Ai lavoratori che protestano denunce. Ai ricchi concessionari balneari regalie e mance!

Ci sono tre notizie in questi ultimi giorni che ci fanno capire ancora meglio l’arroganza padronale e la sua sudditanza alla borghesia in un epoca tumultuosa e di enormi cambiamenti.

Bolkenstein: a fronte di un abbassamento probabile degli indennizzi per quegli imprenditori balneari che perderanno le aste per far contenta l’UE, si abbassano ancora i canoni demaniali.

Metalmeccanici: si promettono denunce, e non abbiamo dubbi che arriveranno, agli operai che a Bologna, scioperando per il contratto, hanno invaso la tangenziale contro il “Decreto sicurezza” che ormai dovrebbe essere chiaro ai più che è solo uno strumento in più per tacitare in genere il dissenso e nello specifico il movimento operaio.

Trasporti: si interrompe la linea ferroviaria tra Pisa e Livorno per completare il più grande hub di smistamento armi del mediterraneo dove vi è già la base di Camp Darby e che coinvolgerà aereoporto, canale fluviale, ferrovia e porto.

Tutto ora e non è un caso e la sintesi è presto fatta. Il governo subalterno ad interessi internazionali (alla faccia del tanto sbandierato sovranismo), sacrifica  territorio e strutture alla logistica di morte della NATO. Alla piccola borghesia (spesso “braccio armato” della grande) che gli ha permesso di andare al potere, regala mance e prebende in attesa che venga fagocitata, in nome del grande capitale, dalle multinazionali. Ai proletari invece denunce e difficoltà crescenti non consentendogli neppure di prendere un affollato “regionale” per spostarsi o per studio o per lavoro in nome del crescente imperialismo statunitense.

Non sono solo segnali. Siamo al punto di svolta che la storia ha già conosciuto in tempi passati con conseguenze drammatiche.  Siamo al punto che il crescente e doveroso dissenso è criminalizzato e represso da leggi securitarie  per essere isolato e messo definitivamente a tacere.

Al contrario del passato, entriamo in questo momento storico privi di quell’organizzazione comunista che pur costretta alla clandestinità, braccata e costretta all’esilio, seppe organizzare la mobilitazione e la resistenza fino alla vittoria finale. Non vi è più tempo per tutti i sofismi e settarismi. Occorre unirsi, lottare e organizzarsi per costituire il partito comunista, adesso !

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

Comitato  Versilia

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