Aviano: riuscita manifestazione contro la guerra, il riarmo e le testate nucleari

Corrispondenza

Si è svolta nel pomeriggio di sabato 6 giugno ad Aviano (PN), sede di una importante base USAF con la presenza di almeno 50 testate atomiche, nonchè polo logistico per le aggressioni contro i popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente, una partecipata  manifestazione regionale contro la guerra, il riarmo e le armi nucleari, con almeno tremila partecipanti, a cui hanno aderito anche attivisti e cittadini di Venezia, Treviso e Belluno.

Indetta dall’Anpi e con attiva presenza della CGIL, vi hanno partecipato numerosi gruppi, tra cui rappresentanti della “Flotilla”, comitati, forze politiche, singoli cittadini, soprattutto donne.

Significativa la presenza di una delegazione di operai dell’Electrolux di Susegana, impegnati in una importante lotta contro i licenziamenti annunciati in tutti gli stabilimenti del gruppo.

Molte le bandiere della pace e della Palestina, che giustamente vengono collegate alla presenza aggressiva degli USA a fianco di Israele e della NATO.

Numerose anche le bandiere cubane, altro paese sotto attacco e sottoposto ad un criminale embargo e, recentemente, anche a minaccia di aggressione militare.

Molti partecipanti hanno espresso la condanna del supporto e della complicità del governo Meloni e dei governi UE alla guerra condotta contro l’Iran e al genocidio del popolo palestinese.

La manifestazione è arrivata fino ai cancelli della base della morte. In generale la caratterizzazione politica è stata però debole, non andando al di la di un pacifismo generico, riflettendo la matrice riformista degli organizzatori e non abbracciando un contenuto chiaramente classista e antimperialista.

Ma i contenuti sono apportati anche, se non soprattutto, da chi vi partecipa. E non erano pochi.

Assenti invece i centri sociali. Sparuta la partecipazione di gruppi politici antagonisti e dei sindacati di base. Non è certo con logiche di bottega ed autoreferenziali, a cui assistiamo da troppo tempo, che il movimento contro la guerra può essere aiutato a caratterizzarsi in senso antimperialista, contro le aggressioni armate e non ai popoli.

Non è con il boicottaggio e la presunzione di rappresentare chissà cosa, o di “dare la linea” senza dialettizzarsi con i movimenti reali, che la persistente presenza di gruppi e aggregazioni di base della società civile può essere aiutata a crescere e qualificarsi, numericamente e politicamente.

Proprio la presenza numerosa di comitati e di singoli cittadini è stato l’elemento più positivo della manifestazione.

Essa dimostra che il movimento contro la guerra è vivo ed attivo, potenzialmente in grado di crescere e di caratterizzarsi in termini più radicali, spinto dalla politica di guerra, dalla militarizzazione, dallo scontro tra potenze imperialiste, dall’estendersi delle minacce di aggressioni ai popoli.

Dunque segnali come la manifestazione di Aviano vanno colti da quanti non antepongono logiche ristrette e identitarie al movimento di massa, quale esso oggi è e a come domani può trasformarsi grazie all’intervento della parte più avanzata del proletariato.

 

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