Bonfiglioli, vertenza emblematica
Negli ultimi mesi alla Bonfiglioli di Calderara di Reno si è sviluppata una lotta operaia che, seppur poco conosciuta, presenta delle caratteristiche che ci devono indurre all’attenzione.
Il tutto nasce quando la Bonfiglioli, ha deciso di interrompere i contratti di appalto per la logistica con la Bcub e Client, stracciando un accordo sindacale del 1997 che prevedeva la reinternalizzazione dei lavoratori, nel caso di scioglimento dell’appalto, mettendo a rischio 52 posti di lavoro.
La Bonfiglioli ha accusato le ditte appaltatrici di inadempienze nel lavoro svolto, ma le stesse rispondono di non aver mai avuto contestazioni in merito.
Il più che fondato dubbio, è che l’azienda voglia in realtà automatizzare il magazzino riducendo in tal modo il personale.
La risposta dei lavoratori sia della Bonfiglioli che delle ditte appaltatrici è stata unitaria e ferma, così come è stata unitaria la lotta dei sindacati.
Senza voler entrare nei dettagli della vertenza, che si è sviluppata anche sul contratto aziendale, vogliamo evidenziare le peculiarità di questo conflitto.
Abbiamo un’azienda leader nel settore, apparentemente in salute economica, che addirittura viene premiata per il terzo anno consecutivo per il “buon” ambiente di lavoro, che esprime la dirigenza di Confindustria Emilia (Sonia Bonfiglioli), che però non esita a stracciare gli accordi sindacali esistenti, a interrompere i contratti di appalto con le ditte che le forniscono i servizi di logistica, pur di spezzare la lotta dei lavoratori. Questo perché mira ad automatizzare il lavoro e ridurre il personale tramite l’Intelligenza Artificiale.
Dall’altro lato abbiamo i lavoratori e i sindacati che si sono mossi unitariamente in difesa dei diritti, cosa che purtroppo non sempre capita.
È notizia recente che all’incontro del 22 giugno per il rinnovo del contratto aziendale, la società ha interrotto il tavolo e annullato tutti gli incontri successivi adducendo la scusa della scadenza della RSU.
Un atto di aperta ostilità, di fronte al quale lavoratrici e lavoratori hanno risposto con un’adesione massiccia allo sciopero proclamato dai sindacati.
Questa vertenza ci dimostra chiaramente due cose: primo, non si tratta di una semplice disputa aziendale, ma è un caso che avrà un seguito in altre realtà produttive; secondo, se per i “padroni” l’unica regola da seguire è quella di ottenere il massimo profitto a tutti i costi, in barba a tutti gli accordi sindacali, per gli operai la sola linea da seguire è quella della difesa intransigente dei propri interessi e diritti, con la massima unità di azione.
Da Scintilla n. 161, luglio 2026
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