Electrolux: il diritto di critica è la base del sindacato, la salute non è una pratica burocratica!

Riceviamo e pubblichiamo questo volantino diffuso alla Electrolux di Forlì. Esprimiamo solidarietà alle compagne Cinzia e Loretta, e ci associamo alla richiesta di revoca immediata della sospensione dal sindacato per chi lotta a difesa del lavoro, contro il capitale!

IL DIRITTO DI CRITICA È LA BASE DEL SINDACATO,

LA SALUTE NON È UNA PRATICA BUROCRATICA!

Le compagne Colaprico e Sabattini non hanno “denigrato” nessuno: hanno esercitato il sacrosanto diritto di critica e di dissenso garantito dagli articoli 4 e 6 dello Statuto. Hanno fatto quello per cui sono state elette con il massimo dei voti in fabbrica: difendere i lavoratori. Dietro le denunce di ritardi sui giornali di fabbrica non c’erano pretesti personali, ma casi drammatici e oggettivi. Parliamo di malattie professionali urgenti e tutele della salute rimaste bloccate nei cassetti degli uffici del Patronato per mesi (e in qualche caso per anni), con il rischio di pregiudicare vertenze vitali per operai già colpiti da gravi patologie. Sanzionare chi rompe il silenzio di fronte alle inefficienze dell’apparato significa affermare che la tutela dell’immagine burocratica conta più della vita e dei diritti dei lavoratori. Non possiamo accettare l’idea di un sindacato in cui i delegati debbano avere paura di difendere i propri colleghi.

LA SPROPORZIONE DELLE SANZIONI: DUE PESI E DUE MISURE

Siamo di fronte a un paradosso intollerabile sul piano etico e politico. Tre mesi di sospensione dei diritti associativi rappresentano una sanzione di eccezionale gravità. Assistiamo sgomenti a un’organizzazione interna in cui, troppo spesso, di fronte a episodi ben più significativi, accertati e intollerabili – come le gravi molestie e gli abusi di potere da parte di funzionari o segretari nei confronti di delegate e iscritte (caso Vicenza finito sulla stampa) – il braccio punitivo si muove con timidezza, quando non si trincera dietro la diplomazia di apparato o l’archiviazione. Lì dove servirebbe tolleranza zero per difendere la dignità delle persone, si sceglie la via della moderazione. Al contrario, quando due operaie delegate di fabbrica alzano la voce contro i disservizi dei servizi confederali, dopo aver ripetutamente sollecitato lo stesso apparato a intervenire, per difendere il diritto alla salute, l’apparato si muove con tale severità.

LA NOSTRA RISPOSTA: NESSUN PASSO INDIETRO

Questo provvedimento colpisce due delegate particolarmente combattive, ma punta a intimorire tutte le RSU Cgil che non si arrendono alla decadenza e chiunque pretenda efficienza e trasparenza dai servizi e dagli apparati che i lavoratori pagano con le loro tessere.

Il valore di un sindacato si misura anche dal saper accettare critiche, dissenso e pressioni sulla qualità del servizio e sulla capacità di stare al fianco di chi fatica sulle linee di produzione, sciopera per tutelare i lavoratori e non sulla capacità di silenziare i delegati perché mettono in luce i difetti dell’organizzazione. L’ultimo “difetto” di questi giorni; nessuno dell’apparato dell’Organizzazione si è presentato la sera di domenica al presidio Electrolux attuato per contrastare i tagli nel giorno della convocazione ministeriale, mentre le due delegate sanzionate a tarda sera di domenica erano lì, le uniche dell’organizzazione con altri operai, altri segretari di altre organizzazioni erano presenti. Che sanzione darà il sistema a questi lavativi?

Non ci facciamo intimidire. Continueremo a esercitare il diritto di critica, con più frequenza e forza, continueremo a pretendere che la salute dei lavoratori, come i loro diritti e condizioni di lavoro siano messe al primo posto, sopra e prima dell’organizzazione e sosterremo le compagne Cinzia e Loretta con ogni iniziativa necessaria. Queste sentenze sono talmente ingiuste, che come ogni ingiustizia non possono che dare forza a chi le combatte.

Forlì, 18 giugno 2026

Operai e Rsu Fiom Cgil Gruppo Electrolux

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