Alcune considerazioni sull’attacco alla Flottilla

 La notte del 30 aprile 2026, la Global Sumud Flottilla è stata attaccata da navi dell’esercito sionista israeliano mentre si trovava in acque internazionali, vicino la Grecia.

A 600 miglia, quasi 1000 km dalla striscia di Gaza, una ventina di barche sono state abbordate e devastate dai sionisti dell’IDF.

In molti l’hanno giustamente definita un’azione di pirateria internazionale. I signori ministri “sovranisti”, altisonanti difensori degli “interessi nazionali”, sempre pronti a gettare fango sulla Flottilla, hanno chiuso entrambi gli occhi di fronte a un sequestro di persona commesso su navi battenti bandiera italiana.

175 attivisti sono stati sequestrati e due di loro, Thiago Avila e Saif Abukeshek sono stati deportati in un carcere sionista con l’accusa di terrorismo, di legami con Hamas.

Sono le stesse accuse generiche che vengono rivolte da parte del regime genocida di Israele a chiunque denunci i crimini e gli abusi sionisti o si mobiliti a sostegno del popolo palestinese.

Thiago e Saif stanno subendo lo stesso trattamento disumano riservato a più di 11 mila detenuti palestinesi.

In tutte le principali città del mondo, e del nostro paese, sono partite nuove mobilitazioni per richiedere la liberazione dei due attivisti. Mobilitazioni che non hanno avuto la stessa dimensione di massa di quelle autunnali, ciò anche a causa dell’inasprimento del ddl sicurezza. Anche i loro contenuti politici sono stati deboli, avendo spostato l’attenzione dalla Palestina alla sola Flottilla.

Tutti noi esigiamo che Thiago e Saif possano riabbracciare al più presto i loro cari, ma non possiamo separare la loro libertà da quella dei prigionieri palestinesi, fra cui molti minorenni.

Così come non possiamo dimenticare che Gaza è una prigione a cielo aperto dove sono negati i più elementari diritti e dove nonostante la finta tregua di ottobre si continua a morire sotto le bombe sioniste, che vengono costruite anche in Italia, mentre le colonizzazione della Cisgiordania e del Libano avanzano, mentre l’aggressione dell’imperialismo USA e di Israele all’Iran continua.

Non basta appellarsi al rispetto di un ormai fantomatico diritto internazionale, che come ogni legge emanata dai governi borghesi ha un carattere storicamente condizionato, limitato, ipocrita, assicurando alle potenze imperialiste la libertà e il diritto di opprimere e rapinare i popoli.

Insieme all’incolumità dei membri della Flottilla, dobbiamo pretendere la cessazione di ogni tipo di rapporto economico, politico e militare con Israele, la fine dell’assedio di Gaza e il ritiro delle forze di occupazione.

Dobbiamo esigere la fine immediata del traffico di armi verso Israele e con tutti i regimi reazionari che sostengono il regime sionista.

Dobbiamo esigere la cancellazione di tutte le leggi repressive mirate a colpire chi critica il sionismo e sostiene la causa palestinese, chi scende in piazza per esprimere il proprio disgusto e la protesta per un governo, come quello Meloni, complice di un genocidio che prosegue senza soste, che arma, collabora e protegge lo stato sionista.

Rigettiamo l’equiparazione di antisionismo e antisemitismo, denunciamo e smascheriamo la politica imperialista, filosionista e neocolonialista dei capi della socialdemocrazia, dei riformisti e di settori di piccola borghesia, che coprono politicamente l’occupazione sionista.

La questione palestinese non può e non deve essere ridotta ad una questione umanitaria. Essa è una questione politica, inseparabile dalla questione della liberazione dall’imperialismo dei popoli oppressi e dal movimento per la rivoluzione proletaria.

Solidarietà con il popolo palestinese e la sua legittima resistenza!

6 maggio 2026

Organizzazione per il partito comunista del proletariato

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