Solidarietà al Venezuela sotto minaccia

Dal 18 agosto gli Stati Uniti hanno dispiegato un vasto contingente militare nel mare dei Caraibi. Navi armate di missili Tomahawk, aerei caccia e oltre 4.000 marinai e marines statunitensi sono ora posizionati a ridosso del Venezuela. Sono previste ulteriori unità in arrivo, tra cui il cacciatorpediniere USS Lake Erie e il sottomarino nucleare USS Newport News.

Due funzionari della Casa Bianca hanno riferito alla CNN che 10 caccia F-35 avanzati sono stati inviati a Porto Rico, dove un’unità dei marines sta attualmente conducendo esercitazioni di atterraggio anfibio.

La mobilitazione viene presentata come parte della strategia per contrastare i narcos, ma i mezzi messi in campo dal “Dipartimento di  guerra” dall’aspirante al Nobel per la pace (!) non sono certo quelli adibiti alla lotta ai trafficanti. Per di più il Venezuela, come Cuba, è uno dei paesi più impegnati nella lotta al narcotraffico.

Appare chiaro come dietro le menzogne dell’imperialismo USA e i suoi falsi proclami sulla lotta ai narcos, si realizzino piani per l’invasione della Repubblica bolivariana del Venezuela e imporre un regime pro-USA.

La mattina del 3 settembre Trump ha comunicato di aver dato l’ordine di affondare una nave al largo della costa venezuelana adducendo come motivazione che a bordo vi fossero “narcoterroristi”: nelle operazione sarebbero morte 11 persone. Ciò ha rappresentato una ulteriore escalation priva di giustificazioni legali.

Nonostante ciò, il segretario Pete Hegseth ha detto chiaramente che si tratta dell’inizio di una campagna generalizzata.

Alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero preso in considerazione attacchi sul suolo venezuelano contro il regime di Maduro, il Segretario di Stato Marco Rubio non ha escluso questa possibilità.

Dopo il dispiegamento statunitense nel Mar dei Caraibi, il Venezuela ha rafforzato pattuglie navali, droni e grandi navi militari nelle acque territoriali.

Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, precisando che già 15.000 effettivi controllano fiumi e coste, soprattutto nel Catatumbo, per contrastare narcoterroristi e mafie del narcotraffico.

Il governo venezuelano il 5 settembre ha inviato due cacciabombardieri F-16 a sorvolare sulle navi americane, mostrando così di essere pronto a difendersi.

In quanto comunisti respingiamo categoricamente l’aggressivo dispiegamento militare USA nelle acque dei Caraibi e ogni tentativo di invasione contro il Venezuela.

Questo paese è già vittima degli embarghi e delle sanzioni commerciali imposte arbitrariamente dall’imperialismo statunitense e dall’Unione Europea.

I lavoratori e il popolo del Venezuela resistono e lottano valorosamente  per la  libertà, la sovranità e l’ indipendenza che l’imperialismo USA vuole soffocare. Siamo al loro fianco nella lotta antimperialista, a cui il PCMLV sta dando impulso con una politica m-l.

Da Scintilla n. 154, settembre 2025

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