26/9: Manifestazione regionale a Firenze contro distruzione del territorio, sionismo e guerra
Uniti nella lotta contro l’economia e la politica di guerra, per farla finita con la barbarie imperialista!
Ad un anno dalla grande mobilitazione contro il genocidio dei palestinesi e dalle lacrime di coccodrillo della giunta Giani, la regione Toscana è sempre più coinvolta nella politica e nell’economia di guerra, così come nella complicità con lo stato sionista.
I porti livornesi, anche se catalogati come civili, sono sempre più militarizzati e i lavoratori costretti a movimentare, in barba alle norme di sicurezza, armi, esplosivi e mezzi che servono a sterminare il popolo palestinese e a costruire le nuove colonie israeliane.
La società Spv Energy E32, controllata dall’israeliana Shikun & Binui Ltd, coinvolta in attività economiche nei territori palestinesi illegalmente occupati da Israele e, tramite una società satellite, nella costruzione del muro che circonda la striscia di Gaza, sta cercando di mettere le mani su 22 ettari di terreno nella Valdera e 25 nel grossetano, per costruire impianti agrifotovoltaico.
Cosa ce ne facciamo di un greenwahing sporco di sangue?
Mentre “lor signori” ci trascinano in guerra a tappe forzate chi paga il prezzo più alto?
Non passa giorno che l’attacco al salario si fa più pesante. La benzina è sopra i 2 euro/lt., il gasolio in alcune autostrade ha superato i 3 euro/lt.
I monopoli dell’energia fanno profitti record grazie alla speculazione. Il governo incassa più entrate fiscali, ma taglia fondi alla sanità, alla scuola e ai servizi per finanziare il riarmo.
Dal 2021 a oggi i salari reali hanno perso per l’inflazione quasi il 9% del loro potere di acquisto, a causa della politica di compressione salariale e concertazione fra governo, padroni e vertici sindacali. Una rapina organizzata per trasferire ricchezza dalla classe sfruttata a quella dei padroni.
Finché il potere starà nelle mani di una minoranza di profittatori, il carovita continuerà ad essere un’arma contro i lavoratori.
L’alternativa non è un “governo più buono”, ma una rottura rivoluzionaria con il sistema capitalista-imperialista che genera inevitabilmente miseria, sfruttamento, guerra e crisi climatica.
Basta bombe, armi, missili e spedizioni militari. Esigiamo ospedali, scuole, case popolari!
Nessun posto di lavoro deve essere perso, nessuna fabbrica deve essere chiusa o riconvertita in un’industria bellica.
Via il governo della miseria, della menzogna e dei fautori di guerra!
I tempi duri richiedono una lotta dura, su chiari obiettivi e scopi.
La lotta e l’unità, le mobilitazioni parziali e lo sciopero generale, vanno costruiti nelle fabbriche e nelle piazze, condannando l’opportunismo e il divisionismo politico e sindacale, attuando politiche di fronte unico proletario anticapitalista e di fronte unito antifascista e antimperialista, per il pane, la pace, la libertà.
A esse potrà dare organicità e impulso il processo di ricostruzione di un autentico partito comunista, strumento indispensabile per l’emancipazione della classe operaia e con essa dell’intera umanità.
Organizziamoci, unitevi alla nostra attività!
Settembre 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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