10 ottobre: a fianco del popolo palestinese, per la fine del genocidio e la rottura dei rapporti con Israele
Il criminale genocidio perpetrato dallo stato terrorista di Israele sulla pelle del popolo palestinese ha provocato negli ultimi tre anni: circa 75 mila morti e 11 mila dispersi sotto le macerie, 175 mila feriti, più di 201 mila edifici demoliti, 400 tra scuole e università colpite, l’84% delle strutture sanitarie distrutte, il 90% degli impianti idrici devastati.
Gaza, dove sono confinati in uno spazio ridotto 2,1 milioni di palestinesi, è continuamente attaccata. L’IDF sionista non si ritira e continua con i raid, ostacola i soccorsi. Nella Cisgiordania chiusa in una morsa, accelera l’occupazione sionista. I coloni aggrediscono i palestinesi, distruggono case, infrastrutture, pozzi, alberi, con la copertura dell’esercito sionista. Dentro Israele i palestinesi sono minacciati, discriminati da un regime di apartheid.
Le morti per fame, malattie, collasso sanitario e condizioni di esistenza estrema si susseguono.
Ma la questione palestinese non è umanitaria, bensì politica, perché legata al diritto di autodeterminazione dei popoli e alla legittima resistenza contro l’occupante.
I fatti dimostrano che quella praticata da Israele è una spietata guerra di sterminio dei palestinesi condotta senza alcuno scrupolo, lucidamente pianificata e compiuta con armi sofisticate e letali. In questa guerra infame i civili, i bambini, le donne sono bersagli diretti, non “effetti collaterali”.
Tutto ciò non sarebbe possibile senza il finanziamento, la fornitura di armamenti e tecnologia, la copertura e il sostegno politico dei governi degli Stati Uniti e di molti paesi europei, fra cui quello italiano che mantiene solidi rapporti di complicità con lo stato terrorista d’Israele.
Un governo sorretto da una maggioranza che vuole approvare il Ddl 1004 per favorire il sionismo e mettere il bavaglio alla critica e alla protesta antisionista, antirazzista, antimperialista.
Un governo dei padroni che attacca i salari e le pensioni, aumenta le spese militari e taglia quelle sociali e sanitarie, che fa dilagare la miseria mentre protegge i ricchi e i parassiti.
Un governo di reazionari e fascisti, di mercanti di cannoni, che ci vuole trascinare nella guerra per una nuova spartizione del mondo.
Sostenendo la lotta del popolo palestinese difendiamo la causa della pace, difendiamo altri popoli dalle aggressioni imperialiste, ci difendiamo dalle politiche affamatrici e di guerra che distruggono le nostre condizioni di lavoro e di vita.
La fine del genocidio e della colonizzazione, la cessazione di ogni rapporto con lo stato terrorista di Israele e il rigetto in blocco del Ddl 1004 sono linee di demarcazione che vanno tracciate nei confronti dei falsi amici del popolo palestinese e degli ipocriti sostenitori del diritto di Israele a “difendersi”.
Allo stesso tempo occorre ribadire che la solidarietà con il popolo palestinese non può conciliarsi con l’adesione alla NATO e alla UE.
Il 10 ottobre scendiamo nelle piazze chiamando all’unità tutte le forze antimperialiste, antifasciste e antisioniste per affrontare i nemici dei lavoratori sfruttati e dei popoli oppressi. È necessario sbarrare loro la strada con un’unità salda e potente, che non sia solo uno slogan, ma un’azione organizzata e consapevole.
Costruiamo una coalizione popolare che agisca a livello nazionale e globale, alimentato dalle battaglie concrete che conduciamo nei posti di lavoro e nei territori, che sia capace di affrontare l’imperialismo e aprire la strada all’emancipazione economica e sociale.
Con la forza del proletariato e dei popoli sconfiggeremo l’imperialismo, il sionismo e il fascismo!
Viva la Palestina libera e indipendente!
Ottobre 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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