Berco di Copparo (Ferrara): NO ai licenziamenti!
Lunedì 11 novembre 2024, si è tenuto a Copparo (FE) una manifestazione operaia con circa 3.000 manifestanti in occasione dello sciopero dei metalmeccanici della provincia di Ferrara, in appoggio alla lotta della Berco di Copparo e Castelfranco Veneto.
In tale storica azienda metalmeccanica (gruppo Thyssenkrupp) incombono – per ora – 480 licenziamenti. Altri licenziamenti sono in corso in aziende minori.
Al corteo hanno partecipato molte delegazioni di RSU e delle OO.SS. di Ferrara e delle provincie viciniori che hanno dato vita ad un corteo di appoggio all’importante lotta che i lavoratori Berco stanno conducendo, anche con significativi scioperi interni a singhiozzo coordinati tra i due stabilimenti della Romagna e del Veneto; da quest’ultimo ha partecipato una delegazione da Castelfranco.
Negli interventi finali gli operai intervenuti hanno protestato contro la mortificazione delle professionalità interne e la politica che da tempo i monopoli internazionali adottano chiudendo o riducendo il personale per andare a produrre altrove, dove il costo del lavoro è minore.
Gli intervenuti hanno anche ribadito che non devono essere gli operai a pagare per crisi non da loro provocate.
La nostra organizzazione, nell’ambito della politica di Fronte unico proletario, è intervenuta con un volantino di appoggio alla lotta che riproduciamo.
Berco: No ai licenziamenti!
Solidarietà ai lavoratori in lotta!
480 dipendenti (uno su tre) dichiarati in esubero rischiano di essere licenziati in tempi brevi. E anche a Castelfranco Veneto non si dormono sonni tranquilli.
L’azienda (del gruppo Thissenkrupp) dice: “c’è un calo del mercato”. Ma questo calo, a dispetto del meloniano tutto va bene, è dell’intera industria italiana e di altri paesi europei.
Solo nell’automotive i licenziamenti che incombono in Italia sono 25.000
Che si fa? Tutti a casa? Neanche per idea.
Il sacrificio occupazionale non deve passare. Nel ferrarese, come in altre provincie, se non si fermano i piani padronali ciò si tradurrà in desertificazione industriale e impoverimento.
E’ invece ora di dire basta!
Da sempre l’obiettivo del padronato è spremere gli operai come limoni per poi buttarli nel lastrico quando non servono più.
Padronato, banche, parassiti e ruffiani vari invece se la spassano con le ricchezze accumulate con lo sfruttamento.
La crisi è la loro crisi. Paghino loro e non chi crea l’intera ricchezza sociale.
E questo mentre il governo impone una finanziaria antipopolare di austerità, con tagli al salario reale ed alla spesa sociale, a discapito dei lavoratori dipendenti e degli strati popolari.
Sosteniamo i lavoratori in lotta!
Partecipiamo allo sciopero generale del 29 novembre per la difesa del lavoro, l’aumento dei salari reali, la riduzione di orario, la salvaguardia dell’occupazione!
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia
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