Con Stalin, per la rivoluzione e il socialismo!

Sono passati 70 anni dal giorno in cui il cuore del compagno Stalin cessò di battere.

Più ci allontaniamo da quella data, più la limpidezza della sua figura, l’importanza del suo pensiero e della sua opera rivoluzionaria risaltano in tutta la loro grandezza.

Per dare un’idea dell’importanza di Stalin per lo sviluppo del movimento comunista e operaio ricordiamo alcuni fatti storici.

In primo luogo, il nome di Stalin è legato alla lunga lotta per la creazione di un partito veramente rivoluzionario della classe operaia; un partito che sapesse organizzare l’avanguardia cosciente degli operai e sapesse portare nel movimento operaio la coscienza socialista e guidare le masse oppresse e sfruttate alla rivoluzione.

Il compagno “Koba” fu prima di tutto un indomabile militante rivoluzionario del Partito bolscevico; un infaticabile organizzatore completamente dedito alla causa della liberazione dell’umanità dallo sfruttamento, dalla miseria, dall’ignoranza; un combattente e un dirigente dalle straordinarie doti teoriche, pratiche e morali che ha rappresentato le qualità migliori del proletariato rivoluzionario.

In secondo luogo, Stalin fu uno degli ispiratori e dei dirigenti della Rivoluzione Socialista d’Ottobre. Dopo la presentazione – da parte di Lenin – delle «tesi di Aprile», egli fu il principale artefice nel compito decisivo di trasformare la linea leninista in organizzazione e attività politica concreta, ed a fianco di Lenin svolse un indiscutibile ruolo chiave prima e dopo l’Ottobre Rosso, per il trionfo della rivoluzione proletaria.

Nel periodo dal 1918 al 1920 fu il membro del Comitato Centrale lanciato da un fronte di guerra all’altro, lottando nei punti più pericolosi e decisivi per le sorti della Rivoluzione socialista.

In terzo luogo, Stalin quale continuatore dell’opera iniziata da Lenin, fu l’architetto dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Il “meraviglioso georgiano”, come Lenin lo definì, compì una gigantesca opera nella fondazione delle repubbliche nazionali sovietiche, e nella loro unione volontaria nel nuovo Stato federativo plurinazionale che sorse il 30 dicembre 1922.

Alla figura e all’opera di Stalin sono legati la costituzione, lo sviluppo e la difesa dell’URSS, che egli diresse durante trent’anni mobilitando gli operai e i contadini sovietici nella costruzione del socialismo e contro la spietata reazione della borghesia interna e internazionale.

In quarto luogo, il compagno Stalin fu un eminente internazionalista, che dedicò la sua vita all’elevamento e al rafforzamento della classe operaia internazionale. Egli seguì costantemente l’attività e la politica dell’Internazionale Comunista partecipando in modo diretto alla trattazione di molti problemi concernenti l’attività delle sue principali sezioni.

Fu il timoniere del Movimento comunista internazionale, l’incarnazione del proletariato al potere, l’amico fedele dei popoli oppressi in lotta per la libertà, l’indipendenza, la democrazia e il socialismo, l’ispiratore e il sostenitore della costruzione del socialismo e del comunismo su scala mondiale.

In quinto luogo, Stalin fu il comandante politico e militare, lo stratega dell’Armata Rossa, del movimento partigiano, della classe operaia e dei popoli sovietici in lotta contro il nazifascismo. Al suo nome rimarrà per sempre legata la formidabile ed eroica resistenza, la vittoriosa controffensiva che segnò le sorti della seconda guerra mondiale, la vittoria di Stalingrado, la più grande battaglia dell’umanità contro la barbarie nazifascista, che cambiò il corso della storia.

In sesto luogo, Stalin favorì la creazione di un potente e unito campo antimperialista e democratico e di un nuovo rapporto di forze su scala mondiale, più favorevole alla classe operaia; portò all’instaurazione della democrazia popolare in diversi paesi dell’Europa orientale, diede un potente impulso alle lotte di liberazione nazionale, antimperialiste e anticolonialiste.

Anche nelle condizioni della «guerra fredda», voluta dall’imperialismo statunitense, Stalin difese con fermezza gli interessi della classe operaie e dei popoli dell’URSS e del mondo intero, smascherando e condannando le posizioni revisioniste e le correnti controrivoluzionarie. La classe operaia e le masse popolari di tutti i paesi, i popoli che avevano imboccato la strada del socialismo, e quelli in lotta contro il colonialismo, avevano nell’URSS di Stalin un sicuro alleato, una potente base d’appoggio, pronta al sostegno e all’aiuto internazionalisti.

Il compagno Stalin è stato un militante comunista che ha dedicato tutta la sua vita al compito di costruire, difendere e rafforzare il Partito del proletariato, lo Stato del proletariato, l’internazionalismo del proletariato, assicurando al proletariato una vittoria che è la vittoria dell’umanità.

Questa è la verità rivoluzionaria della Storia. Questi sono i motivi per cui il nome del grande georgiano è ricordato ed ammirato da ogni proletario cosciente e, allo stesso tempo, è odiato dalla borghesia capitalista e della reazione mondiale, dai revisionisti e dagli opportunisti.

Attaccare e denigrare Stalin significa infatti attaccare e denigrare il socialismo, la rivoluzione proletaria, la libertà e l’emancipazione dei lavoratori e dei popoli.

A 70 anni dalla morte di Stalin, il suo pensiero e la sua opera vanno ancora largamente a beneficio degli sfruttati e degli oppressi.

Ciò non solo per il fatto che le conquiste strappate negli scorsi decenni dalla classe operaia dei paesi capitalisti furono anche il riflesso delle realizzazioni compiute dal proletariato sovietico e della sua potente influenza internazionale, di cui ancora oggi non si sono perduti tutti gli effetti positivi, ma soprattutto perché, basandoci sugli insegnamenti che ci ha lasciato il compagno Stalin, potremo avanzare ancora meglio in futuro.

Stalin è di estrema attualità perché assieme a Marx, Engels e Lenin, impersona e rappresenta la nuova società per il quale hanno lottato e continueranno a lottare miliardi di donne e di uomini. Una società, quella socialista, che ha dimostrato di essere superiore al capitalismo sotto ogni aspetto, che sicuramente trionferà sul marcio sistema capitalista-imperialista poiché il socialismo e il comunismo sono una necessità storica ineludibile per lo sviluppo della società umana.

Stalin è nostro contemporaneo perché l’unica via di uscita  dalla schiavitù salariata, dalle guerre di rapina, dalla distruzione dell’ecosistema, dalla barbarie imperialista è la rivoluzione proletaria, la dittatura del proletariato e l’edificazione integrale del socialismo.

Stalin è all’ordine del giorno, perché ha dimostrato che nelle situazioni più difficili, solo un atteggiamento intransigente nei confronti del nemico di classe, solo una politica basata sui principi, solo la lotta tenace, prolungata e risoluta contro tutte le deviazioni e tendenze opportuniste e revisioniste, contro le correnti borghesi e piccolo-borghesi è la condizione per la vittoria del proletariato.

Stalin è indispensabile per l’oggi e per il domani, in quanto lo studio delle sue opere serve a dissipare la nebbia ideologica che la borghesia capitalista e quella revisionista hanno fatto penetrare nelle menti del proletariato e dei popoli allo scopo dì offuscare le idee rivoluzionarie e affievolire il loro slancio rivoluzionario.

Stalin è modernissimo perché il suo pensiero e la sua opera costituiscono il punto di riferimento più sicuro per rigettare ogni deviazione revisionista, opportunista e socialdemocratica, per definire un programma politico rivoluzionario, e per conquistare un’alternativa sicura al capitalismo.

Stalin è vivo e presente perché i suoi insegnamenti sono imprescindibili per il compito fondamentale  dell’oggi: il superamento della confusione politica ed ideologica e della disorganizzazione esistente nel movimento comunista e operaio, il rafforzamento dell’unità combattiva delle nostre file e la realizzazione della fusione del socialismo scientifico col movimento operaio.

E’ il periodo storico in cui siamo che pone di fronte al proletariato il compito di forgiare un vero partito indipendente e rivoluzionario del proletariato, sua avanguardia cosciente e organizzata.

Questa è l’indicazione di Stalin che oggi dobbiamo seguire, rompendo apertamente e definitivamente con l’opportunismo e i partiti socialdemocratici e revisionisti, per unirci e organizzarci sui principi del marxismo-leninismo e dell’internazionalismo proletario.

Avanti compagni e compagne, uniamoci, organizziamo e lottiamo insieme nel nome di Stalin, grande combattente e maestro del proletariato, bandiera vittoriosa dei comunisti di tutto il mondo!

5 marzo 2023

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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