Bollette alle stelle per i lavoratori, energia  a prezzi stracciati per le grandi imprese

Come è noto dal 2021 il prezzo dell’energia è progressivamente aumentato con una corsa senza fine.

Si tratta di triplicazioni del prezzo della luce e del gas dal primo trimestre 2021 al terzo trimestre 2022.  E il peggio deve ancora arrivare.

Una spesa insostenibile che ha messo in seria difficoltà le famiglie povere, verso le quali il governo precedente è intervenuto con qualche pannicello caldo “una tantum”.

Col nuovo governo la demagogia, come vedremo, ha compiuto – come da tradizione fascista – un salto di qualità. Secondo quanto annunciato dalla Meloni, l’aiuto in finanziaria alle ‘famiglie’ per fronteggiare il rincaro delle bollette di luce e gas sarebbe di 9 miliardi, mentre i rimanenti 12 (in tutto fanno 21) sarebbero aiuti ‘alle imprese’.

E’ dietro a questa cifra ‘benevola’ che si concentra la demagogia, perché in realtà è truccata.

Per beneficiare di questo bonus si valuta l’ISEE della famiglia, come già avveniva con i provvedimenti del governi Draghi, che il governo ha innalzato da 12 mila a 15 mila euro.

Così facendo, la platea di 5 milioni di famiglie sale di 500 mila unità con una spesa di 2,4 miliardi (Corsera, 24 nov).

A complicare le cose c’è la divisione del paese in fasce climatiche, perché questo bonus varia, e di parecchio, dalle fasce ‘calde’ a quelle ‘fredde’, andando da 600 euro circa a 1700 euro.

Ma questo solo in teoria. Considerando che la maggior parte della povertà è concentrata nelle zone ‘calde’ o ‘tiepide’ ne vien fuori un importo (teorico) sui 4-5 miliardi.

Ovvero la metà di quello annunciato dal governo, dove il concetto di bonus comprende evidentemente anche ‘aiuti’ indiretti come la temporanea soppressione degli oneri di sistema e l’estensione dell’IVA sul gas al 5%.

Inoltre, va considerato che circa 20 milioni di famiglie (in tutto le famiglie sono 26 milioni), quindi una buona parte di famiglie proletarie o che non navigano nell’oro, sono escluse dal bonus e una parte degli aventi diritto non lo richiederà per motivi vari (la tipologia delle famiglie e dei casi individuali è socialmente molto variegata).

Va inoltre considerato che la misura – a parte il piccolo allargamento di platea – prosegue per soli tre mesi quanto  stabilito dal governo precedente (dal quale eredita – guarda caso – un tesoretto di 9 miliardi non spesi), intestandosi quindi, come nuovo governo, ‘meriti’ non suoi.

Oltretutto questi fondi vengono di fatto girati ai monopoli energetici da combustibili fossili dato che li sconteranno – bontà loro – in bolletta!

Chissà con quali livello di truffa, visto che i monopoli hanno il coltello dalla parte del manico e stanno compiendo atti odiosi, ad esempio cercando di far cambiare i contratti con prezzo bloccato agli utenti, addirittura minacciando ed eseguendo distacchi a chi non paga o consuma poco!  Figurarsi chi andrà a controllare che gli ‘sconti’ in bolletta corrispondono a quelli teorici annunciati, cosa per altro tecnicamente molto difficile.

Quindi un sostegno sì, ma soprattutto alle grandi aziende capitalistiche che faranno la parte del leone con sconti sulle tasse – attraverso il meccanismo del credito d’imposta che viene aumentato fino al 35 % e al 45% per le imprese energivore – mentre continuano a incassare profitti da record!

I bonus sono un mezzo demagogico con cui il governo Meloni cerca di contenere il malcontento, dissimulando l’attacco, condotto per conto del padronato alla classe operaia e ai poveri.

Intanto si procede con le trivelle in mare e i rigassificatori che servono a fornire gas a prezzi stracciati alle grandi imprese.

Contro la politica governativa è necessario organizzarsi ed aprire da subito un fronte di lotta generale per l’aumento dei salari (quelli reali in Italia sono calati del 12% dal 2008) e la fine delle truffe a danno di lavoratori, pensionati, disoccupati.

Occorre organizzarsi in comitati operai e popolari per rivendicare i nostri interessi e diritti, smascherando la valanga di truffe e promesse non mantenute ed esigendo la riduzione immediata e prolungata delle bollette.

Aumento generale dei salari a spese dei profitti!

Gas e elettricità fuori dal mercato! Spezziamo i denti ai pescecani capitalistici!

Da Scintilla n. 129 – dicembre 2022

 

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