L’impunità del sionismo israeliano e le questioni da porre al centro della lotta di massa
Ormai è chiara a tutti l’impunità internazionale di cui gode il sionismo israeliano.
Grazie alla vergognosa complicità dei governi membri di UE e NATO, ancora una volta il governo israeliano ha avuto via libera per attaccare in acque internazionali le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese, vittima del genocidio e dell’assedio sionista.
Gli attivisti, dopo essere stati rapiti e sequestrati, sono stati trattati dalle forze armate israeliane in modo brutale, per poi essere umiliati dal ministro fascista Ben Gvir. Un sistema collaudato sul popolo palestinese, su scala ben più ampia.
Dopo che i criminali sionisti hanno fatto il loro sporco lavoro, provocando l’indignazione dei lavoratori e dei popoli di tutto il mondo, si solo levate ipocrite parole di protesta da parte di alcuni governi di paesi cui sono cittadini gli attivisti della Flotilla, fra cui il governo Meloni.
Ma nessuno di essi ha preventivamente scortato la Flotilla o messo in guardia i sionisti, minacciando ritorsioni in caso di atti violenti contro i pacifici equipaggi delle barche salpate per Gaza.
Nessuno di essi ha attuato sanzioni per decenni di genocidio, occupazione di terre, violenze, torture, stupri e distruzioni commessi contro il popolo palestinese, neanche quando Israele ha lanciato l’aggressione militare a Gaza assassinando più di 73 mila fra donne, uomini, bambini, devastando a suo piacimento e senza limiti.
Così come nessuno di essi ha messo in discussione l’alleanza subalterna con gli USA dopo le aggressioni perpetrate contro il Venezuela, Cuba e Iran, quest’ultima condotta assieme a Israele.
È chiaro che i governi borghesi europei, e quello italiano in particolare, hanno forti legami e interessi economici, finanziari e militari con i sionisti israeliani, perciò non hanno nessuna intenzione di tagliare il cordone ombelicale con questo stato-canaglia.
Del tutto false e senza conseguenze sono perciò la richiesta di sanzioni a Ben Gvir e la pretesa di scuse annunciate dal ministro degli esteri Tajani, che servono solo a coprire politicamente l’occupazione sionista, riducendo il problema a un singolo criminale.
Alla luce dei fatti, è doveroso porre e sostenere con la lotta di massa tre precise questioni, che si inscrivono nella più generale lotta contro l’imperialismo e il fascismo:
- La solidarietà alla resistenza del popolo palestinese in lotta per la sua autodeterminazione, esigendo la cessazione immediata del genocidio e di tutti gli atti di aggressione israeliani, il ritiro completo dalla striscia di Gaza e la fine del suo assedio, la liberazione dei prigionieri palestinesi.
- La cessazione di ogni accordo di collaborazione e associazione fra Italia e Israele, la fine della vendita di armi ai sionisti, sostenendo l’isolamento internazionale, le sanzioni e la condanna di Israele e dei suoi crimini, l’uscita dalla NATO e la cacciata delle basi USA.
- L’unità e la lotta all’imperialismo e al sionismo, che sono le più importanti fonti di colonialismo, di razzismo e di fascismo nel mondo.
Maggio 2026
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