Ceuta: un altro crimine dell’imperialismo in piena luce del sole

Dichiarazione della Segreteria del Comitato Centrale del Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista) – PCE(m-l)

Le drammatiche scene di migliaia di giovani marocchini che il 30 luglio cercavano disperatamente di raggiungere l’enclave spagnola di Ceuta sono un esempio lampante delle conseguenze delle dispute inter-imperialiste, attualmente alimentate da tensioni e instabilità che incitano all’escalation repressiva, militare e sfruttatrice delle varie borghesie contro il proletariato e il popolo, e che conferiscono un’impronta ancora più reazionaria alle politiche anti-immigrazione, soprattutto nell’UE.

La migrazione è fondamentalmente una risposta alle azioni dell’imperialismo nei confronti di paesi e popoli, azioni che portano a povertà, miseria e sottosviluppo, e generano ogni sorta di conflitti e guerre, dai quali i loro abitanti fuggono in cerca di una vita migliore in altri paesi. Questo fenomeno è particolarmente evidente oggi, dato, come già accennato, l’intensificarsi del conflitto inter-imperialista (USA/UE – Cina/Russia). Lo Stato spagnolo, con tutti i governi della Monarchia al suo vertice, compresi gli ultimi due governi di coalizione, fa parte della struttura dell’imperialismo occidentale e aderisce e partecipa, di fatto, alle politiche anti-immigrazione dell’UE che causano migliaia di morti, rapimenti, torture, stupri ….: esternalizzazione delle frontiere, Frontex, ecc.

Le migliaia di giovani che hanno rischiato – e perso – la vita al confine con Ceuta non hanno aspettato il momento giusto per oltrepassare le recinzioni o gettarsi in mare per caso. Le miserabili e soffocanti condizioni di vita e di lavoro sotto la dittatura marocchina li spingono costantemente verso il confine. Ricordiamo le mobilitazioni contro il regime alawita dello scorso settembre, brutalmente represse dal tiranno marocchino (3 morti, 28 feriti e oltre 400 arrestati), da parte dei giovani della cosiddetta Generazione Z, il cui slogan era: “Vogliamo ospedali, non campi da calcio”.

Non possiamo dimenticare il massacro del 2021 al confine di Ceuta, nello stesso punto sulla spiaggia di Tarajal, quando le forze repressive marocchine e spagnole impedirono l’arrivo di circa 8.000 migranti, causando circa 15 morti. Nell’incidente del 30 luglio, il bilancio delle vittime è salito a 72.

Il regime alawita sta sfruttando la grave situazione del Marocco, usando la sua popolazione in modo spregevole per influenzare le decisioni del governo spagnolo. Lo abbiamo visto nel 2021 e ora, come tutto sembra indicare, hanno orchestrato l’arrivo in massa dei loro cittadini a Ceuta.

È del tutto possibile che quest’azione sia stata orchestrata dagli Stati Uniti e da Israele. Nell’Africa nord-occidentale, con il sostegno degli Stati Uniti, l’equilibrio di potere si è recentemente spostato a favore della dittatura marocchina, che assume prontamente il ruolo di vassallo sia di Washington che di Israele. Il suo obiettivo sarebbe quello di indebolire la Spagna e l’imperialismo europeo creando contraddizioni al loro interno, come delineato nella “Strategia di Difesa Nazionale” del 2026, che riconosce apertamente che l’immigrazione è un terreno fertile per alimentare la retorica ultranazionalista in Europa come primo passo verso la creazione di governi “alleati” (ovvero vassalli) di Washington (nel nostro caso, un governo PP-VOX) che minerebbero l’unità europea. Ecco cosa ha dichiarato il Dipartimento di Stato americano in merito all’accaduto: “Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo spagnolo e di tutti gli europei di fronte a questa flagrante violazione della loro sovranità e dei loro diritti umani. Questo inaccettabile incidente è la diretta conseguenza degli sforzi deliberati del governo spagnolo per consentire e agevolare l’immigrazione clandestina di massa verso l’Europa. Stiamo valutando misure per proteggere i cittadini americani, sia in patria che all’estero, da questa minaccia e siamo pronti ad assistere altri alleati europei che stiano considerando opzioni simili “. La reazione affrettata e meschina dei governi italiano e finlandese, che chiedono l’esclusione della Spagna dall’area Schengen, insieme alle critiche pretestuose dell’estrema destra spagnola contro il governo, chiarisce che questo progetto di sottomissione politica all’imperialismo statunitense trova sostegno anche da questa parte dell’Atlantico.

A questo proposito, è importante notare che la Spagna sta intensificando le sue relazioni commerciali con la Cina, ha impedito agli Stati Uniti di utilizzare le basi aeree di Morón e Rota nella loro aggressione contro l’Iran e ha condannato le azioni dello Stato israeliano e del sionismo in Palestina, in particolare a Gaza, come genocidio. Nonostante la sua posizione timida e ipocrita (mantenere gli Stati Uniti come alleato strategico; rimanere nella NATO, che di recente ha definito l’immigrazione una minaccia e un problema che richiede un intervento; non recidere i legami con lo stato sionista; e partecipare attivamente alla strategia europea anti-immigrazione), l’attuale governo spagnolo rappresenta una spina nel fianco sia per gli Stati Uniti che per Israele.

Un altro fattore da considerare è la ripresa delle relazioni politiche ed economiche tra Spagna e Algeria, a seguito della visita di P. Sánchez di due settimane fa, nonostante il conflitto storico tra Marocco e Algeria, non solo sulla questione del Sahara Occidentale, ma anche sulla ricerca dell’egemonia in Nord Africa da parte delle potenze.

In queste circostanze, la risposta della nostra classe non può essere dettata da interessi razzisti e imperialisti, ma esattamente il contrario. Le classi lavoratrici in generale, e il proletariato in particolare, devono denunciare apertamente la complicità dell’imperialismo yankee, della dittatura marocchina e del sionismo israeliano in questo massacro; la demagogia del fascismo; la vergognosa posizione europea sulla questione; e la tiepida risposta del regime spagnolo.

Nessuna risposta diplomatica sarà efficace senza lo smantellamento del dominio politico e militare straniero sulla Spagna, il ritiro delle truppe, delle navi da guerra e degli aerei statunitensi, e l’uscita dalla NATO in quanto strumento militare al servizio dell’imperialismo statunitense, nonché la denuncia dei patti e degli accordi dell’Europa capitalista volti a criminalizzare e reprimere l’immigrazione.

Saremo sempre con i nostri compagni di classe.

FERMIAMO IL TERRORISMO IMPERIALISTA!

LUNGA VITA ALL’INTERNAZIONALISMO PROLETARIO!

1° agosto 2026

Segreteria del Comitato Centrale del PCE (ml)

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