Electrolux: altre 8 ore di sciopero e protesta a Roma
“Noi non molleremo mai!”
Sin dall’inizio abbiamo seguito e sostenuto la vertenza dei lavoratori Electrolux, lungi dall’essere conclusa.
La contabilità dei tagli è un bollettino di guerra. Gli esuberi sono 1.450, a cui si devono aggiungere 135 contratti in scadenza che non saranno rinnovati (altri 91 sono già scaduti senza rinnovo), mentre si sposta la produzione in Cina e in Thailandia dove la forza-lavoro è a prezzi stracciati.
Perché tutto questo? Per massimizzare i profitti senza alcun riguardo per il nostro lavoro, la nostra vita, il nostro futuro. I capitalisti e i loro manager vogliono solo renderci sempre più ricattati, soggiogati, immiseriti e supersfruttati.
A fronte di questo piano banditesco la resistenza operaia non si è fermata, ma indurita, perché gli operai e le operaie sono stufi e non accettano licenziamenti e chiusure.
Nello stabilimento di Susegana si sono susseguiti gli scioperi, con manifestazioni che hanno raggiunto la statale. A Porcia il 7 settembre un’assemblea con sciopero e corteo che ha attraversato lo stabilimento. Il 15 settembre si è svolto lo sciopero nazionale di 8 ore in tutti i siti del gruppo contro il piano della multinazionale con manifestazione a Cerreto d’Esi, dove si prevede la chiusura dello stabilimento, con oltre mille partecipanti al grido “Noi non molleremo mai!”.
E il 5 ottobre altre 8 ore di sciopero con presidio a Roma sotto il Mimit.
La lotta si sviluppa anche contro l’aumento dei ritmi negli stabilimenti, con i quali l’azienda punta a spremere operaie e operai come limoni prima di gettarli per strada.
Solidarizziamo e sosteniamo con decisione tutte le manifestazioni e gli scioperi volti al ritiro del piano esuberi, senza farci illusioni su un governo filo-padronale e sui “tavoli di concertazione” che si sono dimostrati sistemi di divisione e smobilitazione delle lotte operaie.
Riteniamo positivo il coordinamento esistente tra i diversi stabilimenti, con numerosi delegati combattivi che con un costante e duro lavoro sono riusciti a far sì che nessuno si senta isolato e sia partecipe alla mobilitazione in corso.
Vano sperare in aiuti esterni. Gli operai possono e debbono fare affidamento solo sulla lotta dura e a oltranza per battere i piani dei capitalisti e dei loro governi.
Ci vuole l’intervento dell’intera classe operaia per far sì che la crisi industriale e il carovita non vengano pagati da chi produce tutta la ricchezza, ma dai profittatori e dai parassiti!
Nessun licenziamento deve passare, nessuno stabilimento dev’essere chiuso!
Esigiamo lo sciopero generale per il lavoro, forti aumenti salariali e la pace!
Basta licenziamenti, basta carovita, basta militarismo, basta capitalismo!
Fiducia nella forza e nella capacità di lotta della classe operaia, che per tornare a vincere ed emanciparsi dal giogo dello sfruttamento deve esprimere dal proprio seno un partito indipendente e rivoluzionario!
Ottobre 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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