A fianco dei lavoratori Acca! Respingiamo uniti la violenza padronale e di Stato!
L’Organizzazione per il partito comunista del proletariato esprime la propria solidarietà ai lavoratori dell’Acca di Seano (Prato) e ai sindacalisti combattivi sgomberati dal presidio durante lo sciopero per difendere i posti di lavoro
L’Acca, è il più grande centro logistico di proprietà di capitalisti cinesi del comprensorio della moda di Prato. Il 20 giugno ha annunciato la chiusura di due magazzini e il conseguente licenziamento di 100 lavoratori.
I lavoratori sono entrati subito in sciopero e portato avanti un presidio permanente che nella mattinata di venerdì 3 luglio è stato sgomberato con la forza dalla polizia. Mentre il picchetto veniva rimosso alcuni lavoratori sono stati portati in Questura.
I lavoratori Acca negli ultimi due anni si sono battuti strenuamente per ottenere condizioni di lavoro e una retribuzione dignitosa.
L’Acca è sotto processo per caporalato e frode fiscale per 71 milioni di euro. Non chiude per mancanza di lavoro ma perché i suoi lavoratori, in maggioranza immigrati, non ci stanno più a essere sfruttati come bestie.
Lo sgombero del presidio, voluto dalle istituzioni borghesi, è un chiaro incentivo a sfruttare la merce forza-lavoro al minor prezzo possibile, a licenziarla quando di ribella, a favorire le mafie e il caporalato, ad attaccare il diritto di sciopero.
Laddove non basta la violenza dei crumiri e dei padroni intervengono le forze dell’”ordine capitalista” e si emanano leggi come gli ultimi decreti “sicurezza” che restringono le libertà conquistate con il sangue dei lavoratori.
Il messaggio è chiaro: gli operai e i lavoratori sfruttati devono produrre plusvalore fino a sfinirsi, devono accettare la condizione di schiavi salariati, e ogni forma di ribellione sarà punita col ricatto del licenziamento e la repressione statale.
Ma gli scioperi, i picchetti, i presidi, i blocchi, sono da sempre le armi che proletari hanno per manifestare, protestare e lottare per i propri interessi e diritti.
E che continueranno a usare in maniera ancora più ampia e determinata, assieme a tutte le forme di lotta di massa necessarie, per farla finita con il sistema che genera tormento di lavoro non pagato e accumulazione di miseria proporzionata all’accumulazione di capitale e di ricchezza per un’esigua minoranza.
Ieri non hanno colpito solo i lavoratori dell’Acca ma l’intero proletariato.
Per questo è sempre più urgente una risposta combattiva e generalizzata dell’intera classe sfruttata. Uniamoci nella lotta, prepariamola, mobilitiamoci, organizziamoci!
4 luglio 2026
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
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