8 Marzo: per l’uguaglianza dei diritti economici, politici e sociali delle donne!
Le donne proletarie e degli strati popolari hanno pagato un caro prezzo in tre anni di pandemia e in un anno di guerra imperialista.
Lo hanno pagato nei luoghi di lavoro e nelle mura domestiche con l’isolamento, le discriminazioni, le molestie, la violenza, la soppressione dei servizi sanitari e sociali.
I fondi pubblici pagati con le tasse di lavoratrici e lavoratori sono stati messi al servizio dei capitalisti, che hanno ricevuto pacchetti miliardari di aiuto economico, e per le crescenti spese militari (100 milioni di euro al giorno!).
Oltre a lasciare le donne senza protezione, lo Stato borghese è lo strumento della loro oppressione e del loro impoverimento.
Soprattutto le donne proletarie sono state lasciate senza lavoro e senza reddito; se lavorano sono pagate in media il 20% in meno degli uomini e concentrate nei lavori meno remunerati e a tempo parziale; sono le prime ad essere licenziate, sono costrette a farsi carico dei lavori di cura e di assistenza per gli anziani, per i figli e i parenti. Un esercito di “invisibili” per rimpiazzare la distruzione dello stato sociale.
Con il governo di estrema destra, l’ennesimo dei padroni e dei preti – diretto da una donna borghese – viene minacciato apertamente il diritto di aborto, conquistato con grandi battaglie civili e politiche; questo mentre si smantellano le strutture sanitarie e sociali di prossimità, si attaccano le pensioni delle donne, non si fa nulla per prevenire la violenza maschilista, che viene incoraggiata delle politiche e dalla cultura patriarcale, sessista e militarista.
L’8 marzo non è la festa delle mogli o delle donne in astratto. E’ la giornata internazionale di lotta delle donne lavoratrici.
Perciò deve essere celebrata recuperando il suo vero significato che trae origine dalla battaglia contro lo sfruttamento e la duplice oppressione che soffrono le masse femminili.
In nessuna delle cosiddette democrazie borghesi avanzate, il problema dell’ineguaglianza e dell’oppressione della donna è stato risolto.
Dunque occorre fare dell’8 Marzo non una banale ricorrenza di tipo commerciale, ma una giornata di lotta, di sciopero, di manifestazioni per conquistare l’uguaglianza nel lavoro e nella vita!
Gli attacchi che le donne subiscono possono essere affrontati e respinti solo con una mobilitazione di massa decisa, con l’unità di classe di lavoratrici e lavoratori.
Giù le mani dai diritti delle donne! Uniamoci per i nostri interessi, diritti e libertà, rifiutiamo la guerra degli imperialisti e degli sciovinisti!
Viva la solidarietà internazionale delle donne lavoratrici!
La lotta per l’emancipazione delle donne è la lotta per la rivoluzione socialista!
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia
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