In Toscana, come in tutta Italia, procede senza soste l’immiserimento dei lavoratori e delle lavoratrici
La scorsa settimana è stato presentato il rapporto redatto dalla Caritas Toscana “A mani vuote”. Il rapporto presenta una situazione regionale drammatica.
Sono 29.297 le persone aiutate dall’organizzazione cattolica sul territorio toscano nel 2024; 1094 in più (il 3,9%) rispetto al 2023.
Nonostante le bufale elargite a piene mani dall’influencer Meloni e dai degni rappresentanti del suo governo, la deriva dell’impoverimento assoluto e relativo dei lavoratori sfruttati e delle classi più deboli della società continua con una drammatica discesa nell’inferno della miseria, della malattia, dell’emarginazione, dell’abbrutimento.
Dal 2007, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, quello odierno è il dato più elevato che sia stato registrato.
Il paradosso è che il 34% dei poveri che sono costrette a rivolgersi alla Caritas per mettere in tavola un piatto di pasta, sono lavoratori e lavoratrici che hanno un contratto di lavoro, ma che non ce la fanno a vivere una vita dignitosa col frutto del loro lavoro sottopagato dai borghesi che si arricchiscono sempre più.
Il 41% di questi lavoratori ha un reddito inferiore ai 726 euro.
Questo vuol dire che molti di loro non riescono a pagare l’affitto, hanno problemi a pagare le utenze domestiche, specialmente quelle relative al riscaldamento della casa.
Il 36% è inoltre costretto a scegliere se mangiare o farsi curare, dato che non possono avere l’esenzione del pagamento dei ticket perché risultano occupati.
Quasi il 55% dei richiedenti aiuto sono donne. Questo dato non ci stupisce visto che le donne sono sempre più spesso relegate a lavori precari, nel settore dei servizi e con contratti part-time. Meno male che la “nostra” presidente del consiglio da brava madre cattolica ha messo le donne al centro del suo piano “per la natalità”!
È scandaloso che nel 2025 il 15,2% della popolazione toscana sia a rischio povertà e esclusione sociale, mentre il governo reazionario in carica finanzia guerre imperialiste volute da “Trump ,NATO e dalla UE” e i partiti borghesi pensano solo alle liste per le prossime elezioni regionali.
Solo un partito comunista, realmente indipendente e non colluso con il sistema borghese, può combattere e sconfiggere questa deriva e ridare giustizia sociale ai lavoratori, alle lavoratrici e alle classi oppresse della società, guidando la lotta per la liberazione del proletariato dalla schiavitù capitalista e dai suoi falsi referenti politici.
In quanto comunisti non ci rassegniamo alle politiche affamatrici del governo della borghesia e del capitalismo, ma lavoriamo per unire nella lotta gli sfruttati che vogliono difendersi dalle sanguisughe borghesi. Assieme alla miseria deve crescere la ribellione e l’organizzazione di classe contro questo sistema!
Perciò chiamiamo gli elementi più avanzati e combattivi del proletariato all’opera di ricostruzione di un partito comunista che diriga la lotta per l’abbattimento del sistema capitalista-imperialista in crisi profonda. Unitevi alla nostra attività!
10 settembre 2025
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
Comitati Livorno – Versilia
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