Sanità privata: furto di salario e di diritti

Corrispondenza

Che il governo in carica fosse oltre che reazionario anche guidato e controllato dall’alta finanza è arcinoto, ma non passa giorno che si aggiunga un tassello alla sua spregiudicatezza a favore dei vampiri del capitale monopolistico.

Questa volta è toccato ai lavoratori della sanità privata.

Infatti, grazie a un emendamento della Lega al Decreto lavoro, i lavoratori della Sanità Privata accreditata vengono esclusi dal meccanismo che prevede l’aumento automatico degli stipendi qualora il contratto collettivo sia scaduto da oltre 9 mesi.

Esultano i capitalisti dalla sanità privata, come ad es. il deputato della Lega Antonio Angelucci, magnate dal Gruppo San Raffaele (25 cliniche nel Lazio) e proprietario dei giornali Il Giornale, il Tempo e Libero. Assenteista da record in Parlamento, ma onnipresente nella messa in pratica delle politiche neoliberiste.

Naturalmente il provvedimento è stato blindato con la “fiducia”.

Non basta che i salari reali fossero inferiori dell’8,8% rispetto al 2021, ci mancava anche questa “chicca” a danno di lavoratori e lavoratrici che operano in condizioni insostenibili.

È recente il caso dei dipendenti  del Nuovo Nomentana Hospital (casa di cura accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale) che hanno denunciato il fatto che OSS,  tecnici e operai verrebbero pagati come “addetti alle pulizie”.

L’azienda unilateralmente ha introdotto due contratti non pertinenti e peggiorativi quali il Ccnl Aiop Rsa e il Ccnl Multiservizi.

Il primo, a detta dei sindacati, destinato agli operatori socio-sanitari; il secondo ai tecnici e agli operai che lavorano nel centro di cura di proprietà di San Raffaele S.p.a., società guidata dalla famiglia Angelucci. In tal modo i lavoratori verrebbero inquadrati come personale di case di cura per anziani, addetti alle pulizie o incaricati di servizi generici.

Non si tratta solo di una decurtazione salariale tabellare (storicamente il Multiservizi è uno dei contratti con i minimi salariali più bassi in Italia), ma anche di una retribuzione minore di ferie, notturni e malattie, nonchè di aumento dell’orario di lavoro.

In questo modo  si produce dumping contrattuale, frammentazione dei dipendenti e un indebolimento della qualità dell’assistenza.

Ovviamente, la differenza fra  il denaro pubblico incassato per le prestazioni mediche erogate,  a un prezzo che contempla anche i costi del Ccnl Sanità privata, e il pagamento dei   dipendenti come se lavorassero in una casa di riposo o in una ditta di pulizie, resta nelle casse dell’azienda.

Questo mentre i lavoratori subiscono un taglio del salario e dei diritti, continuando a svolgere lo stesso lavoro complesso di prima.

Ancora una volta il sistema borghese si presenta per quello che è: funzionale ai capitalisti e ai profitti degli stessi, dove si accrescono le disuguaglianze tra le classi, con un fossato economico e dei diritti tra le stesse che si allarga sempre più.

Tutto ciò non può e non deve continuare! Va spezzata la catena di questa ingiustizia sociale con l’organizzazione e la mobilitazione del proletariato!

La necessità di un partito comunista che diriga senza esitazioni e compromessi la lotta contro questo sistema è sempre più impellente.

Un partito che agisca per l’emancipazione del proletariato, la sola classe che può creare una società senza sfruttamento.

Da Scintilla n. 161, luglio 2026

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