La lotta ai depositi di scorie nucleari
Corrispondenza
Nel Lazio, nei comuni circostanti le aree individuate come siti potenziali per lo stoccaggio a lunga durata delle scorie radioattive, si va sviluppando la protesta e la mobilitazione popolare.
Le scorie nucleari ad alta intensità, come quelle che provengono dai reattori nucleari, sono un problema ad oggi irrisolvibile: necessitano di centinaia di migliaia di anni per tornare materiale innocuo e lo stoccaggio non è sicuro, presentando problemi tuttora irrisolti secondo gli esperti. Fra di essi: il carattere provvisorio dei depositi (lo smaltimento permanente non esiste in alcun paese del mondo), l’invecchiamento dei siti, la corrosione dei fusti, l’erosione del suolo, l’infiltrazione di acque sotterranee, il monitoraggio continuo per tutto il tempo.
In Italia i 51 siti individuati in 6 regioni come idonei per la discarica dei rifiuti radioattivi non potranno offrire né la sufficiente profondità, né i sufficienti parametri di protezione. I siti verranno seguiti solo per 300 anni e poi abbandonati. I rifiuti viaggeranno per tutta la penisola e il rischio di radioattività riguarda anche i bacini idrici.
Tra i siti individuati per costruire un mega deposito nazionale di 95 mila metri cubi di scorie radioattive, vi sono quelli di Canino, Montalto e Corchiano (VT). Nella Tuscia viterbese, si sono così creati dei Comitati “No Scorie” che hanno dato vita a manifestazioni, esposizione di cartelli, bandiere e striscioni, raccolta di firme, conferenze informative, monitoraggio e contrasto delle attività istituzionali e private nel territorio in tema di ambiente, allo scopo di opporsi alle politiche e alle speculazioni energetiche che danneggiano la salute pubblica, la produzione agricola, la bellezza paesaggistica e incrementano la militarizzazione del territorio.
Il rifiuto della popolazione al nucleare e alle scorie è netto: politico, razionale ed etico. Non esistono reattori nucleari o depositi nucleari sicuri!
Sabato 20 giugno la protesta è arrivata nella Capitale, dove vengono prese le decisioni politiche. La protesta da locale è diventata così nazionale.
Il problema di fondo che viene agitato è quello del futuro del nostro territorio, del rispetto della volontà popolare, che più volte si è espressa chiaramente riguardo l’utilizzo dell’energia nucleare nel nostro paese.
La mobilitazione va sviluppata. Costruiamo Comitati contro il nucleare e le scorie!
Da Scintilla n. 161, luglio 2026
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