Equal Earth, una mappa che corregge la storica distorsione colonialista e imperialista

Corrispondenza

Quando il cartografo olandese Gerhard Kremer (noto col nome latinizzato di Gerardus Mercator, ma ancor più col semplice appellativo “Mercatore”) elaborò la sua mappa del mondo, relativizzandone forma, distanze, grandezze, era il 1569.

Il suo intento era legato al rendere più facili le rotte di navigazione, attraverso la possibilità di tracciare, con linee dirette e su mappa conforme, l’attraversamento degli oceani. Da pochissimi anni s’era scatenata – da parte di Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra e, appunto, Olanda – la vorace corsa coloniale all’occupazione militare delle terre africane, asiatiche, americane e del Sud-Pacifico.

La cosiddetta “proiezione di Mercatore” è stata quindi, dalla metà del ‘500, lo strumento principale su cui vennero misurate e disegnate le rotte della barbarie colonialista. Ma tale proiezione cartografica conteneva un enorme difetto proprio dal punto di vista geografico: esaltava e ingrandiva le proporzioni degli stati europei, del Nord-America, del Nord asiatico, mentre rimpiccioliva il resto del mondo.

Nelle nostre scuole, ad esempio, la mappa della Terra e dei suoi Continenti è tuttora rappresentata dalla proiezione di Mercatore, al massimo con qualche piccolo aggiustamento (lo storico Arno Peters, qualche decennio fa).

Per porre fine a questa voluta disuguaglianza di forme e grandezze, ispirata tutt’oggi ad un razzista eurocentrismo, lo scorso 4 settembre l’Assemblea Generale dell’ONU ha votato una Risoluzione, presentata dal Togo a nome degli Stati africani, mirante all’adozione d’una mappa “Equal Earth”, più aderente alla realtà oggettiva.

Alla votazione si sono espressi a favore della Risoluzione 164 Paesi. Un solo voto è stato contrario, quello degli USA, che temono evidentemente di perdere, anche se solo formalmente, le proprie dimensioni dilatate artificialmente (anche questo rientra evidentemente nella lotta per mantenere l’egemonia mondiale).

La nuova mappa adottata si basa sulla proiezione elaborata da Bojan Šavrič (ESRI, azienda che utilizza e sviluppa software di mappatura GIS), Tom Patterson (US National Park Service) e Bernhard Jenny (Monash University di Melbourne). La loro proiezione mantiene la dimensione relativa delle aree. “Le equazioni di proiezione sono semplici da implementare e rapide da valutare. I contorni continentali sono mostrati in modo visivamente piacevole ed equilibrato” hanno affermato gli studiosi.

La geografia e le sue rappresentazioni cartografiche sono state per molti secoli un’espressione materiale della sopraffazione colonialista ed imperialista. Il marxismo, rimettendo al loro posto le coordinate sociali ed economiche indagate sotto la lente del materialismo storico, ha aggredito direttamente le “scienze” borghesi messe al servizio del capitale. Tra loro, anche la geografia. In Italia, va ricordato il lavoro dei geografi marxisti (Massimo Quaini su tutti, ma anche il gruppo di Hérodote/Italia), tra i primi a cercare di collegare una geografia astratta alla realtà sociale, ai territori, all’esperienza sul campo.

Quanto deciso al Palazzo di Vetro dell’ONU il 4 settembre 2026 è solo un atto del tutto formale che non cambia i rapporti di forza reali e non modifica i debiti, il controllo delle risorse, il potere dell’oligarchia finanziaria. Per fare questo, per farla finita con il dominio economico, politico e culturale delle potenze imperialiste e neocolonialiste è indispensabile la lotta rivoluzionaria antimperialista dei lavoratori e delle lavoratrici sfruttati e oppressi di tutti i Paesi.

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