Andreji Ždanov, un combattente per il comunismo
Il 31 agosto 1948 moriva a Mosca Andreji Ždanov, secondo segretario del VKPB(b) – Partito Comunista di tutta l’Unione (bolscevico).
La figura e l’opera di Ždanov sono importanti, ma spesso misconosciute o trascurate. La sua vita di militante bolscevico attraversò il periodo della clandestinità durante la prima guerra mondiale e della rivoluzione socialista, della guerra civile, della lotta per la costruzione del socialismo e della sua difesa contro spie e sabotatori, della resistenza (che diresse eroicamente a Leningrado durante i 900 giorni di assedio nazista) e della vittoria sulla bestia nazifascista.
Ci piace ricordarlo a capo della delegazione del VKP(b) nella riunione costitutiva del Kominform (1947), l’Ufficio di informazione dei Partiti comunisti, in cui espose la sua lucida analisi sulla divisione del mondo in due campi e indicò la linea politica del movimento comunista e operaio internazionale.
L’intransigenza di Ždanov deriva dalla sua fedeltà alla dottrina creata e sviluppata da Marx, Engels, Lenin e Stalin, così come dall’analisi dell’offensiva guidata dall’imperialismo statunitense e della portata strategica della lotta di classe che andava sviluppata e intensificata su tutti i fronti, compreso quello culturale.
Ždanov è conosciuto per essere stato uno dei principali ispiratori e sostenitori dei principi del realismo socialista, meraviglioso movimento artistico e culturale sorto in Urss, continuamente denigrato dalla classe dominante e dai suoi intellettuali prezzolati.
Meno nota è la sua battaglia contro il burocratismo, l’isterilimento della teoria marxista-leninista, il dogmatismo del “tutto è stato detto”, per rilanciare e far fiorire il pensiero rivoluzionario.
Ricordiamo che Ždanov, assieme a Stalin e Kirov, lottò contro le tendenze burocratiche in seno al Partito già dal 1935.
Il suo discorso sul cambiamento dello statuto del Partito, presente in “Politica e Ideologia”, è illuminante al riguardo.
Ždanov morì prematuramente, nel 1948, a soli 52 anni. In quel momento era il più accreditato successore di Stalin, un instancabile fustigatore delle tendenze revisioniste che si affacciavano nel partito, un propagandista vigoroso delle idee del socialismo e del comunismo, uno dei grandi edificatori del socialismo nell’Unione Sovietica.
Le sue analisi profonde, la sua critica stringente e le sue preziose indicazioni sono di grande attualità. Lo studio dei suoi scritti è importante soprattutto per i giovani comunisti del nostro paese, dove il revisionismo e l’opportunismo hanno devastato la coscienza di classe del proletariato.
Di seguito alcune sue opere da poter leggere e scaricare:
Il XXIX anniversario della grande rivoluzione socialista d’ottobre
Intervento alla conferenza dei musicisti sovietici
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