30 ottobre: un’importante giornata di sciopero e lotta di massa contro le politiche di austerità e di guerra

Lo sciopero generale del 30 ottobre 2026, proclamato dai sindacati di base, è un passaggio di mobilitazione di lavoratori e studenti che scaturisce dalla decisione dei portuali di scioperare a livello internazionale contro la guerra, il genocidio, il riarmo e la militarizzazione dei porti.

Ma non saranno solo i portuali a mobilitarsi. Sotto la sferza dei licenziamenti, del carovita, dell’immiserimento crescente, dell’ennesima manovra di bilancio di austerità e di guerra, si uniranno alla protesta operai, disoccupati, studenti, piccoli agricoltori, autotrasportatori, fornai schiacciati dal grande capitale e dal suo attuale governo.

Quanto avviene si inserisce negli sviluppi della lotta delle masse a livello europeo (Spagna, Francia, Germania, Belgio, Albania, etc.) in risposta a crisi abitativa, carovita, austerità e tagli alle spese sociali, militarismo e politiche di guerra.

La collera sociale cresce di fronte alle false promesse e al disprezzo dei politicanti borghesi, che agiscono ad esclusivo interesse dei monopoli finanziari. Costoro strillano per le vetrine rotte dei negozi di lusso, quando le tasche dei lavoratori e gli scaffali sono vuoti e le ricchezze dei parassiti aumentano sempre più! Le sole risposte del governo Meloni ai bisogni di milioni di giovani sono pene inaudite per i minorenni e i blocchi stradali, altri 500 militari a Milano.

Ma le fiamme della resistenza si stanno alzando in diversi paesi e nonostante la dura repressione l’incendio può divampare ed estendersi ancora.

Agiamo per unire i torrenti di lotta su una piattaforma classista, politicizzando il malcontento e dirigendolo contro la borghesia e il suo governo reazionario. Esigiamo:

Blocco totale dei licenziamenti.

Forte aumento generalizzato e detassato dei salari.

CIG a salario pieno a spese dei profitti.

Abolizione del precariato.

Stop all’aumento dei prezzi, abolizione dell’Iva sui generi di prima necessità.

Abbattimento delle tariffe di luce, acqua, gas, telefonia, per operai e studenti.

Introduzione di un’imposta del 10% che colpisca il 10% più ricco della società.

Tassazione fortemente progressiva su profitti, rendite, interessi e redditi.

Recupero di 100 miliardi annui di evasione fiscale. 

No al riarmo e alle spese militari, forte aumento degli investimenti per scuola, sanità e trasporti pubblici, case popolari e risanamento ambientale.

Abolizione dei decreti “sicurezza” e delle limitazioni al diritto di manifestazione e di sciopero.

Fuori dalla NATO e dalla UE, via le basi USA.

Rottura di ogni rapporto con lo stato genocida d’Israele. Solidarietà ai lavoratori e ai popoli che resistono contro l’imperialismo, il sionismo e il fascismo!

Lavoriamo per l’unità d’azione degli sfruttati, costruiamo comitati di lotta e di sciopero, sviluppiamo la solidarietà di classe, legando la lotta allo sfruttamento, alla repressione, al militarismo, alla devastazione ambientale, alla lotta per abolire il sistema capitalista-imperialista che genera ciò.

Il fattore chiave è la discesa in campo dell’intera classe operaia per cambiare i rapporti di forza con la borghesia e attrarre altri strati sociali oppressi che soffrono la situazione.

L’obiettivo immediato è approfondire la crisi del governo Meloni fino a farlo cadere, impedire l’avvento di un altro governo di estrema destra, senza creare illusioni sui liberal-riformisti, ma lottando in fabbrica e nelle strade in difesa degli interessi del proletariato, per un governo che assicuri pane, pace, lavoro e libertà agli operai, ai lavoratori sfruttati, ai giovani!

Dentro il processo di lotta va promossa la formazione di un ampio fronte popolare di tutte le sezioni delle masse lavoratrici, con alla testa la classe operaia organizzata come forza dirigente decisiva, per spezzare il potere arbitrario e reazionario dei capitalisti, dei parassiti, dei milionari.

In questa nuova stagione di mobilitazione già si vanno formando nuovi militanti proletari che chiamiamo ad unirsi al nostro lavoro per ridare alla classe il suo partito indipendente e rivoluzionario, guida della lotta per una nuova e superiore società: il socialismo.

 Organizzazione per il partito comunista del proletariato

 

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