Addis Abeba del febbraio 1937, con circa 19.000 vittime come rappresaglia in seguito al fallito attentato contro il “vicerè” Rodolfo Graziani.

I telegrammi di Mussolini a Graziani dove scriveva: “Autorizzo ancora una volta Vostra Eccellenza a condurre sistematicamente politica del terrore et dello sterminio”.

L’annessione della Slovenia del ’42 con la costituzione della provincia italiana di Lubiana e le direttive dei generali Robotti e Roatta: “Si ammazza troppo poco …Sgombero totalitario, dove passate levatevi dai piedi tutta la gente che può spararci alla schiena … Distruggere i paesi e sgombrare le popolazioni”.

I 150.000 deportati iugoslavi nei campi di sterminio di Arbe, Palmanova, Gonars, Renicci ed altri ancora, con più di 4000 morti di fame e di stenti.

Le vittime iugoslave del campo di concentramento fascista di Zlatin, gli abitanti maschi di Srbernovo spediti nei lager, le donne seviziate dall’esercito fascista e poi gettate nelle foibe. Ed inoltre la Risiera di S. Sabba, lager nazista di Trieste, dove furono sterminati comunisti, ebrei e rom con la complicità diretta degli sgherri di Mussolini.

È per tutto questo e per i massacri criminali compiuti dall’esercito dell’Italia monarchico-fascista in Albania, Grecia ed Unione Sovietica che respingiamo ogni forma di conciliazione, di revisionismo storico, di pietà per i “vinti” assassini!

Rivendichiamo la legittimità della giustizia partigiana che ha fatto pagare a gerarchi, criminali di guerra e collaborazionisti, in Italia come all’estero, le loro imprese delittuose!

Ora e sempre RESISTENZA!

Nell’immagine: il campo di concentramento di Arbe, completamente gestito da militari fascisti italiani, dove vennero imprigionati  in condizioni disumane 21 mila mila civili slavi, donne, uomini e bambini delle zone occupate della Slovenia. Un gran numero di internati perì di stenti e malattie.

 

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