Lotta per la pace e rivendicazioni vitali

La guerra contro l’Iran, così come quella che si combatte in Ucraina dal 2022, fanno parte delle guerre contrarie agli interessi della classe operaia e al movimento generale di liberazione e di emancipazione dei popoli oppressi.

Condannando le guerre ingiuste, imperialiste, la classe operaia sostiene se stessa, i suoi interessi. La lotta contro queste guerre si svolge contemporaneamente su due piani: quello nazionale e quello internazionale.

Ogni azione di massa compiuta nel nostro paese è un contributo alla difesa della pace che diamo negli altri paesi; ogni azione che viene svolta contro l’imperialismo in ogni altra parte del mondo è un’azione che si risolve anche in nostro favore.

Il modo in cui gli operai e le masse popolari del nostro paese possono denunciare e condannare le guerre imperialiste, agire in difesa della pace e scongiurare una nuova guerra mondiale è oggi dare priorità alla rivendicazione dell’uscita dalla NATO e della chiusura delle basi USA esistenti nel paese,  opporsi al coinvolgimento italiano nelle guerre e nelle aggressioni imperialiste, intensificare la lotta contro la politica e l’economia bellicista del governo Meloni che fa ricadere i costi del riarmo in ambito NATO e “Rearm Europe” e delle spedizioni belliche sulle masse lavoratrici, con tagli devastanti alla sanità, all’istruzione, alle pensioni pubbliche.

Nessun coinvolgimento italiano nella guerra all’Iran! Nessun sostegno alla guerra dal territorio italiano! Ritiro delle truppe inviate all’estero! Rottura di tutte le relazioni con Israele!

Stop agli attacchi imperialisti contro l’Iran, la Palestina, Cuba e Venezuela!

Uscita dell’Italia dalla NATO, via le basi USA!

Fronte unito antimperialista antifascista, contro i fomentatori di guerra, il militarismo e il fascismo, in appoggio alla lotta di liberazione nazionale e sociale dei popoli oppressi!

Con la guerra e le tensioni che avanzano su più fronti, il rischio di recessione é sempre più reale con tutto ciò che comporta: chiusure, cessioni, delocalizzazioni con licenziamenti, cassa integrazione, riduzioni salariali, aumento dei ritmi e dei carichi di lavoro per chi rimane in produzione.

Il conflitto in Medio Oriente ha ripercussioni pesanti sulle tasche dei lavoratori, dal costo dei carburanti, alle bollette di gas e luce, dagli aumenti di prezzo dei beni di largo consumo ai mutui. Si stima un aggravio da 800 a 1000 euro l’anno per le famiglie dei lavoratori. E l’ondata dello shock per carenza di prodotti petroliferi deve ancora arrivare.

Trump ricatta sulle forniture di gas e i monopoli speculano ai danni delle masse lavoratrici, ma il governo Meloni non è intervenuto neanche per aiutare le fasce più povere e deboli della società, limitandosi alla riduzione temporanea delle accise.

Per respingere i nuovi attacchi imperialisti, reazionari e fascisti, è essenziale la scesa in campo e l’unità di azione della classe operaia e di tutti i lavoratori sfruttati a difesa risoluta dei propri interessi.

Nessun posto di lavoro dev’essere perso, nessuna fabbrica dev’essere chiusa!

Forte aumento dei salari e reintroduzione della “scala mobile”.

Imposta straordinaria di almeno il 10% che colpisca i patrimoni dei capitalisti, dei ricchi e dei parassiti! Tassazione fortemente progressiva su profitti ed extraprofitti, rendite, interessi, alti redditi!

Non bombe, armi e missili, ma ospedali, scuole, case popolari!

Giù le mani dal diritto di sciopero e manifestazione!

Nella situazione attuale è indispensabile dare impulso all’intervento attivo, politico, organizzato della classe operaia e delle masse popolari contro il governo Meloni, partendo dalle condizioni economiche e delle loro conseguenze sociali.

Contro il governo Meloni e le sue misure antioperaie, antidemocratiche e guerrafondaie, per la rottura del mostruoso asse con gli USA e Israele, occorre sviluppare la più ampia mobilitazione, utilizzando tutte le opportunità che la situazione offre.

La politica di guerra seguita da Meloni ci porta alla rovina.

Via il governo della miseria, della guerra e della vergogna! Via tutti i fautori di guerra dal potere!

La situazione in Medio Oriente, nel Golfo e in Europa sta avendo conseguenze non solo a livello economico, ma anche politico. Il malcontento cresce e c’è la prospettiva di vasti movimenti dei settori sociali più colpiti dalla guerra. Per prevenirli e reprimerli il governo vara i pacchetti sicurezza, ma serviranno a poco nel caso di una sollevazione di massa.

Lo sviluppo delle contraddizioni intrinseche dell’economia italiana che va sempre più verso la recessione, la situazione dei rapporti fra l’Italia imperialista con le altre potenze e on i paesi dipendenti, l’approfondimento dei contrasti di classe, possono portare rapidamente alla superficie le manifestazioni di una crisi politica della borghesia. Bisogna lavorare su questa prospettiva, senza attesismi di sorta.

La protesta operaia e popolare va promossa  e sviluppata nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei sindacati e nelle altre associazioni di massa, nei quartieri popolari, con scioperi e manifestazioni di massa, condannando l’infame militarismo capitalistico, le aggressioni ai danni dei popoli, la fine della guerra ela messa al bando delle armi nucleari, in difesa della pace e del diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Vogliamo un governo che faccia una politica di pace, amicizia e collaborazione durevole fra i popoli.

Un governo di lotta che sorga dal movimento delle masse sfruttate e oppresse, che prenda misure energiche contro capitalisti, miliardari e parassiti, che si basi sulla forza della classe operaia organizzata e pòrti avanti i suoi interessi per sconfiggere  l’offensiva del capitalismo e del fascismo.

La caduta del governo Meloni per mano del proletariato e delle masse lavoratrici, un fatto politico necessario e possibile, aprirà il passo a più ampie e decisive battaglie, a condizione che vi sia un autentico partito comunista che sappia organizzarle e dirigerle.

La fase che viviamo, di aggravamento di tutte le contraddizioni dell’imperialismo, rende più acuta la necessità di tale partito indipendente e rivoluzionario.

Spetta ai comunisti e agli operai avanzati cooperare, unirsi e lottare per costituirlo.

Da Scintilla n. 160, maggio-giugno 2026

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