Via i fascisti dalle adunate degli Alpini!
Corrispondenza da Biella
Cari compagni, vi scrivo per informarvi di quanto successo in provincia di Biella, che quest’anno ha ospitato l’adunata annuale degli Alpini.
Un evento imponente, con una presenza stimata di mezzo milione di persone, che ha animato la città, rompendo la sua monotonia.
Tuttavia, dietro al clima di festa si celano episodi e presenze che non possono passare inosservati.
Come avviene purtroppo ogni anno, non sono mancati comportamenti molesti da parte di individui ubriachi e irrispettosi, che non hanno esitato ad allungare le mani. Questi episodi continuano a trascinare con sé la cattiva fama che accompagna da tempo l’adunata, finendo per coinvolgere anche chi, tra gli Alpini, nulla ha a che vedere con simili atteggiamenti.
A rendere l’evento ancora più controverso è stata la partecipazione di figure istituzionali di spicco, ben note a chi conosce la storia politica del nostro Paese: il Ministro della Difesa Guido Crosetto e il Presidente del Senato Ignazio La Russa.
Entrambi sono stati dirigenti del Movimento Sociale Italiano e, successivamente, protagonisti del processo di “ripulitura” del partito, culminato con la sua trasformazione in Alleanza Nazionale — un’operazione che, pur mantenendo molte continuità ideologiche, ha cercato di istituzionalizzare l’eredità del neofascismo nella Seconda Repubblica.
Un percorso che ha poi condotto alla formazione dell’attuale Fratelli d’Italia.
Nel frattempo, in un’intervista, il governatore del Veneto Luca Zaia ha espresso con entusiasmo la volontà di candidare Verona come città ospitante per la 97ª edizione dell’adunata, affermando con enfasi che “l’adunata su Verona è un’adunata che vogliamo con forza”.
Eppure, proprio un gruppo di Alpini veronesi si sono distinti in negativo durante la serata del 10 maggio, quando hanno intonato senza pudore “Faccetta Nera” accompagnando il canto con saluti fascisti, macchiando la memoria storica del corpo militare, già infangata da Mussolini che mandò al macello gli Alpini per invadere l’Unione Sovietica a fianco dei nazisti, e ignorando completamente la sua componente antifascista.
Un gesto grave e vergognoso, commesso non a caso a pochi metri dalla sede di FdI che non ha commentato l’accaduto, che offende la dignità degli Alpini che durante la guerra civile combatterono contro l’occupazione tedesca e contro la Repubblica di Salò, contribuendo così alla lotta di Liberazione.
Queste manifestazioni neofasciste, insieme alle vergognose ballate nostalgiche, rappresentano un insulto non solo agli Alpini che si opposero al nazifascismo, ma anche alla Resistenza partigiana di Biella, città medaglia d’oro al valor militare, prima città del nord a insorgere e liberarsi con le proprie forze dal nazifascismo.
Una memoria che va preservata e onorata, ricordando episodi come la battaglia di Sala Biellese del febbraio 1945, quando Partigiani e Alpini combatterono fianco a fianco per fermare l’avanzata tedesca e salvare civili inermi dai rastrellamenti.
Maggio 2025
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