Non siamo carne da cannone per la guerra imperialista!
La guerra imperialista in Ucraina apre senza ombra di dubbio un nuovo capitolo della storia mondiale. L’attuale conflitto è decisamente più grave in confronto ai precedenti, sia per i mezzi impiegati, sia per il fatto che è direttamente combattuto sul terreno da una potenza imperialista, la Russia, mentre sono coinvolte nel conflitto armato le potenze imperialiste del blocco USA/NATO. Altre potenze, coma la Cina, il Giappone, l’India, agiscono sullo sfondo e riarmano.
L’attuale guerra mira a un ridisegno delle sfere di influenza e alla rapina di materie prime di cui è ricca l’Ucraina. Essa è accompagnata, riferendoci in particolare al “nostro” imperialismo, ad un’ondata di tipo razzista, che punta a cancellare persino la cultura russa.
C’è anche chi ne approfitta per fare propaganda anticomunista e bandire i nostri classici. Come l’Università della Florida che ha censurato l’aula “Karl Marx”. Quale sia il collegamento tra la Russia imperialista di Putin ed il fondatore del socialismo scientifico di Treviri non è dato sapere.
Ma la minaccia principale è rappresentata soprattutto dalla sfrenata campagna militarista, le cui conseguenze sono: discriminazioni ed accuse di filo-putinismo a chiunque manifesti anche la minima perplessità per la politica di espansione della NATO ad est, a chiunque si opponga all’invio di mezzi militari al regime ultrareazionario e golpista di Zelensky.
Il cinico rifornimento di armi all’ex comico è utile a perpetuare una guerra per procura (di cui gli USA beneficiano) e con ciò non solo le sofferenze del popolo ucraino, ma anche di quello dei popoli dei paesi UE.
Un prolungamento del conflitto, con le sanzioni ed aumento delle spese militari, farà ulteriormente calare la qualità della vita delle masse popolari sulle quali viene scaricato l’intero peso delle dispute tra superpotenze.
Si noti bene che anche i maggiori media denunciano l’aumento dei prezzi di prima necessità, come dimostra un recente articolo apparso su “La Repubblica”. Il problema è che addossano la colpa interamente sulla Russia scagionando da ogni responsabilità i monopoli occidentali e mantenendo le masse nell’ignoranza più totale.
Questo stratagemma serve per orientare l’opinione pubblica verso la politica di appoggio a Kiev e, in caso di escalation, addirittura di intervento delle proprie forze armate.
La NATO e l’UE proseguono nella loro linea bellicista. Si parla incessantemente di un prossimo ingresso dell’Ucraina nell’UE e della Finlandia e della Svezia nella NATO tra un paio d’anni. Ciò significherebbe un conflitto mondiale aperto.
I giovani sono uno dei settori sociali più colpiti dalla politica di guerra imperialista. Non solo i giovani coscritti inviati a scannarsi reciprocamente da Russia e Ucraina, spesso con pochi giorni di addestramento, senza alcuna certezza di ritornare a casa, ma tutti i giovani del mondo, poiché questa guerra nessun giovane l’ha voluta e tutti la subiscono.
Nelle guerre reazionarie i giovani non sono altro che carne da cannone per gli interessi degli imperialisti e dei loro vassalli. Sono usati strumentalmente in un massacro in cui i vincitori non saranno mai i popoli, ma i monopoli capitalistici dell’una o dell’altra parte.
Se la leva obbligatoria venisse ripristinata, sarebbero potenzialmente chiamati alle armi tutti i cittadini maschi dai 18 ai 45 anni; a farne le spese saremmo dunque soprattutto noi giovani proletari, poiché in caso di conflitto verremo spediti al fronte a combattere contro i nostri fratelli di classe russi, a rischiare e perdere la vita per garantire i profitti dei pescecani nostrani.
La facoltà del ripristino della leva spetta al Presidente della Repubblica con previa delibera del Presidente del Consiglio dei Ministri. Ci avviciniamo alle elezioni politiche e i sondaggi danno ampi margini di vittoria alla destra reazionaria, che nei propri programmi delle elezioni politiche del 2018 vedevano figurare il ripristino della leva, si veda il programma della Lega. Ma anche i liberalriformisti del PD stanno dando prova di un bellicismo sfrenato, e sarebbero pronti a mandarci al massacro.
Intanto è stato siglato un Protocollo di Intesa tra il Comando Militare dell’Esercito in Sicilia e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, il cui obiettivo è “la promozione, su tutto il territorio siciliano e nel rispetto dei Piani triennali dell’offerta formativa adottati dalle scuole nell’ambito della propria autonomia, di Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento presso o in collaborazione con Enti, Distaccamenti, Reparti e Comandi della Forza Armata Esercito di stanza in Sicilia. Tali Percorsi, coerentemente con le finalità di cui in premessa perseguite dalle parti, sono rivolti a studenti frequentanti le terze, quarte e quinte classi delle scuole secondarie di secondo grado della Sicilia.”
L’alternanza scuola/lavoro svolta in caserme dell’esercito è un fatto gravissimo.
Le competenze e l’orientamento di cui parlano, sono rivolte al militarismo, alla partecipazione diretta alle guerre imperialiste.
Il futuro che i capitalisti ci vogliono preparare non è un lavoro per sé e per la propria società, creativo e organizzato in modo pianificato – che solo nel socialismo potrà esservi – ma fare gli schiavi supersfruttati o i macellai armati per i loro interessi.
Ciò non deve accadere! Per questo motivo dobbiamo non solo denunciare la guerra imperialista e condurre una vasta agitazione contro di essa, ma occorre anche creare al più presto l’unità della gioventù antimperialista, antifascista e realmente democratica, con alla testa la gioventù comunista.
L’esperienza storica ci dimostra che la dura realtà attuale farà prendere coscienza di classe alle masse e le spingerà a rivendicare la rivoluzione e il socialismo tramite il proprio Partito che nel frattempo si sarà formato grazie allo smascheramento degli opportunisti e l’unificazione dei marxisti-leninisti e degli operai rivoluzionari.
In tal caso i giovani di oggi svolgerebbero una funzione fondamentale: saranno i primi a sperimentare sulla propria pelle gli orrori del capitalismo, ma anche i primi a divenire i nuovi dirigenti comunisti che lotteranno per l’instaurazione della dittatura proletaria.
“Gioventù marxista-leninista”
Scintilla, aprile 2022
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