Continua la strage di lavoratori sacrificati sull’altare del profitto

Il 25 luglio tre operai di 54, 62 e 67 anni, hanno perso la vita in un cantiere a Napoli dove stavano lavorando per la ristrutturazione di un palazzo.

Una morte atroce causata dal ribaltamento di un cestello per un cedimento della struttura realizzata per l’esecuzione dei lavori, che li ha fatti precipitare per circa venti metri.

Ai familiari di Ciro Pierro, Luigi Romano e Vincenzo Del Grosso va il nostro sentito cordoglio.

Si allunga la scia di sangue di una strage continua, che oggi ha visto anche la morte, in provincia di Brescia, di un altro lavoratore di circa 70 anni schiacciato da un muletto. A metà luglio già si contavano 800 morti sul lavoro!

Al di là dei dettagli tecnici sulle cause della strage di Napoli, quello che emerge è la mancanza di adeguate misure di sicurezza e la presenza rapporti di lavoro illegali. Da quanto si apprende, gli operai di Napoli lavoravano senza caschi e cinture, due erano in nero.

La sicurezza sul lavoro è vista dai padroni come un costo e per aumentare i profitti subappaltano i lavori a quattro soldi, tagliando i fondi della prevenzione (manutenzione e DPI). Si sfruttano senza pietà gli operai che per guadagnarsi un tozzo di pane devono lavorare fino a 70 anni in condizioni impossibili, senza pause e riposi.

Se la causa economica delle morti sul lavoro è l’ottenimento del profitto da parte dei capitalisti, vi sono anche cause politiche: si chiamano Jobs Act, Riforma Fornero, Legge Salvini sugli appalti a cascata, accompagnati dallo sfacciato boicottaggio governativo del referendum in materia di sicurezza sul lavoro.

Basta con il falso sdegno e le lacrime di coccodrillo di istituzioni e burocrati sindacali che invece di mobilitare i lavoratori e dichiarare sciopero, si limitano a chiedere più controlli.

Esigiamo fondi per la salute e la sicurezza sul lavoro, non per il riarmo!

Difendiamo con la lotta il lavoro contro il capitale che ci sfrutta, ci opprime e ci ammazza!

Di questo sistema non ne possiamo più!

Oggi più che mai è necessaria l’organizzazione politica indipendente e rivoluzionaria della classe proletaria, per conquistare la nostra emancipazione e con essa quella dell’intera umanità.

Luglio 2025

Organizzazione per il partito comunista del proletariato 

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